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	<title>Music Parade &#187; AOR</title>
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	<description>cosa si muove nel mondo della musica suonata, ascoltata, usata. Scopri con noi le tracce nascoste della musica</description>
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		<title>La carriera di platino dei Journey, colossi dell&#8217;AOR</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 16:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla metà degli anni ’70 e per tutti gli ’80, negli Stati Uniti andava di moda un tipo di Rock melodico, fatto da brani potenti, ma sempre orecchiabili e ballate sdolcinate, destinato ai passaggi radiofonici. Gli imperatori di questo genere sono stati i Journey.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-623" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/la-carriera-di-platino-dei-journey-colossi-dellaor/attachment/journey/"><img class="size-medium wp-image-623 aligncenter" title="journey" src="http://www.musicparade.it/files/2010/05/journey-300x298.jpg" alt="" width="300" height="298" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla metà degli anni ’70 e per tutti gli ’80, negli Stati Uniti andava di moda un tipo di <strong>Rock melodico</strong>, costituito da brani potenti ma sempre orecchiabili, ballate sdolcinate, con una forte presenza delle tastiere, schitarrata al momento giusto e voce limpida sostenuta da cori accattivanti. Una sorta di <strong>Hard di classe, destinato ai passaggi radiofonici </strong>e da ascoltare durante i viaggi in automobile. Sotto il nome di <strong>AOR</strong>, acronimo di <span id="more-621"></span>Album Oriented Rock (o anche Adult Oriented Rock), il movimento ha visto crescere band che, pur facendo storcere qualche naso, si sono ricavate una bella nicchia nella storia della musica, vendendo milioni di dischi e attirando ai loro concerti folle oceaniche. Parlo degli Styx, dei Boston, dei Foreigner, dei Kansas e, soprattutto, degli <strong>imperatori di questo genere, i Journey</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella San Francisco del 1973, due musicisti di Carlos Santana, il promettente chitarrista <strong>Neal Schon</strong> e il tastierista-cantante <strong>Gregg Rolie,</strong> si sono uniti a Ross Valory, bassista della Steve Miller Band, al batterista dei Tubes Prairie Prince e a <strong>George Tickner </strong>per formare una band. Prince ha dato subito forfait e nel 1974, al suo posto, è entrato <strong>Aynsley Dunbar,</strong> che aveva alle spalle collaborazioni preziose con Frank Zappa, John Mayall, Jeff Beck e David Bowie.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1975 l’esordio discografico con la Columbia. Nell’’album, intitolato semplicemente <strong>Journey</strong>, il gruppo ha messo in mostra un rock potente e progressivo, con qualche venatura di fusion, basato soprattutto sugli assoli di Schon.</p>
<p style="text-align: justify;">Appena dopo l’uscita di Journey, Tickner ha abbandonato il gruppo per dedicarsi alla carriera di chirurgo. Il gruppo ha proseguito quindi come quartetto, realizzando due album, il discreto <strong>Look Into The Future</strong> e il mediocre <strong>Next</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1977 l’arrivo di <strong>Steve Perry</strong>, vocalist dalla voce cristallina, ha liberato Rolie dall’incombenza del canto e ha fatto compiere un notevole salto di qualità ai Journey.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo disco con la nuova line-up è stato <strong>Infinity</strong>. Il lavoro, grazie a brani come la splendida <em>Lights,</em> le sbarazzine <em>Wheel In The Sky </em>e <em>Feeling The Way</em>, che contiene un buon assolo di chitarra, <em>Anytime,</em> col suo coro intrigante da cantare all’unisono dal vivo, le ballads <em>Patiently </em>e <em>Something To Hide</em> e la strumentale <em>Winds Of March</em>, ha raggiunto vendite eccezionali e si è guadagnato il platino.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la<strong> svolta sempre più verso il commerciale</strong> sono nati però anche i primi contrasti interni, e nel settembre dello stesso anno Aynsley Dunbar se ne è andato sbattendo la porta, per finire come drummer dei rinati Jefferson Airplane, allora Jefferson Starship.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro le pelli è arrivato <strong>Steve Smith</strong>, e con lui i Journey sono diventati sempre più un fenomeno di massa, anche se ancora racchiuso nei confini della Madre Patria.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1979 è stato dato alle stampe <strong>Evolution</strong>, che non aggiunge niente di nuovo al sound del predecessore. Le canzoni cardine sono senz’altro <em>Too Late</em>, <em>Sweet And Simple</em>, il pezzo in cui è maggiormente valorizzata la voce di Perry, le più dure <em>When You’re Alone</em> e <em>Lovin’ You Is Simple</em> e, soprattutto, <em>Lovin’ Touchin’Squeezin’</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’anno seguente è stata la volta di <strong>Departure,</strong> che si apre con la scatenata <em>Anyway You Want It</em>, brano di grande impatto durante i concerti. Quindi, segnalerei le rockettare <em>Where Were You </em>e <em>Homeday Love</em> e la power-ballad <em>Stay Awhile</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-625" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/la-carriera-di-platino-dei-journey-colossi-dellaor/attachment/journey-rock-band/"><img class="size-medium wp-image-625 aligncenter" title="Journey Rock band" src="http://www.musicparade.it/files/2010/05/Journey-Rock-band-300x255.jpg" alt="" width="300" height="255" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1981 è uscito anche il primo lavoro dal vivo, <strong>Captured,</strong> registrato durante il tour del 1980.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso anno i Journey sono arrivati all’apice della loro carriera. Parte del merito è da attribuire all’ingresso dell’ottimo <strong>Jonathan Cain</strong> al posto del dimissionario Rolie. Il primo album con il nuovo tastierista è stato, nel 1981, <strong>Escape</strong>, che con i suoi <strong>9 Dischi di platino</strong> è senza dubbio il più prolifico della band californiana. Esso si apre con un altro singolo di successo, <em>Don’t Stop Believe In</em>, per proseguire con il rock melodico di <em>Who’s Crying Now</em>, la dolce <em>Still They Ride</em>, la ruvida <em>Keep On Running</em> e, a chiudere, la ballad più bella dell’intera discografia dei Journey, <em>Open Arms</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1983 è uscito <strong>Frontiers</strong>, che presenta la solita manciata di splendidi pezzi in pieno AOR style, <em>Separate Ways (World’s Apart),</em> <em>Chain Reaction</em> e <em>Only The Young</em>, e un paio di brani d’atmosfera quali <em>Faithfully </em>e<em> Send Her My Love</em>. La canzone più rock dell’album, dove si può ascoltare un buon lavoro di batteria e chitarra, è <em>Back Talk</em>, mentre la mia preferita è <em>After The Fall</em>.<br />
Questo album, al contrario di Escape, ha realizzato “soltanto” <strong>6 Dischi di platino</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro seguente è arrivato 3 anni più tardi, nel 1986. Si tratta di<strong> Raised On Radio</strong>. Il cantante Steve Perry ha qui cominciato ad assumere maggiore controllo sulla direzione della band e, come prima cosa, ha cacciato Ross Valory e Steve Smith, contro la volontà del manager Herbie Herbert. I due sono stati momentaneamente sostituiti da una serie di musicisti, fra i quali il bassista <strong>Randy Jackson</strong>, che troviamo anche in una precedente collaborazione con Zucchero.<br />
I barani migliori, secondo me, sono la ballad <em>Why Can&#8217;t This Night Go On Forever</em>, l’opening track <em>Girl Can I Help It</em>, la morbida<em> I’ll Be Alright Without You</em> e <em>The Eyes Of A Woman</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto la band si è presa una lunga pausa durata dieci anni, durante la quale sono arrivate nei negozi tutta una serie di Greatest Hits e di The Best.<br />
Shoen e Cain, nel frattempo, sono entrati a fare parte del supergruppo Bad English, dove hanno ottenuto un grosso successo con l’album omonimo.</p>
<p>Il tanto atteso nuovo lavoro da studio, <strong>Trial By Fire,</strong> è infine arrivato nel 1996, dopo il ritorno alla base di Valory e Smith. L’album, che concede un AOR di grande impatto, ha raggiunto un ottimo terzo posto in classifica e con il singolo <em>When You Love A Woman</em>, i Journey hanno vinto un <strong>Grammy Award</strong>.<br />
Molto belle, inoltre, <em>Message of Love</em>, la romantica <em>Still She Cries </em>e <em>If He Should Break Your Heart</em>.</p>
<p>A quel punto però, i due Steve, Perry e Smith, hanno lasciato entrambi la band, sostituiti rispettivamente da un altro Steve, <strong>Augeri,</strong> e dall’ex batterista dei Bad English <strong>Deen Castronovo</strong>. Con la nuova formazione, i Journey hanno registrato nel 1998 il singolo <em>Remember Me,</em> incluso nella colonna sonora del film <em>Armageddon</em>. Quindi, nel 2000, l’album <strong>Arrival,</strong> realizzato all’inizio solo per il mercato giapponese, dove trovano spazio la splendida ballad <em>All The Way</em> e la più dura <em>Higher Place</em>.<br />
Ad ogni modo Arrival è stato il primo lavoro della band di San Francisco a non essere certificato almeno disco d’oro dai tempi di Next, nel 1977.</p>
<p><strong>Generations</strong> è stato rilasciato nel 2005, dopo che i Journey avevano ricevuto l’onore di essere inclusi nella <em>Walk Of Fame</em> di Hollywood. Il nuovo disco ha la particolarità che ogni elemento del gruppo presta la voce in almeno un brano.</p>
<p>L’anno seguente Augeri ha dovuto abbandonare il tour per un’infezione cronica alla gola ed è stato sostituito da <strong>Jeff Scott Soto,</strong> che aveva cantato, tra l’altro, nei primi due album del guitar-heroe Yngwie Malmsteen. Soto però, una volta terminata la tournée, se n’è tornato a casa e i Journey hanno assunto come nuovo singer il filippino <strong>Amel Pineda</strong>, che Schon aveva visto in un filmato su You Tube mentre si esibiva con una cover dei Journey.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-630" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/la-carriera-di-platino-dei-journey-colossi-dellaor/attachment/journey21/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-630" title="journey21" src="http://www.musicparade.it/files/2010/05/journey21-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2008 ecco l’ultimo lavoro sin qui realizzato: <strong>Revelations.</strong> Si tratta di un doppio LP (triplo, se si considera il DVD allegato) dove il primo presenta 13 nuove tracce con la solita buona miscela di ballate romantiche, su tutte <em>After All These Year</em>, e hard rock di classe, come <em>Never Walk Away</em>, <em>Where Did I Lose Your Love </em>e<em> Faith in the Heartland,</em> mentre il secondo è un Greatest Hits di vecchi successi registrati per l’occasione con la voce di Pineda.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ultime notizie indicano che <strong>dovrebbe uscire a breve il quattordicesimo album dei Journey</strong>. La carriera platino e oro dei padroni dell’AOR sembra ben lontana dal vedere la fine.</p>
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		<title>Il Class Metal dei Dokken</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 12:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A metà degli anni ’80, i Dokken hanno creato una nuova forma di Heavy Metal, che è stata definita Class Metal]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="alignnone size-full wp-image-263" title="dok" src="http://www.musicparade.it/files/2009/05/dok.jpg" alt="dok" width="385" height="262" /></p>
<p style="text-align: justify">Grazie ad un look curato, ad una musica aggressiva ma elegante e alla produzione sofisticata, a metà degli anni ’80, <strong>i Dokken hanno creato una nuova forma di Heavy Metal, che è stata definita Class Metal</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Nato a Los Angeles dall’incontro di <strong>due figure carismatiche</strong> quali il cantante <strong>Don Dokken</strong> ed il funambolico chitarrista<strong> George Linch</strong>, il gruppo ha registrato il primo album, dal titolo “<strong>Breakin’ the Chains</strong>” nel 1982, in Germania, con l’ausilio del produttore degli Scorpions, Dieter Dierks.</p>
<p style="text-align: justify">Nonostante la presenza di alcune belle canzoni, come ad esempio la title track, <strong>l’esordio non ha ottenuto il riscontro sperato</strong>, anche perchè il disco è uscito solo per il mercato europeo.<br />
<strong>Una volta tornati in California</strong> però, i Dokken hanno ottenuto un contratto con la Elektra, la quale ha lanciato sul mercato una versione rimixata dell’LP, al cui titolo è stata aggiunta una “g”, Breaking anziché Breakin’, per distinguerlo dall’altro.</p>
<p style="text-align: justify">Due anni più tardi è uscito “<strong>Tooth and Nail</strong>” e a quel punto <strong>è cominciata la scalata al successo</strong>.<br />
Il lavoro proponeva quel sound che sarebbe diventato il marchio di fabbrica dei Dokken, <strong>un rock melodico e di classe, che strizza l’occhio all’AOR</strong>.<br />
Grazie alla struggente ballad <em>Alone Again</em>, alla quale aggiungerei l’ispirata <em>Into the Fire</em>, Tooth and Nail ha venduto un milione di copie solo negli USA e ha portato il gruppo a veleggiare nelle zone alte delle classifiche americane.</p>
<p style="text-align: justify">Nel frattempo <strong>il quartetto si dava da fare anche on stage</strong>, suonando da spalla a campioni d’incassi del calibro di Kiss e Ronnie James Dio.</p>
<p style="text-align: justify">Il successo mondiale è arrivato nel 1985, con “<strong>Under Look and Key</strong>”, a mio giudizio<strong> l’album simbolo dei Dokken</strong>.<br />
Il disco si è aggiudicato il platino, e le canzoni da citare sono numerose. Tanto per dare dei titoli: <em>Unchain the Night</em>, <em>In my Dreams</em>, <em>Lightning Strikes Again</em>, nel finale della quale la voce di Don Dokken tocca vette elevate, e la romantica <em>Sleepin’ Away</em>.<br />
Per promuovere il lavoro i californiani hanno toccato per la prima volta anche l’Europa, al seguito dei tedeschi Accept.</p>
<p style="text-align: justify">Sebbene la fama crescesse a vista d’occhio, “<strong>Back for the Attack</strong>”, del 1987, <strong>non ha raggiunto i livelli del precedente</strong>.<br />
La causa è da ricercarsi prima di tutto in <strong>alcune tensioni venutesi a creare all’interno del gruppo</strong>, soprattutto fra Don Dokken e George Lynch, e anche nell’uscita di scena di Michael Wagener, uno dei migliori tecnici del suono nell’ambito Heavy Metal, che ha contribuito non poco, in sede di missaggio, al successo della band di Los Angeles.<br />
L’album presenta ad ogni modo brani memorabili, come <em>Heavent Sent</em>, <em>Dream Warriors</em>, apparsa nella colonna sonora dell’horror-movie Nightmare III, e la strumentale <em>Mr.Scary</em>, che poi sarebbe il nome con cui Lynch ha chiamato la sua chitarra, una “J. Frog Skull And Bones”.</p>
<p style="text-align: justify">Il gruppo è comunque andato in tour con AC-DC e Aerosmith e, per la prima volta, <strong>si è esibito come attrazione principale in alcune date in terra nipponica</strong>. Il concerto è documentato nel doppio live “<strong>Beast from the East</strong>”</p>
<p style="text-align: justify">Inevitabilmente, <strong>nel 1989 la band si è sciolta</strong>, a causa del deterioramento del rapporto fra il leader Don Dokken ed il resto della band.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Dopo 5 anni</strong>, in cui ogni componente del gruppo ha intrapreso la propria carriera solista, nel 1994, grazie alla spinta ottenuta dai fans giapponesi, i Dokken si sono riformati pubblicando, ma solo nel Sol Levante, l’omonimo “<strong>Dokken</strong>”, ristampato poi l’anno seguente in america con il titolo di “<strong>Dysfunctional</strong>”.<br />
Fra le tracce migliori fanno bella mostra di se la lenta <em>Nothing Left to Say</em>, una delle mie favorite di tutto il repertorio del gruppo, <em>Inside Looking Out</em> e <em>From the Beginning</em>, una cover degli Emerson, Lake and Palmer, non presente sull’album uscito in Giappone.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La celebrazione della riunione </strong>è comunque stata lasciata al live acustico “<strong>One Live Night</strong>”, sempre del 1994.</p>
<p style="text-align: justify">È di quel periodo uno strano episodio, che ha visto il cane di Don Dokken aggredire il padrone e procurargli numerose ferite sul volto.</p>
<p style="text-align: justify">Il 1997 ha visto l’uscita di “<strong>Shadowlife</strong>”, un album che ha riscontrato pareri avversi da parte dei fans, a causa del <strong>deciso cambio di sonorità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’anno seguente George Lynch ha lasciato la band</strong>. A rimpiazzarlo è stato chiamato Reb Beach, ex chitarrista di Alice Cooper, con il quale i Dokken hanno pubblicato, nel 1999, il loro settimo LP, “<strong>Erase the Slate</strong>”, dove campeggia la canzone <em>One</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2000 ecco l’arrivo di un nuovo album dal vivo, “<strong>Live from the Sun</strong>”, mentre l’anno successivo anche Beach ha rinunciato all’avventura e ha ceduto il posto all’ex Europe John Norum, con il quale i Dokken hanno dato alla luce “<strong>Long Way Home</strong>”, il disco che contiene la magnifica ballad <em>Goodbye My Friend</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2004 altro chitarrista, John Levin e altro album, “<strong>Hell to Pay</strong>” che, come i due precedenti, è risultato essere <strong>senza infamia e senza lode</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo un disco dal vivo nel 2007, “<strong>From Conception: live 1981</strong>”, contenente 3 inediti, ecco <strong>il decimo e, sino ad ora, ultimo album</strong> rilasciato dal gruppo californiano, dal titolo “<strong>Lightning Strikes Again</strong>”, come una delle loro canzoni più belle, e più hard, dall’album Under Look and Key.</p>
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		<title>Il Christian Metal degli Stryper</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 18:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metal e Hardcore]]></category>
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		<description><![CDATA[Breve biografia degli Stryper, anticipatori, negli anni '80, del Christian Metal.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong><img class="size-full wp-image-196 aligncenter" src="http://www.musicparade.it/files/2009/03/stryper.jpg" alt="stryper" width="300" height="298" /></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>All’inizio degli anni ’80</strong>, durante il periodo d’oro dell’<strong>Heavy Metal</strong>, i fratelli californiani Robert e Michael Sweet hanno pensato di formare una band che aveva come scopo quello di <strong>distinguersi dalla massa</strong> di gruppi che proponevano liriche sessiste, alcoliste e spesso anche sataniste, introducendo nei loro testi <strong>tematiche di fede cristiana</strong>. Sono così nati gli <strong>Stryper</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">La mossa, non so dire se ispirata da vera fede oppure dettata dal puro e semplice business, ha avuto comunque successo e già con il primo EP “<strong>The yellow and black attack</strong>” datato 1984, la musica degli Stryper si è vista appiccicare addosso l’etichetta di <strong>Christian Metal</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Un look tipico del <strong>Glam Metal</strong>, con capelli lunghi e cotonati, abiti a strisce gialle e nere, a richiamare i colori dei segnali di pericolo, armonie ispirate a gruppi come Mötley Crüe e Aerosmith e testi, come abbiamo visto, di <strong>stampo religioso</strong>, cantati da una voce, quella di Michael, limpida e a tratti quasi femminile, sorretta da cori sapientemente calibrati. Questa la <strong>miscela vincente</strong> proposta dal gruppo.</p>
<p style="text-align: justify">L’anno successivo è uscito il primo album, “<strong>Soldier under command</strong>” che ha venduto mezzo milione di copie, trainato dalla canzone “Makes i wanna sing” il cui <strong>ritornello</strong> invita a cantare a squarciagola <em>Jesus, King of the Kings</em>.</p>
<p style="text-align: justify">È stato comunque nel 1986 che il gruppo è entrato di diritto nel <strong>gotha del Heavy Metal</strong>. “<strong>To hell with the devil</strong>”, infatti è arrivato a conquistare il <strong>disco di platino</strong> in sole 3 settimane. Forte di brani come “Calling on you”, “More than a man”, la title track e la dolcissima “Honestly”, l’album è sicuramente <strong>il migliore inciso dalla band</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Il quarto lavoro è uscito nel 1988. “<strong>In God we trust</strong>”, con tanto di dollarone stampato sulla copertina, non ha ottenuto il successo del precedente, nonostante abbia conquistato il <strong>disco d’oro</strong>. Rispetto ai lavori precedenti questo presenta <strong>sonorità più melodiche</strong>, tipiche dell’AOR, fatto questo che ha disturbato non poco i fans della prima ora.<br />
Le canzoni regine dell’album sono “Always there for you” e le due ballads “Lonely” e “I believe in you”.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1990 è stato pubblicato “<strong>Against the law</strong>”. Il radicale spostamento delle sonorità verso l’Heavy Metal classico, <strong>l’abbandono delle liriche cristiane</strong> ed il cambio d’immagine della band, che ha riposto il look giallo e nero sostituendolo con indumenti di pelle nera, hanno contribuito alle <strong>scarse vendite dell’album</strong> e al <strong>declino degli Stryper</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Il gruppo ha proseguito le attività live per un paio d’anni ancora, quindi il frontman Michael Sweet ha deciso che <strong>era giunta l’ora di</strong> <strong>intraprendere la carriera solista</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Sono passati 8 anni e, ad un certo punto, <strong>la band si è riunita per un concerto</strong> in New Jersey. È stato quello il primo passo verso una nuova avventura insieme. A quello sono seguiti altri spettacoli on stage, un album live e finalmente, nel 2005, il nuovo lavoro da studio intitolato “<strong>Reborn</strong>”, accolto positivamente dalla critica e dai fans grazie anche al <strong>ritorno delle tematiche religiose</strong> e ad un suono fresco che tende la mano al Grunge.</p>
<p style="text-align: justify">Il resto è storia dei giorni nostri.</p>
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