Pubblicato in: Blues, Rock e Punk

The Yardbirds, i maestri del British Blues

di Roberto Vanazzi 8 maggio 2013
The Yardbirds, i maestri del British Blues
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Nel corso degli anni ’60 gli Yardbirds sono stati, assieme agli Animals, tra i gruppi beat-blues più venerati del pianeta. A differenza della band di Burdon però, che basava il proprio sound sulla voce nera del cantante e sull’organo, gli Yardbirds hanno costruito la loro fama attorno alla chitarra.

Non per niente tra le proprie file sono passati tre fra i migliori chitarristi della storia del rock, da Eric Clapton a Jeff Beck, per finire con Jimmy Page. Ognuno di essi ha impresso nella musica del gruppo il proprio DNA; Clapton il blues, Beck il rock psichedelico e Page l’hard rock.

Dalle ceneri degli Yardbirds sono nati i Led Zeppelin, decisamente più famosi; ritengo quindi che sia impossibile ascoltare il gruppo di Stairway To Heaven, senza prima passare da loro.

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LA NASCITA DEL GRUPPO

La nascita degli Yardbirds può essere fatta risalire al 1962, quando la Metropolis Blues Band, un quartetto fondato l’anno prima da Keith Relf (voce e armonica) e Paul Samwell-Smith (basso), si è fuso con i Suburbitan R&B, formazione che comprendeva Top Topham (chitarra solista), Chris Dreja (chitarra ritmica) e Jim McCarty (batteria).

L’unione di questi cinque personaggi ha dato origine agli Yardbirds, nome che non vuol dire “gallinacci”, come erroneamente espresso da Mike Bongiorno durante una loro apparizione al festival di Sanremo, ma bensì indica, in slang, i vagabondi che vivono nelle stazioni.

I gallinacci..ops, i vagabondi hanno iniziato a prendere quota grazie a Giorgio Gomelsky, che li ha ingaggiati per suonare nel suo locale, il Crowdaddy di Richmond. Proprio allora il chitarrista Topham se n’è andato ed è stato sostituito da Eric Clapton.

Al Crowdaddy gli Yardbirds hanno preso il posto sul palco di un giovane gruppo che aveva fatto fortuna, i Rolling Stones, e come loro si sono fatti notare per le puntigliose riletture dei classici del rock e del blues americani. Famosa è stata anche una loro esibizione con il famoso bluesman Sonny Boy Williamson, apparsa in seguito su vinile.

Con lo stesso Williamson il gruppo ha suonato anche al Firts R&B Festival di Birmingham e questo ha dato loro l’imput per cercare i primi contatti con le case discografiche. Dopo il rifiuto della Decca e della CBS, il quintetto ha firmato per la Columbia, con la quale è stato pubblicato l’album Five Live Yardbirds, registrato dal vivo al Marquee di Londra nel marzo del 1964, contenente cover di pezzo R&B.

I primi 45 giri della band, due classici del R&B, I Wish You Would e Good Morning Little Schoolgirl, non hanno però ottenuto il successo desiderato e hanno venduto male. In quel periodo poi, Keith Relf ha avuto alcuni problemi a causa delle ricorrenti crisi di asma. In agosto, al Jazz Blues Festival di Richmond, il cantante è stato sostituito da Mike O’Neill degli Authentics.

IL SUCCESSO

La svolta nella carriera è arrivata qualche mese più tardi, quando gli Yardbirds hanno partecipato al Beatles Christmas Show, uno speciale televisivo di Lennon e soci, che li ha fatti conoscere al pubblico britannico. A quel punto, grazie anche al nuovo compositore Graham Gouldman, sono balzati in vetta alle classifiche con il nuovo singolo For Your Love.

A dire il vero il 45 giri ha avuto una genesi piuttosto contrastata. Eric Clapton era contrario alla sua incisione, in quanto troppo lontano dagli standard del blues, ma Samwell-Smith è riuscito a imporlo, registrandolo anche con un arrangiamento abbastanza leggero e vicino al beat, con l’utilizzo dell’organo Hammond del talentuoso Brian Auger.

Come detto il disco è salito ai vertici delle hits parade, lanciando gli Yardbirds nella stratosfera, ma ha fatto perdere al gruppo Eric Clapton, che per coerenza ha lasciato i compagni. Lo troveremo più avanti nei Bluesbreakers e poi nei Cream, prima di intraprendere la sua gloriosa carriera solista. Al suo posto è arrivato il tanto funambolico quanto scorbutico Jeff Beck.

Il 1965 è stato l’anno d’oro della band inglese, impegnata incessantemente in concerti e, nei rari momenti di pausa, chiamata in studio di registrazione per sfruttare la scia di For Your Love.

Ecco quindi uscire singoli quali Heart Full Of Soul e Evil Hearted You, entrambi scritti da Gouldman. Soprattutto il primo è diventato una grande hit, imponendo all’attenzione del pubblico Jeff Beck, chitarrista visionario, meno puro di Clapton, ma dotato di maggiore fantasia. Beck improvvisava e inventava cose nuove a ogni concerto. Il suo wah-wah, che riusciva a imitare il verso di trenta animali, i feedback e le distorsioni provocava l’isteria del pubblico.

I brani del gruppo, schematici e lineari fin che si vuole, contenevano sempre un nucleo centrale, o un refrain particolarmente bizzarro, che caratterizza il loro aspetto sonoro e non è sbagliato dire che a quell’epoca era quanto di più fresco potesse esserci. Essi parlavano un linguaggio nuovo, esoterico, raffinato, dove spesso al British blues era accostato il mondo orientale, come si può ascoltare in Heart Full Of Soul e in Over, Under, Sideways Down, e anche al canto gregoriano (Still I’m Said).

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JEFF BECK

Nel marzo del 1965, con Beck alla chitarra, gli Yardbirds hanno lanciato sul mercato il 45 giri Shapes Of Things, arrivato al 3° posto in classifica. Quindi hanno registrato due album: Having a Rave Up e Roger The Engineer.

Sul primo, uscito nel novembre del ’65, troviamo ottimi pezzi come la “gregoriana” Still I’m Said, scritta da McCarty, Heart Full Of Soul, il magnifico blues di Bo Diddle I’m A Man e la straripante Train Kept A-Rollin. Quindi Evil Hearted You e Smockestack Lightning.

L’altro album, datato 1966, è più sperimentale e presenta in scaletta brani quali Over, Under, Sideways, Down, The Nazz Are Blue, I Can’t Make Your Way, la strumentale Jeff’s Boogie, nella quale Beck da il meglio di se, Turn Into Earth, un altro pezzo vicino al gregoriano, e la latino-americana Hot House of Omagarashid.

Il successo ha valico l’Atlantico e il gruppo è sbarcato negli States. Nel 1966 gli Yardbirds si sono esibiti anche al Festival di Sanremo, impegnandosi con canzoncine italiane assieme a Bobby Solo e Lucio Dalla. Sempre nel ’66 la rivista musicale Beat Instrumental ha nominato Jeff Beck miglior chitarrista dell’anno.

JIMMI PAGE

All’apice della fama, però, il gruppo ha iniziato a perdere i pezzi. Il manager Gomelsky è stato sostituito da Simon Napier-Blee, quindi ha abbandonato anche Samwell-Smith, mettendo ufficialmente in crisi i compagni. Il suo posto è stato preso da Jimmy Page, che all’inizio ha accettato di suonare il basso, ma in seguito, ammalatosi Beck durante l’ennesimo tour americano, ne ha rilevato il posto alla chitarra solista.

Quando Beck è tornato in salute, il gruppo ha deciso di provare la formula con due chitarre soliste e Dreja al basso, ma l’insolita formazione è durata poco, pur registrando il bellissimo brano di rock psichedelico Happenings Ten Years Ago, e partecipando alla colonna sonora di Blow Up, film di Michelangelo Antonioni. Il gruppo nella pellicola interpreta se stesso mentre sul palco suona Train Kept A Rollin‘, per l’occasione ribattezzata Stroll On. Su richiesta del regista italiano, alla fine la band sfascia gli strumenti in classico stile Who.

Beck è uscito dal gruppo alla fine del 1966, anche se è meglio dire che è stato licenziato. Durante un concerto a Corpus Christie, infatti, il chitarrista ha dato in escandescenze e se ne è andato a metà esibizione. A quel punto, gli è stato dato il ben servito.

Jeff ha così messo in piedi una sua band, Il Jeff Beck Group, con Ron Wood e Rod Stewart, che ha ottenuto notevole successo. Per i quattro Yardbirds rimasti, invece, è iniziata una progressiva parabola discendente, sotto l’ala poco protettiva del nuovo manager Mickie Most.

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ULTIMO ALBUM E SCIOGLIMENTO

Il potenziale del gruppo si è affievolito e Little Games, l’ultimo album da studio, ha venduto poco. Consiglio di ascoltare White Summer, un gioiello chitarristico scritto e suonato da Jimmy Page, che contiene il seme di quello che saranno da lì a poco i Led Zeppelin. Molto belli anche il blues rabbioso di Smile On Me, scritto da Relf e Drinking Muddy Water, scritto all’unisono dai quattro componenti del gruppo.

Con il repertorio sempre più debole imposto da Most, come ad esempio Goodnight Sweet Josephine, il gruppo ha imboccato la via dello scioglimento. Nel luglio del ’68 Relf e McCarty se ne sono andati (formeranno i Renaissance, un gruppo progressive folk) e qualche mese dopo ha lasciato anche Dreja. L’ultima esibizione degli Yardbirds si è tenuta al Luton Technical College, nel Bedfordshire, il 7 luglio 1968.

Rimasto solo dietro la gloriosa sigla Yardbirds, Jimmy Page ha deciso di mantenere gli impegni presi in precedenza e ha riorganizzato il gruppo con gente nuova, chiamando a se Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham. Con il nome di New Yardbirds ha affrontato un tour in Scandinavia. Com’è storia ben nota da lì sono nati i Led Zeppelin.

Il 14 maggio 1976 Relf è morto fulminato da una scarica elettrica della propria chitarra. Dreja, invece, ha abbandonato la musica e si è dato alla fotografia. La foto sul retro-copertina del primo disco dei Led Zeppelin è opera sua. Samwell-Smith è diventato produttore e ha ottenuto buoni risultati con gente del calibro di Cat Stevens, Jethro Tull e Carly Simon.

Nel 1992 gli Yardbirds sono stati introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame, mentre nel 2003 la rivista Rolling Stone li ha piazzati al numero 89 della lista dei 100 immortali della musica.

REUNION

Lo stesso anno il manager Peter Barton ha contattato Jim McCarty circa la prospettiva di riformare gli Yardbirds. Jim si è mostrato interessato, ma solo se Chris Dreja si sarebbe detto d’accordo. Barton ha così contattato Dreja il quale, dopo molta persuasione, ha deciso di fare un tentativo. McCarty e Dreja, coadiuvati da John Idan al basso e voce solista, hanno così suonato in un concerto presso il Marquee Club di Londra, assieme a un altro gruppo storico rifondato di recente, gli Animals. L’evento ha ottenuto un grande successo. A qul punto Peter Barton ha preso in mano la gestione della band e ha prenotato date per oltre un decennio.

Nel 2003 un nuovo album, intitolato Birdland, è stato rilasciato con il nome Yardbirds dall’etichetta Favored Nations, con una line-up composta da Chris Dreja, Jim McCarty, e nuovi membri Gypie Mayo (chitarra, cori), John Idan (basso, voce solista ) e Alan Glen (armonica, cori). Il disco consiste in una miscela di nuovo materiale, per lo più scritto da McCarty, e ri-registrazioni di alcuni dei loro più grandi successi, con apparizioni di ospiti quali Joe Satriani, Steve Vai, Slash, Brian May, Steve Lukather, Jeff Skunk Baxter, John Rzeznik, Martin Ditchum e Simon McCarty. Inoltre, Jeff Beck si è riunito con i suoi ex compagni nella canzone My Blind Life.

Nel 2005, invece, sul palco è salito con gli Yardbirds il loro primo chitarrista del 1960, Top Topham. Dopo l’uscita di Birdland, Gypie Mayo è stato per breve tempo sostituito da Jerry Donahue e, successivamente nel 2005, dall’allora ventiduenne Ben King, mentre Billy Boy Miskimmin ha preso il posto di Alan Glen.

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Nel 2007 gli Yardbirds hanno pubblicato un CD dal vivo, registrato il 19 luglio 2006, intitolato Live At BB King Blues Club, con McCarty, Dreja, Idan, King e Miskimmin nella line-up.

Secondo il suo sito web, John Idan si è dimesso dagli Yardbirds nell’agosto 2008, anche se il suo ultimo concerto con loro è stato il 24 aprile 2009, quando hanno suonato come headliners nello stadio di rugby di Twickenham. Questo è stato anche l’ultimo concerto di Alan Glen con la band. L’armonicista era rientrato temporaneamente nei ranghi per sostituire un Billy Boy Miskimmin indisponibile.

Idan e Glen sono stati sostituiti da Andy Mitchell (voce, armonica, chitarra acustica) e David Smale (basso, cori), fratello del virtuoso chitarrista Jonathan Smale. Chris Dreja ha saltato il tour programmato per la primavera del 2012 per recuperare da una malattia. Non è chiaro se si unirà oppure no alla band per il loro prossimo tour.

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