Archivi: aprile 2008

Bugo torna con l'album 'Contatti'

di maristella

29 aprile 2008

Christian Bugatti, in arte Bugo, uno degli artisti italiani più promettenti, ha sfornato il suo ultimo, straordinario album, ‘Contatti’. E’ già stato definito dai critici il suo migliore disco, pervaso di una malinconia difficile da scacciare, un’insofferenza generazionale mai totalmente esorcizzata. Come scrive Valeria Rusconi sulle pagine di Rolling Stones, anche per Bugo “dovevano arrivare i giorni dell’inquietudine. Quella tristezza senza speranza né compiacimento che giunge da lontano, come quelle cartoline in bianco e nero cui l’aggiunta di flebili colori dovrebbe conferire allegria”.

Musicalmente questo album ha un passo in più rispetto ai precedenti. Il menestrello novarese riesce a scindere pop elettronico e Battisti su una base da techno-orchestrazione e a raccontare, con il suo solito sarcasmo, la realtà che ci circonda. Bugo è un cantautore allegramente depresso che traspone in musica e lucidi deliri l’inquietudine della quotidianità, senza falsi moralismi. Tutto il disco parla “parla soprattutto di frustrazione, di sconfitte, di delusioni – spiega Bugo – ma è alleggerito da una musica molto vitale e allegra”. Neanche nel brano Felicità. “Non c’è niente di felice in questo testo, è un modo di vedere l’amore disilluso. Non credo nelle parole amore, sogno, favola, ai luoghi comuni. Credo nella ragazza che amo, che è diverso”. Parole da cinico navigato che vengono da un’artista che si è sempre discostato notevolmente dalla musica cantautorale italiana, spesso politicamente e sociologicamente impegnata. “Sono sempre stato individualista – dichiara – tanti artisti però pensano di svolgere un ruolo sociale. Io non voglio averlo, tutto questo non mi interessa. Il mio brano C’è crisi affronta un argomento serio, ma la canzone non lo è, il messaggio che lancio è molto leggero”.

Il disco è stato prodotto da Stefano Fontana, dj e fondatore di Stylophonic, considerato da molti uno dei progetti dance più importanti uscito dall’Italia, arrivato alla ribalta delle cronache per avere prodotto anche Jovanotti. Questo inedito accostamento ha creato un mix di generi ed esperienze ben riuscito, sulla base delle manipolazioni elettroniche di Fontana, che contribuisce ad arricchire ulteriormente l’ottimo lavoro di Bugo, trasformando la bassa fedeltà in raffinatezza.

Brionvega: la radio anni '60 torna di moda

di maristella

21 aprile 2008

In mostra all’ultimo salone del mobile di Milano, che termina oggi, la riedizione del radiofonografo Brionvega rr126, continua a suscitare interesse ed ammirazione. Ideato e realizzato nel 1965 da Pier Giacomo e Achille Castiglioni, questo mitico modello, ora rinominato RR226, comprende amplificatore, radio, giradischi e due diffusori removibili. Inoltre, è aggiornato tecnologicamente con lettore CD e DVD. Per il resto assomiglia al modello storico: il corpo centrale montato su un piede in fusione di alluminio anodizzato, dotato di quattro ruote che consentono di spostarlo con facilità; due casse staccabili che, oltre a garantire un’eccellente stereofonia, permettono di creare diverse configurazioni a seconda delle esigenze di ascolto. Posizionate sopra al giradischi consentono di ascoltare la radio, fissate ai lati o allontanate maggiormente permettono di aumentare l’effetto stereofonico nell’ascolto dei dischi.
Brionvega è il marchio storico dell’elettronica di consumo italiana che ha creato, a partire dal 1945, prodotti divenuti famosi in tutto il mondo per l’alta qualità e la ricercatezza nel design, dei veri e propri oggetti-culto che rappresentano in modo ineguagliabile un’epoca ricca di idee e creatività. Nel 2004 il ramo dedicato alla produzione audio è stato acquisito da SIM2 Multimedia (ex Seleco). E’ nata così la controllata BV, una società che realizza e distribuisce nuovi prodotti o nuove versioni di prodotti storici del marchio.

Nel 2007 sono così apparsi sul mercato le rivisitazioni di alcune di queste straordinarie radio. Oltre alla sopraccitata RR226, la Brionvega ha riproposto la mitica ‘Radio Grattacielo’, la RR127 progettata nel 1965 da Zanuso e Sapper. Il nome deriva dalla particolare forma a parallelepipedo che permettere di posizionarla sia in verticale che in orizzontale. Per questo motivo, le indicazioni delle frequenze delle radio sono scritte in entrambi i sensi. Nel suo aggiornamento la Radio Grattacielo è stata rinominata RR227 ed è stata aggiornata con una porta USB, un lettore SD card ed una presa per collegare un lettore MP3. Questo modello dovrebbe ormai essere disponibile al prezzo di 179 euro.

Per ultima, ma non certo per stile e classe, Brionvega ha ripensato anche la TS 522, più nota come Radio Cubo. Questa radio è nata nel 1964 e riproposta nel 2007. LA Radio TS 522 è la rivisitazione della Ts 502, creata sempre dai designer Marco Zanuso e Richard Sapper, e considerata una delle prime radio portatili. La forma della TS 522 è identica a quella originale, il cambiamento si registra, invece, in campo tecnologico. Premendo il pulsante centrale la radio si apre a guscio, rivelando le due scocche cubiche realizzate in materiale lavabile e inalterabile. Ecco le caratteristiche principali: griglia altoparlante in lega di alluminio, antenna sfilabile ad alta sensibilità, scala sintonia e stazioni memorizzate segnalate da led, alimentazione di rete e a batteria, presa cuffia stereo con regolazione volume, 29 programmi memorizzabili FM, ricerca automatica AST, ricerca up/down delle stazioni, sintonia up/down manuale. La Radio Cubo è disponibile nei colori arancio, bianco, giallo, nero e rosso.

La voce calda ed emozionante di Elisa

di maristella

14 aprile 2008

BROKEN
Elisa

Hard times flowing and my eyes couldn’t see stars shining
My heart couldn’t feel the beauty of the rising sun
And I’m lost like a bottle that floats in the sea for ever
Will somebody pick up my hope?
Will somebody try?
Will I realize?
’cause it’s broken broken
Something got broken like stolen
Stolen, like if it was stolen
And hurting, hurting
I have been hurting and now
Only time will tell
Time will heal
Just pieces of truth that I chose to keep
No matter if now they are gone
No matter if I am alone
Still I can get back on my feet and walk on
As I know there was something to learn
I know there will always be more worth moving on for
Though, it’s broken broken
Something got broken like stolen
Stolen, like if it was stolen
And hurting hurting
I have been hurting and now
Only time will tell
’cause it’s broken broken
Something got broken like stolen
Stolen, like if it was stolen
And hurting hurting
I have been hurting and now
Only time will tell
I’d love to be one of those colorful early summer days
When everybody is happy that you came
Everybody smiles back at you as soon as your eyes cross their eyes
But something has to happen first
I know winter has to come before it blossoms
So it’s broken broken
Something got broken like stolen
Stolen, like if it was stolen
And hurting hurting
I have been hurting and now
Only time will tell
’cause it’s broken broken
Something got broken like stolen
Stolen, like if it was stolen
And hurting hurting
I have been hurting and now
Only time will tell
Time will heal

Un periodo difficile stava scorrendo
I miei occhi non riuscivano a vedere le stelle brillare
Il mio cuore non riusciva a sentire la bellezza del sole che sorge
E sono persa come una bottiglia che galleggia nel mare… per sempre
Qualcuno raccoglierà la mia speranza?
Qualcuno ci proverà?
Me ne renderò conto?
Perchè si è rotto, rotto
Qualcosa si è rotto, come rubato
Rubato, come se fosse rubato
E sofferto, sofferto
Ho sofferto ed ora
Solo il tempo lo dirà
Il tempo curerà
Solo pezzi di verità che ho scelto di conservare
Non importa se ora se ne sono andati
Non importa se sono sola
Ancora posso tornare sui miei passi e andare avanti
Perchè so che c’era qualcosa da imparare
So che ci sarà sempre qualcos’altro per cui vale la pena muoversi
Anche se si è rotto, rotto
Qualcosa si è rotto, come rubato
Rubato, come se fosse rubato
E sofferto, sofferto
Ho sofferto ed ora
Solo il tempo lo dirà
Perchè si è rotto, rotto
Qualcosa si è rotto, come rubato
Rubato, come se fosse rubato
E sofferto, sofferto
Ho sofferto ed ora
Solo il tempo lo dirà
Il tempo curerà
Mi piacerebbe essere uno di quei primi giorni estivi pieni di colore
Quando tutti son contenti del tuo arrivo
Quando tutti ti sorridono nel momento in cui i tuoi occhi incrociano i loro
Ma qualcosa deve succedere prima
So che deve arrivare l’inverno prima che fiorisca
Così si è rotto, rotto
Qualcosa si è rotto, come rubato
Rubato, come se fosse rubato
E sofferto, sofferto

Filed under: Traduzione testo
Tag:,

Pete Doherty condannato a 3 mesi di carcere

di maristella

9 aprile 2008

Il cantante dei Babyshambles, Pete Doerthy si è cacciato ancora nei guai. Il tribunale di Londra l’ha condannato a 14 settimane di carcere, circa 3 mesi e mezzo, per aver violato le disposizioni del giudice essendo stato trovato per l’ennesima volta in possesso di droga. Il giudice Davinder Lachar ha pronunciato la sentenza nel corso di un’udienza alla West Ealing Magistrates Court di Londra. Il ribelle Doherty aveva già ricevuto una condanna al carcere, per possesso di droga (diversi quantitativi di crack, eroina e marijuana) e guida illegale, ad ottobre scorso, che gli era stata poi sospesa a patto che si sottoponesse a rehab – cioè ad un programma di disintossicazione dalla droga – e ai controlli giudiziari previsti in questi casi.

l cantante, inoltre, non avrebbe dovuto farsi beccare nuovamente alle prese con sostanze stupefacenti non consentite, per almeno due anni. Ma l’ex di Kate Moss, confermando per l’ennesima volta la sua fama di ‘maledetto’ ha violato le disposizioni, mancando all’appuntamento con il tribunale. Il giudice ha dovuto revocare la fiducia accordatagli. A causa di questa condanna i Babyshamble hanno dovuto anche annullare il concerto che dovevano tenere alla prestigiosa Royal Albert Hall di Londra il 26 aprile prossimo.

A darne notizia la casa discografica di Doherty, la Parlophone Records. “Il concerto si farà in un’altra data – hanno reso noto dalla casa discografica in una nota ufficiale - e tutti i biglietti saranno validi per il nuovo appuntamento, una volta annunciato Pete non vedeva l’ora di partecipare allo show e adesso vuole offrire le sue scuse più sincere a tutti i suoi fan e a coloro che erano coinvolti”.

Amen dei Baustelle, il disco della maturità

di maristella

2 aprile 2008

baustelle-amen2.jpg

E’ uscito il quarto album dei Baustelle, Amen e già si parla del migliore disco di sempre della band toscana. Francesco Bianconi, voce e mente dei Baustelle, ha superato se stesso in questo nuovo lavoro, regalando alla storia della musica italiana un importantissimo contributo, “un mucchio di country pre-rock, un pizzico di elettronica e tantissima poesia” come scrive Alcide Pierantozzi sulle pagine di Rolling Stones, per un album maturo, teso e vibrante.

Amen è la diretta evoluzione di La Malavita, il terzo disco dei Baustelle, contente il pezzo “Un Romantico a Milano” che è stato capace di lanciare Bianconi e compagni a livello nazionale e di farli scritturare dalla Warner Record. Il quarto cd è quindi un album che, nella sua totalità, risulta più elaborato e sperimentale dei precedenti, ricco di citazioni ed omaggi, dall’horror, al western, al melodramma, ma sempre sotto l’egida di un pop-rock poetico ed orecchiabile e dei soliti temi sociali della violenza, della religione e del Sud. In questa nuova fatica l’apporto della seconda voce, quella sensuale e roca di Rachele Bastreghi, tastierista dei Baustelle, contribuisce, con pezzi come “L’aeroplano” e “Dark Room”, mischiandosi ed accavallandosi con quella di Bianconi, a ricreare quelle ambientazioni da film anni ’70, e nel complesso quel rock raffinato e mai banale, con venature new wave, ormai timbro di qualità del gruppo di Montepulciano.

L’orchestra d’archi e la sezioni di ottoni incorniciano perfettamente questo divenire sonoro, questo continuum sperimentale senza sosta, sempre originale ed ispirato. I Baustelle si confermano ancora una volta gruppo cult dell’indie-rock italiano, capaci di miscelare testi aulici, vendibilità ed una raffinatezza adatta a palati fini. Nell’album da non perdere Antropophagus, L’areoplano e Baudelaire.

Il disco è acquistabile anche online sul sito della Ibs.