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	<title>Music Parade &#187; California</title>
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	<description>cosa si muove nel mondo della musica suonata, ascoltata, usata. Scopri con noi le tracce nascoste della musica</description>
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		<title>Il Country-Rock di classe degli Eagles</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 08:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rock e Punk]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli anni ’70 un gruppo californiano è diventato celebre in tutto il mondo proponendo un country-rock di classe: si tratta degli Eagles, un punto di riferimento per la musica della West Coast.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-560 aligncenter" title="Eagles" src="http://www.musicparade.it/files/2010/02/Eagles1.jpg" alt="Eagles" width="340" height="246" /></p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni ’70 <strong>un gruppo californiano </strong>è diventato celebre in tutto il mondo proponendo un<strong> country-rock di classe</strong>: si tratta degli<strong> Eagles</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo si è formato a Los Angeles all’inizio del 1971, quando la cantante country Linda Ronstadt ha allestito una <em>road band</em> con artisti già noti nell’ambiente: il bassista <strong>Randy Meisner</strong>, i chitarristi <strong>Bernie Leadon</strong> e <strong>Glenn Frey</strong>, il batterista-cantante <strong>Don Henley</strong>, e i fratelli Richard e Mike Bowden.<br />
Nell’agosto dello stesso anno gli ultimi due hanno lasciato per formare una band tutta loro, mentre i restanti quattro si sono staccati dall’orbita della Ronstad e hanno continuato in proprio con il nome di Eagles.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto abili nel riproporre le rispettive esperienze country e rock<strong>,</strong> rivisitate con arrangiamenti brillanti e ottime armonie vocali, e presentandosi con un look da fuorilegge di frontiera, i quattro ragazzi sono diventati ben presto<strong> un punto di riferimento per la musica della West Coast</strong>.<span id="more-550"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Con il produttore Glyn Johns il nuovo gruppo ha sfornato subito <strong>The Eagles </strong>il quale, forte del singolo <em>Take It Easy</em>, scritto a quattro mani da Frey e Jackson Browne, e anche delle splendide <em>Peaceful Easy Feeling</em> e <em>Witchy Woman</em>, ha fatto sì che le aquile spiccassero il volo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1973, con <strong>Desperado</strong> è arrivata la definitiva consacrazione al <strong>successo internazionale</strong>. Esso può essere visto come una sorta di concept-album sui temi del vecchio west, che si snoda su splendide ballate e accattivanti pezzi rock. La title track su tutte, e poi <em>Tequila Sunrise</em>, <em>Saturday Night</em> e le due versioni di <em>Doolin Dalton</em>, quella che apre il disco e quella che lo chiude. Quest’ultima contiene anche una ripresa di <em>Desperado</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-554" title="eagles - desperado - f" src="http://www.musicparade.it/wp-content/uploads/2010/02/eagles-desperado-f-300x261.jpg" alt="eagles - desperado - f" width="300" height="261" /><br />
Tuttavia, una tournée americana di quel periodo ha rivelato un sound un po’ troppo scarno per il palco. La scelta logica è stata quella di potenziare la line-up reclutando un quinto elemento nella figura del chitarrista <strong>Don Felder</strong>, il quale ha partecipato alle sessions finali di <strong>On The Border</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel nuovo LP sono presenti tre brani di altri artisti,<em> Ol’55 </em>di Tom Waits, <em>Midnight Flyer </em>di Paul Craft e <em>Already Gone</em> di Jack Tempchin, già autore di <em>Peaceful Easy Feeling</em>, ma, soprattutto, contiene la splendida ballad <em>The Best Of My Love</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1974 i tre lavori fin allora realizzati sono stati tutti certificati d’oro, ed il successo ormai alle stelle ha indotto il quintetto a cimentarsi con un <strong>rock più da alta classifica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E infatti, l’anno seguente, <strong>One Of These Night</strong> è arrivato diretto al primo posto, spinto da brani leggendari quali la stessa <em>One Of These Night,</em> <em>Lyin’Eyes</em>, <em>Too Many Hands</em>, la strumentale <em>Journey Of The Sorcerer</em> e<em> Take It To The Limit</em>, fra le mie preferite di tutto il repertorio degli Eagles.</p>
<p style="text-align: justify;">L’antologia che ne è seguita, <strong>Their Greatest Hits 1971-1975,</strong> è stata certificato due volte Disco di Diamante ed è risultato essere <strong>uno degli album più venduti nella storia</strong>; basti pensare che negli Stati Uniti ha fatto meglio di Thriller di Michael Jackson.</p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto però, Leadon, al quale non è andato giù l’allontanamento dal country degli esordi, è uscito dal gruppo, sostituito dall’ottimo <strong>Joe Walsh</strong>. Il nuovo chitarrista ha portato in seno agli Eagles una maggiore competenza rock, che li ha portati ad uno standard che sarà irripetibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è stato <strong>Hotel California</strong>, un disco che ha venduto milioni di copie e che ha spinto gli Eagles in cima alle classifiche di tutto il mondo.<br />
<em>Hotel California, Wasted Time, New Kid In Town, Life In The Fast Lane, The Last Resort</em>, sono i brani cardine di questa pietra miliare della musica.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine del 1977 anche Randy Meisner ha scelto la strada da solista, cedendo il posto a <strong>Tim Schmit</strong>, ex membro dei Poco, un’altra band leggendaria del genere nella quale, qualche anno prima, aveva sostituito lo stesso Meisner.</p>
<p style="text-align: justify;">A causa di tensioni interne, gli Eagles ci hanno messo più di due anni, e speso circa un milione di dollari, per realizzare <strong>The Long Run,</strong> un buon lavoro, anche se decisamente inferiore al predecessore.<br />
Le canzoni migliori sono la romanticissima <em>I Can’t Tell You Why</em>,<em> Heartache Tonight</em> e quella che da il titolo all’album.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1980 il gruppo californiano ha intrapreso un tour con Roy Orbison, quindi ha regalato ai fans lo splendido doppio <strong>Eagles Live</strong>, che contiene una bella versione di <em>Seven Bridges Road</em> di Steve Young.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’uscita di <strong>Greatest Hits vol.2 </strong>però, per colpa di alcool, droga e scontri fra i membri della band, <strong>nel 1982 gli Eagles si sono sciolti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Più o meno in quel periodo Don Henley, interrogato sul fatto che il gruppo potesse prima o poi tornare insieme, ha detto che ciò sarebbe avvenuto solo quando l’inferno si fosse congelato. È per questo che, nel 1994, il nuovo album ha preso il titolo di <strong>Hell Freezer Out</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I cinque si erano trovati sul palco l’anno precedente per il lancio del disco tributo agli Eagles, dove i personaggi più famosi del country avevano interpretato le canzoni del gruppo. L’operazione nostalgia è riuscita in pieno e <strong>la decisione di rimettersi in pista</strong> è arrivata quasi spontanea.</p>
<p style="text-align: justify;">Hell Freezer Out è un live che contiene anche 4 nuovi brani da studio, fra i quali la romantica ballad <em>Love Will Keep Us Alive</em>. Molto bella è anche la versione acustica del loro cavallo di battaglia <em>Hotel California</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo è quindi trascorso a riproporre i vecchi classici sui palchi di tutto il mondo, compresa la tournée per il trentennale della nascita del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-555" title="Senza nome" src="http://www.musicparade.it/wp-content/uploads/2010/02/Senza-nome-300x251.jpg" alt="Senza nome" width="300" height="251" /><br />
Nel 2001 Don Felder è stato messo alla porta e gli Eagles sono tornati ad essere un quartetto come agli albori della loro avventura.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un singolo nel 2003, <em>Hole In The World</em>, nel 2007 il tanto atteso nuovo album da studio ha visto finalmente la luce. Il titolo è <strong>Long Road Out Of Eden</strong>, un doppio LP ricco e variegato, spinto dal brano <em>How Long</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Era esattamente dal 1979 che i fans aspettavano questo album. Adesso <strong>speriamo che le aquile continuino a volare</strong>.</p>
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		<title>Il Class Metal dei Dokken</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 12:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metal e Hardcore]]></category>
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		<description><![CDATA[A metà degli anni ’80, i Dokken hanno creato una nuova forma di Heavy Metal, che è stata definita Class Metal]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="alignnone size-full wp-image-263" title="dok" src="http://www.musicparade.it/files/2009/05/dok.jpg" alt="dok" width="385" height="262" /></p>
<p style="text-align: justify">Grazie ad un look curato, ad una musica aggressiva ma elegante e alla produzione sofisticata, a metà degli anni ’80, <strong>i Dokken hanno creato una nuova forma di Heavy Metal, che è stata definita Class Metal</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Nato a Los Angeles dall’incontro di <strong>due figure carismatiche</strong> quali il cantante <strong>Don Dokken</strong> ed il funambolico chitarrista<strong> George Linch</strong>, il gruppo ha registrato il primo album, dal titolo “<strong>Breakin’ the Chains</strong>” nel 1982, in Germania, con l’ausilio del produttore degli Scorpions, Dieter Dierks.</p>
<p style="text-align: justify">Nonostante la presenza di alcune belle canzoni, come ad esempio la title track, <strong>l’esordio non ha ottenuto il riscontro sperato</strong>, anche perchè il disco è uscito solo per il mercato europeo.<br />
<strong>Una volta tornati in California</strong> però, i Dokken hanno ottenuto un contratto con la Elektra, la quale ha lanciato sul mercato una versione rimixata dell’LP, al cui titolo è stata aggiunta una “g”, Breaking anziché Breakin’, per distinguerlo dall’altro.</p>
<p style="text-align: justify">Due anni più tardi è uscito “<strong>Tooth and Nail</strong>” e a quel punto <strong>è cominciata la scalata al successo</strong>.<br />
Il lavoro proponeva quel sound che sarebbe diventato il marchio di fabbrica dei Dokken, <strong>un rock melodico e di classe, che strizza l’occhio all’AOR</strong>.<br />
Grazie alla struggente ballad <em>Alone Again</em>, alla quale aggiungerei l’ispirata <em>Into the Fire</em>, Tooth and Nail ha venduto un milione di copie solo negli USA e ha portato il gruppo a veleggiare nelle zone alte delle classifiche americane.</p>
<p style="text-align: justify">Nel frattempo <strong>il quartetto si dava da fare anche on stage</strong>, suonando da spalla a campioni d’incassi del calibro di Kiss e Ronnie James Dio.</p>
<p style="text-align: justify">Il successo mondiale è arrivato nel 1985, con “<strong>Under Look and Key</strong>”, a mio giudizio<strong> l’album simbolo dei Dokken</strong>.<br />
Il disco si è aggiudicato il platino, e le canzoni da citare sono numerose. Tanto per dare dei titoli: <em>Unchain the Night</em>, <em>In my Dreams</em>, <em>Lightning Strikes Again</em>, nel finale della quale la voce di Don Dokken tocca vette elevate, e la romantica <em>Sleepin’ Away</em>.<br />
Per promuovere il lavoro i californiani hanno toccato per la prima volta anche l’Europa, al seguito dei tedeschi Accept.</p>
<p style="text-align: justify">Sebbene la fama crescesse a vista d’occhio, “<strong>Back for the Attack</strong>”, del 1987, <strong>non ha raggiunto i livelli del precedente</strong>.<br />
La causa è da ricercarsi prima di tutto in <strong>alcune tensioni venutesi a creare all’interno del gruppo</strong>, soprattutto fra Don Dokken e George Lynch, e anche nell’uscita di scena di Michael Wagener, uno dei migliori tecnici del suono nell’ambito Heavy Metal, che ha contribuito non poco, in sede di missaggio, al successo della band di Los Angeles.<br />
L’album presenta ad ogni modo brani memorabili, come <em>Heavent Sent</em>, <em>Dream Warriors</em>, apparsa nella colonna sonora dell’horror-movie Nightmare III, e la strumentale <em>Mr.Scary</em>, che poi sarebbe il nome con cui Lynch ha chiamato la sua chitarra, una “J. Frog Skull And Bones”.</p>
<p style="text-align: justify">Il gruppo è comunque andato in tour con AC-DC e Aerosmith e, per la prima volta, <strong>si è esibito come attrazione principale in alcune date in terra nipponica</strong>. Il concerto è documentato nel doppio live “<strong>Beast from the East</strong>”</p>
<p style="text-align: justify">Inevitabilmente, <strong>nel 1989 la band si è sciolta</strong>, a causa del deterioramento del rapporto fra il leader Don Dokken ed il resto della band.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Dopo 5 anni</strong>, in cui ogni componente del gruppo ha intrapreso la propria carriera solista, nel 1994, grazie alla spinta ottenuta dai fans giapponesi, i Dokken si sono riformati pubblicando, ma solo nel Sol Levante, l’omonimo “<strong>Dokken</strong>”, ristampato poi l’anno seguente in america con il titolo di “<strong>Dysfunctional</strong>”.<br />
Fra le tracce migliori fanno bella mostra di se la lenta <em>Nothing Left to Say</em>, una delle mie favorite di tutto il repertorio del gruppo, <em>Inside Looking Out</em> e <em>From the Beginning</em>, una cover degli Emerson, Lake and Palmer, non presente sull’album uscito in Giappone.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La celebrazione della riunione </strong>è comunque stata lasciata al live acustico “<strong>One Live Night</strong>”, sempre del 1994.</p>
<p style="text-align: justify">È di quel periodo uno strano episodio, che ha visto il cane di Don Dokken aggredire il padrone e procurargli numerose ferite sul volto.</p>
<p style="text-align: justify">Il 1997 ha visto l’uscita di “<strong>Shadowlife</strong>”, un album che ha riscontrato pareri avversi da parte dei fans, a causa del <strong>deciso cambio di sonorità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’anno seguente George Lynch ha lasciato la band</strong>. A rimpiazzarlo è stato chiamato Reb Beach, ex chitarrista di Alice Cooper, con il quale i Dokken hanno pubblicato, nel 1999, il loro settimo LP, “<strong>Erase the Slate</strong>”, dove campeggia la canzone <em>One</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2000 ecco l’arrivo di un nuovo album dal vivo, “<strong>Live from the Sun</strong>”, mentre l’anno successivo anche Beach ha rinunciato all’avventura e ha ceduto il posto all’ex Europe John Norum, con il quale i Dokken hanno dato alla luce “<strong>Long Way Home</strong>”, il disco che contiene la magnifica ballad <em>Goodbye My Friend</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2004 altro chitarrista, John Levin e altro album, “<strong>Hell to Pay</strong>” che, come i due precedenti, è risultato essere <strong>senza infamia e senza lode</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo un disco dal vivo nel 2007, “<strong>From Conception: live 1981</strong>”, contenente 3 inediti, ecco <strong>il decimo e, sino ad ora, ultimo album</strong> rilasciato dal gruppo californiano, dal titolo “<strong>Lightning Strikes Again</strong>”, come una delle loro canzoni più belle, e più hard, dall’album Under Look and Key.</p>
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