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Valentina Locchi

di Valentina 14 febbraio 2012

Informazioni su di me:

Sono non vedente, utilizzo il sistema di scrittura Braille, suono il pianoforte da sempre a orecchio e vengo da Perugia.

Ecco alcuni miei interessi: musica, lettura, lingue, storia
Film preferiti: “La vita è bella”, “Buenavista social club”, “Pizzicata”, “Capitães de abril”
Musica preferita: musica d’autore, musica popolare europea e ispanoamericana, primo jazz italiano
Libri preferiti: “Canto general” (P. Neruda), “La casa degli spiriti” (I. Allende), tutto Ungaretti, Quasimodo e Montale

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Una replica a “Valentina Locchi”

  1. Giancarlo Colella scrive:

    Ho letto qualche commento sulla simpatia che tu riesci a trasmettere in chi viene in contatto conte. Per prima cosa debbo dire che i commenti mi sembrano superficiali e banali troppo spesso. Cosa significa essere simpatico? Forse fare cosa che si sa essere di gradimento all’interlocutore? Allora si confonde la simpatia con la piaggeria, col servilismo. Avere un carattere, esprimersi senza considerare se si piace o se si è simpatici vuol dire avere un brutto carattere o essere antipatici. Credo che ognuno dovrebbe essere innanzitutto se stesso, con se stesso e con gli altri. I troppo simpatici sono quelli che non hanno carattere, che si adattano come i camaleonti alla situazione. Chiarito questo particolare credo che sia giusto considerare che la persona in questione, Valentina Locchi, che non ho ancora il piacere di conoscere, è una persona diversamente abile e forse è proprio questo che da fastidio a qualcuno, ossia che un diversamente abile riesca a fare cose che un cosiddetto “normodotato” non riesce a fare, a dimostrazione di come alla fine siamo tutti disabili o diversamente abili. Ed allora lasciamo cadere questo ipocrita pietismo per chi vive con difficoltà (che però magari riesce a superare egregiamente), rispettiamo queste persone come persone, senza aggettivi, e cerchiamo di capire che alla fine i disabili siamo noi, perchè non riusciamo a fare ciò che queste persone riescono a fare. Provate a camminare tenendo gli occhi chiusi o provate ad imparare il codice Braille e leggere poi i libri per non vedenti. Probabilmente capirete che le persone con difficoltà, diversamente abili, quasi sempre sono più capaci delle cosiddette persone normodotate. Poi questa considerazione può anche darci fastidio e renderci queste persone poco simpatiche ma, credetemi, la colpa per questa antipatia è più nostra che loro!

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