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	<title>Music Parade &#187; Festival</title>
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	<description>cosa si muove nel mondo della musica suonata, ascoltata, usata. Scopri con noi le tracce nascoste della musica</description>
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		<title>Festival di Woodstock: un sogno lungo tre giorni</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 08:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’estate del 1969 più di mezzo milione di giovani si sono ritrovati ad assistere a quello che sarebbe diventato il più famoso raduno musicale della storia. Sul palco hanno sfilato i migliori musicisti del momento, ma l’evento va ben oltre la semplice esibizione musicale. Esso ha e ha portato con se un vento di nuove idee fatte di pace e amore, segnando per sempre un’epoca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_992" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-992" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/festival-di-woodstock-un-sogno-lungo-tre-giorni/attachment/woodstock_redmond_stage/"><img class="size-medium wp-image-992 " src="http://www.musicparade.it/files/2010/08/Woodstock_redmond_stage-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">La folla radunata a Woodstock</p></div>
<p style="text-align: justify">Se mai c’è stato un evento musicale che ha segnato indelebilmente un’epoca questo è senza ombra di dubbio il<strong> festival di Woodstock</strong>. Esso, infatti, va ben oltre la semplice esibizione di artisti. Alle sue spalle c’è tutto un proliferare di movimenti culturali ( <em>I Figli dei Fiori</em>, ad esempio), di proteste politiche e nuove ideologie. Con Woodstock si è assistito alla nascita di una nuova era, anche se forse è più giusto dire che è stato l’epilogo di un momento storico zeppo di fermenti e conflitti, non ultimo la guerra del Vietnam. L’episodio in se è ricco di dietrologie e sull’argomento ci sarebbe da parlare (scrivere) per ore. Per quanto mi riguarda lascio ad altri questo compito e provo a raccontare solo di quella che alla fine è stata la regina del festival: la <strong>musica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>15 agosto del 1969</strong> più di mezzo milione di giovani si sono ritrovati presso la fattoria dell’allevatore <strong>Max Yasgur</strong> nella piccola cittadina rurale di Bethel, a 70 chilometri da Woodstock (stato di New York), per assistere a quello che sarebbe diventato il più celebre festival musicale della storia. All’ombra dello slogan “<strong>tre giorni di pace, e musica</strong>” si sono alternati sul palco alcuni tra i migliori artisti che il panorama mondiale di quel periodo aveva a disposizione, dando vita ad una serie di esibizioni che sono entrate nella leggenda. E come ogni leggenda che si rispetta, anche quella di Woodstock abbonda di aneddoti. Ad esempio, forse non tutti sanno che giusto una settimana prima dell’inizio il concerto stava per saltare, in quanto i proprietari confinanti di Yasgur si erano opposti alla manifestazione per timore di disordini. È stato solo grazie all’intervento della Warner Bros, promotrice di un film-documentario e di due LP, che con i suoi dollari ha risolto la questione. I tanto temuti disordini alla fine non si sono verificati. Le risse sono state subito sedate dal servizio d’ordine effettuato da volontari e l’unico episodio scabroso, se così si può definire, è stato lo scontro tra Pete Townshend degli Who e il capo degli Hippies Abbie Hoffman.  I decessi sono stati tre, uno a causa di un’overdose, uno per appendicite e il terzo investito da un trattore mentre dormiva nel suo sacco a pelo, bilanciati da 2 nascite.</p>
<p style="text-align: justify">
<div class="mceTemp" style="text-align: justify">
<dl>
<dt><a rel="attachment wp-att-1000" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/festival-di-woodstock-un-sogno-lungo-tre-giorni/attachment/joan-baez-e-ravi-shankar-2/"><img class="size-medium wp-image-1000 " src="http://www.musicparade.it/files/2010/08/joan-baez-e-Ravi-Shankar1-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></dt>
<dd>Joan Baez e Ravi Shankar</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Ad aprire, alle 17,00 di venerdì 15 agosto, è stato <strong>Richie Havens.</strong> Accolto con entusiasmo, il cantante afroamericano ha continuato a suonare bis finché, esaurito il proprio repertorio, ha deciso di improvvisare una versione di <em>Motherless Child</em> con l&#8217;aggiunta della parola &#8220;<em>freedom&#8221;</em> ripetuta in continuazione. Questo brano è diventato uno dei simboli del festival.<br />
Dopo la benedizione del santone indiano <strong>Swami Satchidananda</strong>, è stata la volta degli <strong>Sweetwater</strong>, i quali avrebbero dovuto aprire il festival, ma alla fine hanno deciso di fare esibire solo il loro leader, Richie Havens appunto.<br />
A seguire: <strong>Bert Sommer</strong>, <strong>Tim Hardin</strong>, che con 2 soli brani in scaletta è riuscito a suonare per più di un’ora, il virtuoso del sitar <strong>Ravi Shankar</strong> (papà di Norah Jones), <strong>Melanie Safka</strong>, <strong>Arlo Guthrie,</strong> figlio del grande Woody, e, ultima della giornata, dalla 1,00 alle 2,00 del mattino, <strong>Joan Baez</strong>. La folk singer è salita sul palco incinta di sei mesi e ha introdotto il suo primo brano,<em> Joe Hill</em>, con un discorso dedicato al marito David Harris, detenuto in carcere in quanto obiettore di coscienza.</p>
<p style="text-align: justify">Sabato 16 agosto si è iniziato alle 13,00 circa con la musica dei<strong> Quill</strong>. Successivamente è stato fatto salire a sorpresa sul palco <strong>Country Joe McDonald</strong>, il quale avrebbe dovuto esibirsi il terzo giorno, ma il ritardo di qualche artista ha costretto gli organizzatori a tappare il buco con il cantautore di Los Angeles, senza la sua band di supporto. Egli ha eseguito l’inno contro la guerra del Vietnam, nonché suo cavallo di battaglia, <em>The Fish Cheer / I-Feel-Like-I&#8217;m-Fixin&#8217;-To-Die Rag</em>.<br />
Poi è toccato all’ex leader dei Lovin’ Spoonful <strong>John B. Sebastian</strong>, che è salito sul palco  sotto l’effetto della marijuana. Sebastian, ha dedicato la canzone <em>Younger Generation</em> al figlio nato proprio quel giorno.</p>
<p style="text-align: justify">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify">
<dl>
<dt><a rel="attachment wp-att-994" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/festival-di-woodstock-un-sogno-lungo-tre-giorni/attachment/country-joe/"><img class="size-medium wp-image-994" src="http://www.musicparade.it/files/2010/08/country-joe-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a></dt>
<dd>Country Joe</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">A ruota della <strong>Keef Hartley Band,</strong> alle 17,00 è arrivato <strong>Carlos Santana</strong>, che ha sciorinato una performance eccezionale, con brani quali <em>Soul Sacrific</em> e <em>Evil Ways</em>.<br />
Quindi il gruppo folk scozzese <strong>The Incredible String Band</strong>, i grandissimi <strong>Canned Heat </strong>(bellissime <em>Woodstock Boogie</em> e <em>Going Up The Country</em>), i <strong>Mountain</strong> e, a mezzogiorno, gli altrettanto mitici <strong>Grateful Dead</strong>, i quali sono stati interrotti da un problema di messa a terra difettosa, mentre suonavano <em>Turn On Your Love Light</em>, con Jerry Garcia e Bob Weir che hanno preso una scossa toccando le chitarre.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify">
<dl>
<dt><a rel="attachment wp-att-995" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/festival-di-woodstock-un-sogno-lungo-tre-giorni/attachment/1120330742_1729298981_bio-top250-santana-woodstock-97684768001/"><img class="size-medium wp-image-995" src="http://www.musicparade.it/files/2010/08/1120330742_1729298981_bio-top250-santana-woodstock-97684768001-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></dt>
<dd>Carlos Santana</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Dopo i Dead si sono esibiti i <strong><a title="Il rock essenziale dei Creedence Clearwater Revival" href="http://www.musicparade.it/country/il-rock-essenziale-dei-creedence-clearwater-revival/" target="_blank">Creedence Clearwater Revival</a> </strong>e<strong> </strong>a seguire <strong>Janis Joplin</strong>, che ha regalato agli spettatori perle del calibro di<em> Raise Your Hand</em>, <em>To Love Somebody</em>, <em>Summertime,</em> <em>Piece Of My Heart </em>e <em>Ball &amp; Chain</em>. Purtroppo il tutto è stato rovinato dal fatto che la regina del blues bianco, di fronte ad un’attesa di 10 ore dal suo arrivo al momento dell’esibizione, ha ammazzato il tempo facendosi di eroina e bevendo alcolici, i quali hanno influito negativamente on stage.</p>
<p style="text-align: justify">La giornata era ben lontana dal terminare. Dopo la bella prova di <strong>Sly &amp; The Family Stone,</strong> alle 5 di mattino il sole è sorto con le note degli <strong>Who.</strong> Un’ora e mezza piena di energia, nella quale, oltre a classici quali <em>My Generation</em>, <em>I Can’t Explain</em> e <em>Shakin’ All Over</em>, la band inglese ha proposto buona parte del loro ultimo lavoro <em>Tommy.</em> A fine esibizione Townshend ha distrutto la chitarra e l’ha lanciata in mezzo al pubblico.<br />
Alle 9,00 ha preso il loro posto un altro dei gruppi mito di quel periodo , i <strong>Jefferson Airplane.</strong> La band di Marty Balin ha concluso il secondo giorno del Festival di Woodstock proponendo pezzi psichedelici come <em>Somebody To Love</em>, <em>Volunteers</em>, <em>Wooden Ships</em>, <em>White Rabbit</em>, <em>Eskimo Blue Day </em>e altri ancora.</p>
<p style="text-align: justify">Arriviamo così all’ultimo atto di questo momento di Pace e Musica (entrambe con la lettera maiuscola). Ad aprire la giornata di domenica, alle 15,30, un big come <strong>Joe Cocker</strong>. Accompagnato dalla sua Grease Band, il cantante di Sheffield ha interpretato una delle migliori esibizioni del festival, grazie a <em>Let’s Go Get Stoned</em>, <em>With A Little Help From My Frieds,</em> cover dei Beatles, <em>Dear Landlord </em>e la rivisitazione di <em>Delta Lady </em>di Leon Russell.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: justify">
<dl>
<dt><a rel="attachment wp-att-996" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/festival-di-woodstock-un-sogno-lungo-tre-giorni/attachment/cocker/"><img class="size-medium wp-image-996" src="http://www.musicparade.it/files/2010/08/joe-cocker-woodstock-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" /></a></dt>
<dd>Joe Cocker</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">A quel punto un forte temporale ha interrotto il concerto per almeno 4 ore. Alla ripresa è salito di nuovo sul palco <strong>Country Joe McDonald</strong>, questa volta accompagnato dal suo gruppo, <strong>The Fish</strong>.<br />
Quindi il pubblico ha assistito per un’ora alla classe cristallina dei <strong>Ten Years After </strong>di Alvin Lee: mirabolante l’interpretazione di<em> I’m Goin’Home</em>.</p>
<p style="text-align: justify">A seguire <strong>The Band</strong>, che era stato per qualche tempo il gruppo di supporto di Bob Dylan, il texano <strong>Johnny Winter</strong>, accompagnato in un paio di canzoni dal fratello Edgar Winter, <strong>Blood Sweat &amp; Tears</strong>, fautori di un ottimo jazz-rock, e, alle 3 del mattino, <strong>Crosby Stills Nash &amp; Young.</strong> Questi ultimi hanno suonato per 90 minuti, dividendo in due parti la loro esibizione, la prima in versione acustica e l’altra elettrica. Nel concerto unplugged Neil Young ha suonata solo in <em>Mr. Soul</em> e <em>Wonderin’</em>, ovvero le due canzoni scritte da lui.</p>
<p style="text-align: justify">La giornata è proseguita con le performance del bluesman <strong>Paul Butterfield </strong>e la sua band, dei <strong>Sha-Na-Na</strong>, autori di un elettrizzante Rock’N’Roll che ritroveremo nella colonna sonora di <em>Grease</em> e, a chiudere il festival, il grande <strong>Jimi Hendrix.</strong> Era stato Jimi in persona a chiedere di essere l’ultima star in scaletta. Egli, però, sarebbe dovuto salire sul palco attorno a mezzanotte, ma il prolungarsi delle esibizioni precedenti e il temporale lo hanno fatto slittare alle nove del mattino di lunedì. La maggior parte degli spettatori a quel punto se n’era andata, risucchiata dalla routine dei giorni feriali, così solo in 80.000 hanno assistito al suo show pirotecnico. <em>Spanish Castle Magic,</em> <em>Red House</em>,<em> Foxy Lady</em>, <em>Purple Haze</em>, <em>Woodoo Child</em>, la mitica versione di <em>The Star-Spangled Banner</em>, l’inno Americano suonato con la chitarra distorta ad imitare le bombe e le urla della guerra del Vietnam, e la canzone che ha sancito la fine del raduno, <em>Hey Joe</em>: sono questi alcuni brani che il geniale chitarrista ha prodotto in 90 minuti.</p>
<div id="attachment_997" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-997" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/festival-di-woodstock-un-sogno-lungo-tre-giorni/attachment/jimi-hendrix-woodstock/"><img class="size-medium wp-image-997 " src="http://www.musicparade.it/files/2010/08/Jimi-Hendrix-Woodstock-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">Jimi Hendrix</p></div>
<p style="text-align: justify">Jimi Hendrix, CSN&amp;Y, i Who e Joe Cocker sono state <strong>le stelle più brillanti del festival,</strong> anche se alcuni, dietro invito della Warner Bros, sono dovuti tornare in studio per rifare le parti vocali andate perse nell’enormità dell’audience all’aperto, in vista dei due albums, il doppio e il triplo.</p>
<p style="text-align: justify">Come la storia ci insegna, gli ideali prefissi dal popolo di Woodstock non si sono avverati. Troppo utopistici, forse fragili, sicuramente ingenui. Ciò non toglie, però, che per 3 giorni quei 600 acri di terreno sono stati un’isola felice, dove <strong>pace, fratellanza e amore libero</strong> ci sono stati davvero. E poi c’è la musica: quella, almeno, non morirà mai.</p>
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		<title>Al via il Venaria Real Music Festival di Torino</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 16:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maristella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Saranno i Giardini Juvarriani della Reggia di Venaria a Torino a fare da cornice alla prima edizione del Venaria Real Music, il nuovo Festival che prenderà il via il 25 giugno prossimo per terminare solo il primo agosto. La manifestazione, promossa dal consorzio di valorizzazione culturale La Venaria Reale e dal Teatro Regio, si articolerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-273 aligncenter" title="venaria-real-music" src="http://www.musicparade.it/files/2009/05/venaria-real-music.jpg" alt="venaria-real-music" width="400" height="267" /></p>
<p style="text-align: justify">Saranno i <em>Giardini Juvarriani</em> della<strong> Reggia di Venaria</strong> a Torino a fare da cornice alla prima edizione del <strong>Venaria Real Music</strong>, il nuovo Festival che prenderà il via il<strong> 25 giugno</strong> prossimo per terminare solo il <strong>primo agosto.</strong> La manifestazione, promossa dal consorzio di valorizzazione culturale La Venaria Reale e dal Teatro Regio, si articolerà in <strong>13 diversi grandi concerti Live</strong> a cui parteciperanno nomi noti della musica italiana ed internazionale. L’intento dell’organizzazione è quello di coniugare musica ed arte e le proposte musicali spazieranno dal classico al pop, dal jazz fino al rock.</p>
<p style="text-align: justify">Non mi è chiaro però perché sia stata già definita la “<strong>Versailles del rock</strong>” visto che sul palco saliranno artisti come il premio oscar <strong>Ennio Morricone</strong>,<strong> Tiziano Ferro, Ivano Fossati, Claudio Baglioni </strong>(e dico Claudio Baglioni!), <strong>Franco Battiato</strong>, <strong>Vinicio Capossela</strong>, <strong>Antony and the Johnsons</strong> e <strong>David Byrne</strong>. Indubbiamente artisti di calibro e sostanza ma non certo icone rock!</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>programma </strong>dell’evento prevede</p>
<ul>
<li>il <strong>25 Maggio </strong>per l’inaugurazione Ennio Morricone con la sua Grande Orchestra di 70 elementi,</li>
<li>Franco Battiato il <strong>6 luglio</strong>,</li>
<li>Traffic in scena <strong>dal 9 all’11 luglio</strong>,</li>
<li>Tiziano Ferro il<strong> 12 luglio</strong>,</li>
<li>Ludovico Einaudi  il<strong> 15 luglio</strong>,</li>
<li>Claudio Baglioni il <strong>17 luglio</strong>,</li>
<li>direttamente da New York Peter Cincotti (<strong>21 luglio</strong>),</li>
<li>Ivano Fossati il <strong>28 luglio</strong>,</li>
<li>David Byrne il <strong>29 luglio </strong></li>
<li>la rilevazione Antony and the Johnsons il 1° agosto a chiudere il Festival.</li>
</ul>
<p>In cartellone anche un concerto di <strong>Massimo Ranieri</strong> intitolato &#8216;Versi e diversi&#8217; ed incentrato sul tema dell&#8217;emigrazione e della diversità, <strong>Vinicio Capossela</strong> con i Calexico, un Tributo a Billie Holiday con<strong> Rachelle Ferrell</strong> ed un omaggio a Fabrizio De Andrè con il figlio Cristiano.</p>
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		<title>La Rivoluzione mancata di Frankie Hi-Nrg</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 12:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maristella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sanremo]]></category>

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		<description><![CDATA[Devo ammettere che la notizia della presenza del rapper Frankie Hi Energy al Festival di Sanremo 2008, che inizia proprio questa sera, mi ha lasciato di stucco. E’ vero, ci sono state altre presenza fuori standard-cariatidi in questi anni, come i Timoria nel 1991, i Subsonica nel 2000 i Negroamaro nel 2005, senza dimenticare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"> <a href="http://www.musicparade.it/files/2008/02/frankie-hi-energy2.jpg" title="frankie-hi-energy2.jpg"><img src="http://www.musicparade.it/files/2008/02/frankie-hi-energy2.jpg" alt="frankie-hi-energy2.jpg" height="404" width="269" /></a></p>
<p>Devo ammettere che la notizia della presenza del rapper <a href="http://www.frankie.tv/" target="_blank"><strong>Frankie Hi Energy</strong> </a>al Festival di <strong>Sanremo 2008</strong>, che inizia proprio questa sera, mi ha lasciato di stucco. E’ vero, ci sono state altre presenza fuori standard-cariatidi in questi anni, come i Timoria nel 1991, i Subsonica nel 2000 i Negroamaro nel 2005, senza dimenticare le storiche partecipazioni come quelle di Vasco Rossi, di &#8216;Elio e le Storie Tese&#8217; e via dicendo, ma Frankie forse è troppo, credo che le mie coronarie non reggeranno.</p>
<p>Nato a Torino nel 1969, Frankie Hi-Nrg Mc, è sempre stato considerato <strong>l’esponente più importante della scena hip hop</strong> italiana, soprattutto per il suo impegno sociale e la particolare attenzione che i testi delle sue canzoni hanno rivolto alle problematiche della società, dalla mafia alla politica, dalla corruzione al terrorismo. Il suo primo singolo, pubblicato nel 1991, ‘<em><strong>Fight da Faida</strong></em>” dalla Irma Records ha venduto oltre 10mila copie rappresentando per l’epoca un piccolo caso discografico. Nel 1992 esce il <strong>suo primo album &#8216;<em>Verba Manent</em>’</strong> che precede un mega tour che dura oltre un anno e mezzo e che consente al semi sconosciuto rapper di fare da spalla ad artisti internazionali del calibro di <strong>Run &#8211; DMC</strong> e <strong>Beastie Boys.</strong> Il suo successo si consolida definitivamente nel 1997 con l’uscita dell’album &#8216;<strong><em>La morte dei miracoli</em></strong>&#8216; che contiene il singolo “<strong><em>Quelli che benpensano</em></strong>”, diventato ormai un classico della musica hip hop italiana, ha ricevuto il Premio Italiano della Musica come “canzone dell’anno” oltre ad aver venduto oltre <strong>150mila copie ed essersi aggiudicato un disco di platino.</strong></p>
<p>Frankie Hi- Nrg si è sempre contraddistinto per non essersi mai nascosto dietro parole difficili e concetti aulici, il suo messaggio, sia per chi si ritiene allineato al suo modo di pensare, sia per chi non si riconosce nelle sue idee, è sempre arrivato forte e chiaro, una stilettata veloce e profonda, un&#8217;energia ed una potenza verbale senza precedenti.  Anche chi non ama la musica hip hop e rap ha sempre amato l’uomo Frankie Hi-Nrg, il personaggio carismatico e sincero in lotta contro quelli “<em>arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, sono tutti identici guardali stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere. Come lucertole si arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno</em>” (da “Quelli che benpensano).</p>
<p>Che ne sarà ora di questa immagine, di questo suo modo di aessere dopo la partecipazione al Festival della musica italiana (dell’800), alla kermesse più vecchia, stanca e noiosa e sicuramente meno rappresentativa del fermento musicale italiano? Forse sarà una ‘<strong><em>Rivoluzione</em></strong>’, dal nome della canzone che presenta, ma più probabilmente sarà un buon incasso.</p>
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		<title>Pistoia Blues Festival 2007</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jun 2007 14:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maristella</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.az-posters.com/wp-content/uploads/2009/10/SS055.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px; width: 200px; text-align: center; border: 0pt none;" src="http://imagecache2.allposters.com/images/pic/class/182-115~Jimi-Hendrix-Posters.jpg" border="0" alt="" /></a><a href="Jimi Hendrix"><img class="alignleft" title="Jimi Hendrix" src="http://www.az-posters.com/wp-content/uploads/2009/10/SS055.jpg" alt="Jimi Hendrix" width="347" height="347" /></a>In programma dal <strong>13 al 15 luglio 2007</strong> la ventottesima edizione del più importante Festival rock/blues d’Europa, il <strong>Pistoia Blues</strong>. Quest’anno la rassegna omaggerà <strong>Jimi Hendrix</strong> a quarant’anni dalla pubblicazione del suo primo disco “<em>Are You Experienced</em>?”. L’edizione del 2007 è caratterizzata da un numero elevatissimo di proposte che intratterranno il pubblico dalla mattina fino a notte inoltrata. 7 i luoghi dove si svolgeranno gli spettacoli, oltre 100 gli eventi, un artista che non ha mai suonato in Europa e 4 al loro primo concerto in Italia, oltre 30 gruppi emergenti, un teatro, uno spazio espositivo, un’area camping. Pistoia Blues quest’anno dà veramente in numeri.</p>
<p>Ma veniamo al programma:<br />
Il <strong><span style="font-size: 130%; color: #000099;">13</span></strong> salirà sul palco, allestito in Piazza del Duomo, il grande chitarrista inglese <strong><span style="font-size: 130%;">Jeff Beck</span></strong>. L’altra headliner della serata sarà la sacerdotessa per antonomasia, <strong><span style="font-size: 130%;">Patty Smith</span></strong>, che ritorna a Pistoia dopo la pubblicazione del suo album di cover ‘Twelve’. Nella stessa sera anche<strong><span style="font-size: 130%;"> </span><span style="font-size: 100%;">Fabulous Thunderbirds</span></strong> e <strong>Sandra Hall</strong>. Sabato<span style="color: #3366ff;"> </span><strong><span style="font-size: 130%; color: #000099;">14</span></strong> sarà la volta di <strong><span style="font-size: 130%;">Gregg Allman</span></strong>.<span id="more-6"></span> Il suo concerto è sicuramente l’evento più atteso dagli appassionati di rock blues che finalmente potranno, prima volta in Europa, la performance dell’artista americano. A precederlo una vecchia conoscenza del festival, <strong><span style="font-size: 130%;">John Mayall</span></strong> con i suoi <strong>Bluesbreakers</strong>. Durante la giornata anche l’esibizione di <strong>Eric Steckel</strong> e dei <strong>W.I.N.D</strong>.. Per <strong><span style="color: #000099;">l’ultima giornata</span></strong> della rassegna, invece, la proposta sarà raddoppiata. L’headliner di Piazza del Duomo sarà l’intramontabile<strong><span style="font-size: 130%;"> Joe Cocker</span></strong>, per la prima volta sul palco di Pistoia. Stessa cosa per<strong> Chris Rea</strong>, che lo precederà con un set dedicato al blues. Parallelamente verrà allestito un secondo palco per il concerto di <strong><span style="font-size: 130%;">Steve Vai</span></strong> alla Blues Arena. Oltre a questi grandi artisti, sul palco di piazza del Duomo si avvicenderanno anche <strong>Joe Bonamassa</strong>, <strong>Danny Bryant</strong> e <strong>Andy J. Forest</strong> e alla Blues Arena, <strong>Eric Sardinas</strong>. Tutte le serate iniziano alle ore 19, in Piazza del Duomo e alle 21.30, invece, alla Blues Arena.</p>
<p>Per chi decide di soggiornare almeno una notte a Pistoia diverse sono le formule di alloggio disponibile: il <a href="http://www.pistoiablues.com/modules.php?op=modload&amp;name=Sections&amp;file=index&amp;req=viewarticle&amp;artid=97&amp;page=1"><strong><span style="color: #000099;">campeggio</span></strong></a> messo a disposizione direttamente dall&#8217;organizzazione del Festival, oppure gli<a href="http://www.tourism-resources.net/en/hotels/europe/italy/tuscany/pistoia/elenco-1.html"> <strong><span style="color: #000099;">hotel</span></strong> </a>della città.</p>
<p>Per ulteriori informazioni: <a href="http://www.pistoiablues.com/">http://www.pistoiablues.com/</a></p>
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