Archivi: gennaio 2010

Il nuovo singolo di Avril Lavigne per Alice in Wonderland

di maristella

28 gennaio 2010

Avril lavigne

Torna con un nuovo singolo una delle artiste più amate e venerate dal giovane pubblico italiano, Avril Lavigne. La cantante canadese aveva fatto perdere le sue tracce da ormai qualche anno, apparendo perlopiù su pagine di gossip o di moda. Il nuovo brano di Avril Lavigne è stato registrato per la colonna sonora dell’attesissimo “Alice in Wonderland”, l’ultimo capolavoro del visionario Tim Burton che arriverà nelle sale italiane il 3 marzo prossimo.

Il video di Alice Underground di Avril, invece, sarà disponibile solo i primi di febbraio. Per ora è possibile ascoltare solo l’audio in una registrazione aperta dalla voce del presentatore radiofonico Ryan Seacrest. La colonna sonora del film, Almost Alice che verrà distribuita nei negozi in concomitanza con l’uscita del film nelle sale e che conterrà tra l’altro 16 tracce di grandi artisti internazionali come The All-American Rejects, Owl City, Metro Station, Tokio Hotel, Kerli,  All Time Low, Shinedown, Pete Wentz & Mark Hoppus, Plain White T’s e Franz Ferdinand.

Sono in molti a criticare questa nuova prova di Avril Lavigne, c’è chi la definisce troppo urlata, una ballata come tante e poco innovativa. A nostro parere il pezzo è abbastanza orecchiabile ed entra insistentemente in testa. Probabilmente, anche questa volta, il lavoro di Avril Lavigne saprà fare breccia nel cuore dei suoi tanti fan.

Il video di Alice

Testo di Alice – Avril Lavigne

Tripping out
Spinning around
I’m underground
I fell down
yeah, I fell down
I’m freaking out
So, where am I now?
Upside down
And I can’t stop it now
It can’t stop me now
oooh Oooooh Oooohhh
I – I’ll get by
I – I’ll survive
When the world’s crashing down
When I fall and hit the ground
I will turn myself around
Don’t you try to stop me
I – I won’t cry
I found myself
In Wonderland
Get back on
My feet again
Is this real?
Is this pretend?
I’ll take a stand
Until the end
I – I’ll get by
I – I’ll survive
When the world’s crushing down
When I fall and hit the ground
I will turn myself around
Don’t you try to stop me
I – I won’t cry
I – I’ll get by
I – I’ll survive
When the world’s crushing down
When I fall and hit the ground
I will turn myself around
Don’t you try to stop me
I – And I won’t cry

Traduzione Alice

Sono inciampata
Sto volando giù
Sono sottoterra
Sono caduta
Sì, sono caduto giù

Sto impazzendo
Quindi, dove sono ora ?
Il mondo è sottosopra
E non riesco a smettere
Non riesce a fermarmi
Oooooh oooh Oooohhh

Io io ce la farà
Io io sopravviverò
Quando il mondo crolla
Quando cada e tocco il suolo
Mi guarderò intorno
Non tentare di fermarmi
Io io non piangerò

Mi sono ritrovata
Nel paese delle meravigle
Ora mi rimetto
In piedi di nuovo

Tutto questo è reale?
Tutto questo è finzione ?
Prenderò una posizione
Fino alla fine

Io io ce la farà
Io io sopravviverò
Quando il mondo crolla
Quando cada e tocco il suolo
Mi guarderò intorno
Non tentare di fermarmi
Io io non piangerò

Io io ce la farà
Io io sopravviverò
Quando il mondo crolla
Quando cada e tocco il suolo
Mi guarderò intorno
Non tentare di fermarmi
Io io non piangerò

I Clash, l'unica band che conta

di roberto.vanazzi

21 gennaio 2010

Clash

I Clash sono nati in Inghilterra nel 1975, dalla fusione di due band underground: i London SS e i 101’ers. Questi ultimi erano capitanati da John Mellor, alias Joe Strummer, figlio dell’ambasciatore britannico in Turchia, e godevano di un discreto seguito nel neonato mondo del punk, tant’è che un paio di volte hanno suonato dal vivo come headliners, facendo aprire i loro concerti dai meno noti Sex Pistols.

Anche i London SS all’epoca erano conosciuti e sono diventati famosi, più che altro, perchè nella loro line up hanno sfilato i più bei nomi della nuova scena musicale inglese, fra i quali il chitarrista e cantante Mick Jones,, il bassista Paul Simonon e il batterista Tory Crimes.
Questi tre si sono uniti a Strummer e al chitarrista Keith Levine, il quale però, dopo soli cinque concerti, ha lasciato i compagni per unirsi ai P.I.L. dell’ex Pistols, Johnny Rotten.

Dopo avere cambiato il nome da Heartdrops in Clash, il 29 agosto 1976 il nuovo gruppo è salito per la prima volta sul palco per l’inaugurazione del Punk Rock Festival, insieme a Siouxsie and the Banshees, Subway Sect e Sex Pistols, seguendo poi questi ultimi nelle poche date effettuate per l’Anarchy In The U.K. Tour, prima che fosse cancellato.

Nel marzo del 1977 è stato dato alle stampe il primo singolo dal titolo White Riot, un brano ispirato agli scontri dell’anno precedente fra la polizia inglese e i giovani coloured di Notting Hill.
Fin dall’esordio i Clash hanno dimostrato di essere la band decisamente più conforme all’anima politica del punk, di certo meglio del caotico anarchismo dei Pistols e dell’indolente menefreghismo di atri gruppi.clash1

Un mese più tardi è uscito il loro primo album omonimo, che si è posizionato al numero 12 della classifica d’oltremanica, spinto da brani rabbiosi e politicizzati quali la stessa White Riot, Remote Control, Clash City Rockers, Janie Jones, London Burning e la splendida I Fought The Law (quest’ultima, però, solo nell’edizione americana)
La rivista inglese Sound ha eletto Clash “miglior disco della storia del rock”.

Immediatamente dopo Crimes ha lasciato il gruppo, sostituito da Nicky “Topper” Headon, anch’egli, a suo tempo, membro dei London SS.

A maggio, durante l’ultima data del White Riot Tour, al Rainbow di Londra, il pubblico in delirio ha distrutto completamente il locale.

Nel 1978, nonostante alcune incomprensioni fra il gruppo ed il loro produttore Sandy Pearlman, è arrivato sugli scaffali Give ‘Em Enough Rope.
L’album, che presenta un suono meno d’impatto rispetto al predecessore, ma molto più curato, in madre patria è arrivato al secondo posto delle classifiche, forte di canzoni come English Civil WarSafe European Home, Last Gang In Town e, soprattutto, Tommy Gun.

Viste le scarse vendite negli States però, i Clash hanno lanciato il Pearl Harbor Tour. A quel punto, anche al di là dell’Atlantico l’immagine della band ha iniziato a decollare.

clash2Il secondo tour in terra americana, il Take The Fifth Tour, del 1979, ha segnato invece il punto di partenza per il periodo più maturo dei Clash, i quali, in meno di un anno, hanno registrato materiale per ben cinque album.

Sempre nel ’79 è stato dato alle stampe il doppio London Calling, un disco che mostra un gruppo più consapevole dei propri mezzi e che ha rotto la struttura prettamente punk dei primi lavori con l’introduzione di nuovi generi quali il reggae e il rockabilly.
La title track è stupenda, ma a ruota seguono Brand New Cadillac, Spanish Bomb, Death Or Glory, Lover’s Rock, Train Vain, Clampdown e la reaggeggiante Revolution Rock.

Nello stesso periodo il gruppo ha suonato per la prima volta nel nostro Paese, tenendo un concerto gratuito a Bologna.

Il nuovo decennio è iniziato addirittura con un triplo LP, Sandinista, infarcito da un sound tutto nuovo, che ha portato loro popolarità anche al di fuori del punk. Infatti, grazie ad una lunga permanenza negli Stati Uniti, i quattro erano venuti a contatto con ritmi funky, ballabili e sintetizzati, che fanno bella mostra nei due nuovi singoli, The Magnificent Seven e This Is Radio Clash, con i quali il gruppo è riuscito ad entrare anche nelle discoteche di tutto il mondo.

Di Sandinista le mie preferite sono la frizzante Police On My Back, Somebody Got Murdered, The Washington Bullets e l’immediata The Leader.

Il 1982 è stato l’anno di Combat Rock, diventato famoso per Should I Stay Or Should I Go e Rock The Casbah. Il lavoro, che è stato certificato di Platino negli States, ha visto un ritorno ad un suono più orecchiabile, con una miscela di funky, rock’n’roll, reggae e, naturalmente, punk.
Altri brani cardine, oltre ai due di cui sopra, sono senza dubbio Know Your Right, Red Angel Dragnet, con tanto di citazioni tratte dal film Taxi Driver, e Car Jamming.

Purtroppo Combat Rock ha portato in seno al gruppo anche alcuni dissapori. Prima è stato Strummer a sparire dalla circolazione per alcuni mesi, poi, una volta che il cantante è tornato alla base, se n’è andato Headon, ufficialmente per dissidi con lo stesso Strummer, in realtà per problemi di droga. Al suo posto è tornato dietro le pelli il primo batterista del gruppo, Tory Crimes.

Nel 1983 Strummer e Jones sono venuti ai ferri corti e si sono separati, lanciandosi accuse reciproche. Così, mentre Jones formava i Big Audio Dynamite, Strummer e Simonon hanno allestito una formazione d’emergenza con due nuovi chitarristi, Nick Sheppard e Vince White, per affrontare gli impegni presi.Clash3

Un paio di anni più tardi i nuovi Clash hanno registrato Cut The Crap, un lavoro fallimentare, del quale lo stesso Strummer ha rifiutato la paternità.

Negli anni successivi Joe Strummer si è dato da fare come autore di colonne sonore, una delle quali è presente in “Sid & Nancy”, film che racconta la tragica storia di Sid Vicious e Nancy Spungen, e anche come attore, recitando in un paio di pellicole.

Nel frattempo i Big Audio Dynamite raccoglievano discreti successi e Jones, in seguito, ha avuto modo di riallacciare i rapporti anche con i suoi vecchi compagni, compreso lo stesso Strummer, che ha co-prodotto il loro secondo LP, alimentando le voci di una possibile reunion dei Clash, che non c’è mai stata.

Nel 1991 Strummer ha sostituito Shane McGowan come cantante dei Pogues in alcune date della loro tournée.

Infine, dopo avere creato un gruppo chiamato Mescaleros e avere registrato un paio di buoni album, il 22 dicembre del 2002, Joe è deceduto per un attacco cardiaco, all’età di 50 anni.

L'artista dell'anno è la cantautrice country-pop Taylor Swift

di maristella

13 gennaio 2010

taylor-swift

La cantautrice country Taylor Swift ad appena 20 anni è stata nominata, dalla rivista People, Golden Girl del 2009. Ma questo non è niente: Forbes l’ha inclusa nella lista dei cento personaggi dello spettacolo che hanno guadagnato di più nell’ultimo anno (ben 18 milioni di dollari), la bibbia della musica americana Billboard l’ha proclamata artista femminile dell’anno ed il 31 gennaio prossimo, alla consegna dei Grammy, potrebbe aggiudicarsi quello più importante degli otto Grammy Awards a cui è candidata, il Female Artist of the Year. A darle dura battaglia ci sarà però Beyoncé, in corsa anche lei per lo stesso premio.

Quello che è certo è che questa giovane musicista country-pop della Pennsylvania ha tutte le carte in regola per sfondare nel difficile mondo della musica, soprattutto in un contesto superaffollato di talenti emergenti, come quello americano. Il suo ultimo album “Fearless“, uscito nel novembre 2008, è ancora nelle prime posizioni delle classifiche Usa e per undici settimane nel 2009 si è aggiudicato addirittura la vetta. In totale Taylor Seift ha venduto fino ad ora 6 milioni di dischi ed è stata la prima artista country a registrare 2 milioni di download da iTunes per tre diverse canzoni. Numeri che non consentono di ignorarla ancora, anche se nel look assomiglia alla solita reginetta di bellezza e le sue canzoni sono alquanto stucchevoli.

Negli States hanno tutti perso la testa per lei persino il prestigioso New York Times che l’ha definita  “una delle più eccellenti cantautrici del pop, e la più avanti della musica country, più in contatto con il proprio Io interiore rispetto alla maggior parte degli adulti”. Dopo questa lista di incredibili successi, qui solo accennati (per un lista completa vi rimando alla pagina di Wikipedia a lei dedicata) che includono anche una sua partecipazione come attrice alla commedia romantica Valentine’s Day, al fianco di Julia Roberts e Jamie Foxx, resta da vedere se il fenomeno Taylor Swift sbarcherà anche nel nostro paese, lontano anni luce, per tradizione, alle sonorità country.

Michael Jackson è stato ucciso. Il suo medico accusato di omicidio

di maristella

11 gennaio 2010

Michael_Jackson

A oltre sei mesi dalla morte di Michael Jackson è ufficiale: il cantante è stato ucciso. Così è scritto sul certificato di morte, pubblicato dal domenicale inglese News of the world. Il medico legale Christopher Rogers ha scritto chiaramente «omicidio» indicando come causa della morte una «forte intossicazione da Propofol un potentissimo sedativo, dopo un’iniezione endovenosa fatta da un’altra persona».

IL MEDICO – L’unico sospettato resta dunque il medico di Jackson, Conrad Murray, che rischia l’incriminazione per omicidio preterintenzionale. Alla base dell’accusa, secondo fonti della Procura di Los Angeles, sarebbe la “grossolana negligenza” di Murray, che avrebbe curato Jackson – alla vigilia di un atteso ritorno sulle scene – in modo assai lontano dagli standard normalmente seguiti dai medici. Le accuse formali arriveranno una volta terminate le indagini della polizia di Los Angeles. Murray, attraverso il suo portavoce Miranda Sevcik, ha ribadito la sua innocenza, senza commentare il lavoro degli inquirenti.

Fonte Corriere della Sera.