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	<title>Music Parade &#187; folk</title>
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	<description>cosa si muove nel mondo della musica suonata, ascoltata, usata. Scopri con noi le tracce nascoste della musica</description>
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		<title>Bruce Springsteen: passato, presente e futuro del rock</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 08:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prosegue la storia di uno dei più grandi artisti di sempre. Questa volta si arriva sino ai giorni nostri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-passato-presente-e-futuro-del-rock/attachment/bruce_springsteen-lo-saiii/" rel="attachment wp-att-2188"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2188" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/bruce_springsteen-lo-saiii-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify">La leggenda continua da <strong><a title="Bruce Springsteen: nato per correre" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-nato-per-correre/" target="_blank">Bruce Springsteen: nato per correre</a></strong></p>
<p style="text-align: justify">Dopo il piccolo passo falso di Human Touch e Lucky Town, che poi ha ben guardare non sono dischi brutti, ma semplicemente sottovalutati, nel 1994 Springsteen ha scritto un brano che si è guadagnato quattro <strong>Grammy Awards</strong> e un<strong> Oscar</strong> come migliore canzone originale per film. Si tratta di<em> Streets Of Philadelphia</em>, canzone guida del film Philadelphia di Jonathan Demme. Il testo impegnato (si parla di omosessualità), la melodia semplice e l’arrangiamento minimalista, hanno conferito a Streets Of Philadelphia un enorme successo.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1995 è stato rilasciato un <strong>Greatest Hits</strong>, contenente tre inediti appena registrati con la <strong>E Street Band</strong> (il quarto inedito, <em>Murder Incorporated</em>, risale invece al 1983). Proprio quando si pensava alla reunion, ecco che invece il Boss se n’è uscito con un altro album in solitaria, accompagnato dalla sola chitarra. <strong>The Ghost Of Tom Joad</strong>. La title track, una delle più belle ballate del cantautore di Freehold, prende spunto da <em>Furore</em>, romanzo di John Steimbeck, e parla di senzatetto. Anche <em>Across The Border</em> è tratta dallo stesso romanzo. <em>Balboa Park</em> e <em>Sinaloa Cowboys</em>, invece, hanno trovato ispirazione da un paio di articoli del <em>Los Angeles Times</em>. Il primo si riferisce alle condizioni dei giovani immigrati dal Messico, costretti a prostituirsi al Balboa Park di San Diego, mentre il secondo racconta le vicende legate al traffico illegale di metamfetamine da parte dei clandestini giunti in California dalla città messicana di Sinaloa. <em>Youngstone</em> e <em>The New Timer</em> parlano della crisi economica dei primi anni della presidenza Reagan, che ha causato numerosi disoccupati. <em>The Line</em> narra le vicende di un giovane poliziotto che deve controllare il labile confine tra Messico e California, mentre il protagonista di <em>Straight Time</em> è un ex detenuto che cerca di rifarsi una vita, senza riuscirci. <em>Highway 29 </em>racconta di un venditore di scarpe che fugge con una sua cliente, lasciandosi alle spalle una lunga scia di sangue, ricordando un po’ <em>Nebraska</em>. <em>Galveston Bay</em> è basata sugli scontri tra pescatori texani e vietnamiti avvenuti nel Golfo del Texas a metà degli anni ’80.</p>
<p style="text-align: justify">Il tour per lanciare il disco ha visto Bruce esibirsi da solo nei teatri di mezzo mondo. È stato anche a Roma, dove l’<strong>Accademia di Santa  Cecilia</strong> ha aperto per la prima volta la propria sala a un concerto che non fosse di musica classica.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-passato-presente-e-futuro-del-rock/attachment/bruce-springsteen-431/" rel="attachment wp-att-2189"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2189" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/bruce-springsteen-431-258x300.jpg" alt="" width="258" height="300" /></a><br />
Ancora un brano da colonna sonora è stato scritto nel 1996: <em>Dead Man Walking,</em> per l’omonimo film di Tim Robbins, che ha ricevuto un’altra nomination per gli Oscar.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1998 è uscito <strong>Tracks</strong>, cofanetto che contiene sessantasei canzoni inedite, incise tra il 1972 e il 1998 (l’anno dopo è stato rilasciato una versione ridotta dell’album, intitolato <strong>18 Tracks</strong>, con tre nuovi inediti). Il fatto più importante dell’anno, però, è<strong> l’annuncio dato l’8 dicembre dell’imminente riunione di Springsteen con la E Street Band</strong>. La prima uscita del gruppo con il Boss è avvenuta il 16 marzo 1999, in occasione dell’introduzione dello stesso Bruce nella <em>Rock &amp; Roll Hall Of  Fame</em>. A quel punto è partito il <em>Reunion Tour</em>: prima tappa Barcellona e quattro date anche in Italia (Bologna, Genova e due volte Milano). Il 1 luglio, dopo dieci date di sold out al <strong>Madison Square Garden</strong>, il tour è terminato. Nell’estate del 2001 è stato pubblicata la testimonianza sonora dei concerti sul doppio <strong>Live In New York City</strong>, dove sono presenti le inedite <em>Land Of Hope And Dreams</em> e <em>American Skin (41 shots)</em>. Quest’ultima è stata composta per ricordare un giovane ambulante di origini liberiane, ucciso dai poliziotti con 41 colpi di pistola, solo perché che avevano scambiato il portafogli che stava estraendo dalla tasca per un’arma.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-passato-presente-e-futuro-del-rock/attachment/3-springsteen-lustig-perlman/" rel="attachment wp-att-2190"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2190" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/e-street-band-300x245.jpg" alt="" width="300" height="245" /></a><br />
Il 19 settembre 2001 Bruce Springsteen ha aperto con la nuova canzone <em>My City Of Ruin</em> un concerto in favore delle famiglie delle vittime dell’attentato alle Torri Gemelle, avvenuto solo una settimana prima. Tutto l’LP <strong>The Rising</strong>, stampato nel 2002, è dedicato al dramma del World Trade Center. Esso è il primo disco con la E Street Band al completo dai tempi di Born In The U.S.A. e ha ottenuto un enorme successo in tutto il mondo, entrando direttamente al primo posto in classifica come non capitava dal Live 1975/85. Con questo disco, che ha guadagnato tre Grammy, il Boss ha riportato il calendario al 1984, ai tempi della Brucemania.</p>
<p style="text-align: justify">Le cinque canzoni che rievocano esplicitamente l’attacco terroristico sono <em>Into The Fire</em>, dedicata ai pompieri morti nel tentativo di salvare qualche vita dopo il crollo, <em>Empty Sky, The Rising</em>, in cui un uomo si trova all’interno della torre e racconta il suo dramma, <em>You’re Missing</em>, dove la morte è vista dagli occhi dei famigliari delle vittime, e la già citata <em>My City Of Ruin</em>, che in realtà era stata scritta prima dell’attentato e doveva essere dedicata al decadimento di Asbury Park, ma a quel punto la traslazione è arrivata automatica. Anche la stupenda ballad <em>Nothing Man</em>, con il Signor Nessuno reduce da un dramma che non capisce come mai il mondo attorno a se continua a girare, rientra nel filone. Con questi brani il Boss ci mostra la morte in diretta, ci porta all’interno delle Torri e nei pensieri di chi all’interno c’era veramente. Molto belle sono anche l’opening track <em>Lonesome Day</em>, Paradise, che parla di un kamikaze che si fa esplodere e la cui melodia è un omaggio a <em>The Sound Of Silence </em>di Simon &amp; Garfunkel, <em>The Fuse</em>, <em>Mary’s Place</em> e <em>Waitin’ On A Sunny Day</em>, musicalmente parlando il brano più spensierato dell’album.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-passato-presente-e-futuro-del-rock/attachment/bruce-springsteen-the-rising-front1/" rel="attachment wp-att-2191"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2191" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/Bruce-Springsteen-The-Rising-Front1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><br />
Il 28 giugno 2003 il Boss ha suonato ancora allo <strong>stadio Meazza</strong> dopo diciotto anni, di fronte a  quasi settantamila persone. Due anni più tardi, tra la sorpresa generale, Bruce ha immesso sul mercato <strong>Devils &amp; Dus</strong>t, album semiacustico che, per sonorità e liriche, sembrava ricollegarsi a The Ghost Of Tom Joad. In questo caso i brani, blues, folk e anche country, raccontano storie individuali, di persone che lottano contro la vita quotidiana. <em>Jesus Was An Only Son</em>, uno spiritual in cui un Gesù morente parla a Maria, ma il dramma potrebbe essere quello di ogni madre che perde un figlio. lo sbarazzino R&amp;R di <em>Mary’s Bed</em> e <em>Long Time Comin’</em>, dove un ex criminale è redento dalla nascita del proprio bambino. Quindi <em>The Hitter</em>, storia di un pugile a fine carriera che, pieno di ferite, si ritrova a vivere una vita desolata, il gioiellino <em>Leah</em>, con quella tromba che si eleva come dal nulla, e poi <em>Reno</em>, che racconta di una notte con una prostituta, e la tirata All The Way Home. La più rappresentativa, però, è, la stupenda <em>Devils &amp; Dus</em>t, canzone contro<strong> l’invasione dell’Iraq</strong>, dove Bruce dialoga con Bob Dylan (Il Bobbie del testo sembra proprio essere lui e il vento sudicio che soffia è un riferimento a <em>Blowin’ In The Wind</em>).</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2006 il Boss ha inciso l’album <strong>We Shall Overcome &#8211; The Seeger Sessions</strong>, nel quale interpreta brani folk tradizionali, che hanno come filo conduttore il fatto di essere stati tutti immortalati dal cantante folk Pete Seeger. Per l’occasione Bruce si è avvalso della collaborazione di  una band di musicisti da strada.</p>
<p style="text-align: justify">A giugno del 2007 è stato rilasciato Live In Dublin, disco audio e video del concerto in Irlanda con la <em>Seeger Sessions Band</em>. Quattro mesi più tardi ecco arrivare nei negozi <strong>Magic</strong>, attesissimo album con la E Street Band. Il quindicesimo capitolo della saga springsteeniana è anche il suo lavoro più cupo, permeato da predizioni di disfatta, dove lo scenario descritto è quasi apocalittico, come si legge tra le righe della title track: “<em>Lungo la strada il sole cola a picco, i cadaveri penzolano dai rami. Ecco come saremo</em>.”. Il mago descritto nella canzone altri non è che George Bush e le magie sono le illusioni messe in piedi dalla sua amministrazione. Alcune canzoni sono esplicitamente dedicate alla guerra in Iraq: <em>Gypsy Bike</em>r, ad esempio, parla di una famiglia che attende il ritorno dal fronte di un ragazzo, mentre <em>Devil’s Arcade</em> è la cronaca di un soldato che muore nelle acque del Golfo Persico. Appoggiata sopra un sound pop, <em>Girls In Their Summer Clothes</em>, forse l’unico squarcio di allegria, racconta di un idilliaco giorno estivo, fatto di bambini che giocano, biciclette e fidanzati che passeggiano. <em>Radio Nowhere</em>, primo singolo estratto dal disco, porta in se ancora il seme della catastrofe, con la radio che al posto della musica trasmette solo notizie di guerra. <em>Livin’ In The Future</em> lancia terribili premonizioni, ma poi spiega che per ora niente di tutto questo è successo.</p>
<div id="attachment_2192" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-passato-presente-e-futuro-del-rock/attachment/bruce-springsteen-clarence-clemons/" rel="attachment wp-att-2192"><img class="size-medium wp-image-2192" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/clemmons-300x269.jpg" alt="" width="300" height="269" /></a><p class="wp-caption-text">Bruce e Clarence Clemons</p></div>
<p style="text-align: justify">Il 17 aprile 2008, a tre anni di distanza dalla scoperta di un melanoma, <strong>è morto Danny Federici</strong>: aveva 58 anni. Per commemorare la scomparsa dell’amico, Springsteen gli ha dedicato l’album <strong>Working On A Dream</strong> e, in particolare, il brano <em>The Last Carnival</em>. Dopo la depressione per la guerra che traboccava da Magic, nel nuovo disco si cela la speranza in un futuro migliore. Lo spunto è arrivato dall’arrivo alla Casa Bianca di <strong><a title="Notizie su Barack Obama" href="http://www.solforoso.com/?s=Barack+Obama" target="_blank">Barack Obama</a></strong>, uomo che il Boss ha sempre sostenuto durante la sua campagna presidenziale e per il quale, il 2 novembre a Cleveland, ha suonato proprio la title track <em>Working On A Dream</em>. <em>Outlow Pete</em>, opening-track del disco, è un pezzo ricco di archi che cita l’armonica di<em> C’era Una Volta il West </em>di Ennio Morricone. La sbarazzina <em>Queen Of The Supermarket</em> racconta di un amore nato tra una cassiera e un cliente. La rockeggiante <em>My Lucky Day</em> riporta l’orologio indietro di un decennio, mentre con <em>Tomorrow Never Knows</em> il Boss tocca il country. La pianistica <em>The Wrestler</em> è stata scritta per l’omonimo film di Darren Aronofsky. Un altro pezzo da ricordare è la rabbiosa Good Eyes.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2010 è uscito <strong>The Promise</strong>, fino ad ora l’ultima opera del Boss. Il doppio disco non è una raccolta di canzoni inedite, ma un vero e proprio album che, come ho già scritto più su, avrebbe dovuto essere il seguito di Born To Run, ma il periodo di litigi con l’allora manager Mike Apple aveva bloccato tutto. Sul disco si trovano brani che poi sono finiti, trasformati, su  Darkness On The Edge On Town, come  <em>Candy’s Boy</em>, diventata in seguito <em>Candy’s Room, Come On (Let&#8217;s Go Tonight) </em>prototipo di<em> Factory </em>e la prima versione di <em>Racing In The Street</em>, più rockeggiante rispetto a quella finita su Darkness, ma credo sia difficile dire quale delle due è meglio dell&#8217;altra. Quindi canzoni diventate famose solo dal vivo, quali <em>Fire</em> e<em> Rendezvous</em>, (presente in 18 Tracks proprio in versione live), oppure perché cantate da altri, su tutte <em>Because The Night</em>. E poi ci sono la bellissima <em>The Promise</em>, conosciuta in passato solo in versione pianistica e qui regalata in tutto il suo splendore, <em>Wrong Side of the Street</em>, <em>Someday (We&#8217;ll Be Together), Breakaway</em> e <em>Ain&#8217;t Good Enough for You</em>.</p>
<div id="attachment_2193" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-passato-presente-e-futuro-del-rock/attachment/federici/" rel="attachment wp-att-2193"><img class="size-medium wp-image-2193" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/federici-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Bruce e Danny Federici</p></div>
<p style="text-align: justify">Che cosa dire ancora per terminare una così lunga biografia? Che Bruce Springsteen la musica non la suona; lui la fa. E le storie che egli racconta, come un moderno menestrello, si possono quasi vedere come fossero film, dove ogni strofa è un’inquadratura, dando così una forza incredibile all’umanità dei personaggi che vi fanno parte. Il Boss è molto di più di una semplice icona del rock, lui è la bandiera che mette al primo posto la verità e la gente comune, a discapito dell’effimero sogno americano.</p>
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		<title>Bruce Springsteen: nato per correre</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 12:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bruce Springsteen è il più importante artista rock della storia, il monumento a tutto quello che la musica è e può essere. Nella prima parte di questa biografia è ripercorsa la sua carriera dagli inizi al 1993]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-2173" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-nato-per-correre/attachment/bruce-springsteen/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2173" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/bruce-springsteen-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;<em>Abbiamo imparato più da un disco di tre minuti che da quello che ci hanno insegnato a scuola</em>.&#8221;(Bruce Springsteen &#8211;  Never Surrender)</p>
<p style="text-align: justify">Definire <strong>Bruce Springsteen</strong> un’icona del rock è a dir poco riduttivo; egli, infatti, <strong>è il monumento a tutto quello che la musica è e può essere</strong>. In quarant’anni il Boss ha scritto una miriade di canzoni stupende, inciso album da leggenda, regalato emozioni a non finire sui palchi di tutto il mondo e, fatto da non sottovalutare, ha mantenuto a galla la tradizione americana. Musicalmente parlando Bruce non ha creato nulla, ma avuto la capacità di prendere il rock dalle radici e riportarlo a vita nuova, unendo l’energia di Presley alla poesia di Dylan. I personaggi delle sue canzoni fanno parte della working class: gente povera, perdente, disillusa. Operai, cameriere, cassiere, ex militari, ragazzi innamorati, cercano di sopravvivere in città depresse, come la “<em>Dead Man’s Town</em>” di Born In The U.S.A. La grande protagonista dei testi di Springsteen, però, è sempre stata <strong>l’America</strong>, quella vera, legata al periodo storico del momento: il post Vietnam e il Watergate degli anni’70, Reagan e la crisi economica negli anni ’80, la guerra del Golfo nei ’90 e, nel 2000, la tragedia delle Torri Gemelle e Obama.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Bruce Frederick Springsteen</strong> è nato il 23 settembre del 1949 a <strong>Freehold</strong>, nel New Jersey, da una famiglia povera di origini irlandesi e italiane (la madre di cognome faceva Zirilli). Ancora bambino ha scoperto il rock in televisione vedendo Presley esibirsi all’Ed Sullivan Show, mentre a quattordici anni ha imparato i primi accordi su una chitarra comperata usata per diciotto dollari. Tutto quello che passava per la radio a metà degli anni ’60, i classici del Rock’N’Roll, il nuovo beat inglese, gli artisti della Motown, i Byrds, <a title="Bob Dylan, un mito intramontabile. Traduzione di Like a Rolling Stones" href="http://www.musicparade.it/traduzione-testo/un-mito-intramontabile/" target="_blank">Bob Dylan</a>, i folksingers hanno formato il background musicale di uno dei più importanti artisti rock di tutti i tempi.</p>
<p style="text-align: justify">Il primo gruppo in cui ha suonato Bruce si chiamava <strong>Castiles</strong>; siamo nel 1965 e la sua esperienza è durata un paio di anni, durante i quali si è guadagnato una buona fama a livello locale. Nell’estate del 1967, terminata la scuola, il giovane chitarrista ha cominciato a frequentare <strong>Asbury Park</strong> e club come l’Upstage, ritrovo dei musicisti della zona, dove si è esibito con gli Earth e con i Child. Questi ultimi, grazie ad un rock tirato e ricco di assoli, sono diventati famosi in tutto lo stato del New Jersey con la denominazione di <strong>Steel Mill</strong> e nel 1970 sono “emigrati” in California, dove hanno ottenuto buoni consensi. L’anno seguente il gruppo non esisteva più e i suoi membri, il tastierista <strong>Danny Federici</strong>, il batterista <strong>Vini “Mad Dog” Lopez</strong>, il bassista/chitarrista <strong>Steve Van Zandt</strong>, noto come Little Steven, e naturalmente Springsteen, hanno formato i <em>Dr. Zoom And The Atomic Boom</em>. L’idea, però, era quella di creare un gruppo che conteneva anche i fiati e delle coriste, così, dopo sei mesi, è stata allestita la Bruce Springsteen Band dove, oltre agli elementi di cui sopra, facevano parte anche il pianista <strong>David Sancious</strong>, il saxofonista <strong>Clarence “Big Man” Clemons</strong>, il bassista <strong>Gary Talent</strong> e tre coriste. Di li a poco, però, la band si è sciolta e Bruce ha iniziato ad esibirsi da solo nei locali del Village.</p>
<p style="text-align: justify">A quel punto Springsteen ha firmato un contratto svantaggioso con la Laurel Canyon Productions di Mike Appel e Jim Cretecos, i quali l’hanno messo in contato con John Hammond della <strong>Columbia Records</strong>. Quest’ultimo, colpito dal talento del ragazzo, ha organizzato un’audizione il 2 maggio al Gaslight per i dirigenti della casa discografica. Lo stesso mese la Columbia ha messo sotto contratto il ragazzo: la Laurel Canyon in royalties avrebbe incassato il triplo del cantante stesso.<br />
Nel 1972 sono iniziate le registrazioni per un album e Bruce ha chiamato a se gli elementi della band: era nata la <strong><em>E Street Band</em></strong>. Nei primi giorni del 1973 è uscito <strong>Greetings From Asbury Park, N.J.</strong>, primo LP di Springsteen. Pur essendo interessante, grazie a classici quali <em>Blinded By The Light, It’s Hard To Be A Saint In The City, Spirit In The Night</em>, brano in cui esordisce il sax di Clemons e dove Springsteen racconta la sua prima esperienza sessuale sul lago Greasy con Crazy Janey, Lost In The Flood e la stupenda <em>Growin’ Up</em>, il disco non ha venduto molto. La causa è da ricercarsi in un errore della Columbia, la quale era convinta di avere trovato il nuovo Dylan e faceva pressione per un lavoro folk. Tutti, infatti, avevano sentito i brani solo in versione acustica e alla fine, si sono trovati spiazzati di fronte al rock creato da Springsteen, Clemons, Lopez, Tallent e Sancious. Le discussioni non hanno certo giovato al risultato finale. Dal vivo poi, Bruce era ancora lontano dagli shows infuocati che lo avrebbero reso una leggenda e, buttato letteralmente sul palco come spalla dei Chicago, sconosciuto e disorientato, ha effettuato una tournée disastrosa.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-2175" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-nato-per-correre/attachment/bs-inizi/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2175" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/bs-inizi-236x300.jpg" alt="" width="236" height="300" /></a><br />
La pubblicazione alla fine dell’anno di <strong>The Wild, The Innocent &amp; The E Street Shuffle</strong> ha mostrato un notevole salto di qualità. Un maggior controllo da parte di Springsteen sul suono da realizzare, un gruppo più affiatato, gli stessi di prima più Danny Federici, e una produzione finalmente convincente, hanno portato in auge alcune tra le migliori canzoni del ragazzo di Freehold. Su tutte <em>Rosalita</em>, un capolavoro che narra la vicenda, forse un po’ autobiografica, di una ragazza chiusa nella sua stanza perché i genitori disapprovano la relazione con un cantante rock, e che finisce con i due che fuggono in automobile. Rosalita è incastonata tra due delle più belle ballate mai scritte da Springsteen, <em>Incident On Fifty-Seven Street</em>, che affronta il tema della redenzione, e <em>New York City Serenade</em>. Quest’ultima è dotata di una lunga intro di pianoforte d’impronta jazzistica, di una sontuosa orchestrazione e presenta numerosi cambi di ritmo. Ma ci sono anche <em>4th July Asbury Park</em>, dove il protagonista dichiara il suo amore a Sandy durante il giorno dell’indipendenza americana,<em> Kitty’s Back</em> e l’iniziale <em>The E Street Shuffle</em> a dare vita ad un lavoro vario, affascinante e vivace. Le liriche intense proseguono sulla strada, già intrapresa con il primo disco, della poesia urbana e visionaria. Nonostante le critiche positive il disco ha avuto purtroppo uno scarso riscontro commerciale, e solo due anni di concerti sono riusciti a fare lievitare le azioni del gruppo. Con <strong>Ernest “Boom” Carter</strong> al posto del dimissionario Lopez, e l’intera serata a disposizione, gli energici e coinvolgenti spettacoli di Springsteen hanno cominciato a prendere sempre più quota.</p>
<p style="text-align: justify">Nel maggio del 1974 il giornalista <strong>Jon Landau</strong>, dopo avere assistito a un concerto della E Street Band, ha scritto sul Real Paper la frase diventata ormai storica: “<em>Ho visto il futuro del Rock’n’Roll, il suo nome è Bruce Springsteen</em>.” La Columbia ha battuto il territorio con una nuova campagna pubblicitaria e prima della fine dell’anno The Wild, The Innocent &amp; The E Street Shuffle ha toccato le 150000 copie vendute. Nel frattempo la band stava cambiando fisionomia. Fuori Sancious e Carter, dentro <strong>Roy Bittan</strong> e <strong>Max Weinberg</strong>, i quali hanno conferito al gruppo una maggiore professionalità.</p>
<p style="text-align: justify">Il 1975 è l’anno del definitivo ingresso nell’olimpo di Bruce Springsteen. In agosto, infatti, è approdato nei negozi <strong>Born To Run</strong>, il quale ha ottenuto subito uno strepitoso successo. L’album, prodotto da Jon Landau e dallo stesso Bruce, ha evidenziato qualche cambiamento nel sound che è diventato più massiccio e, ruotando attorno al sassofono di Clemons e al piano di Bittan, conferisce ai brani una dimensione quasi epica. Il Boss ha scritto canzoni di notevole forza melodrammatica e la sua interpretazione è carica di grinta e di enfasi allo stesso tempo. Il risultato è a dir poco notevole: <em>Born To Run</em>, incentrata sul sogno di fuga di due ragazzi di provincia, <em>Backstreet</em>, <em>Thunder Road, Tenth Avenue Freeze Out, She’s The One, Night</em>, la delicata <em>Meeting Across The River</em>, che ospita la tromba del jazzista Michael Brecker, e <em>Jungleland</em>, mini suite dotata di uno dei migliori assolo di sax di tutti i tempi, sono entrate di prepotenza nella storia del rock. Senza più i Beatles, con un Dylan in preda a crisi mistiche e il mondo ammorbidito dal progressive (in Europa) e dalla west coast music (in America), Springsteen si è trovato al posto giusto nel momento giusto e <strong>ha riportato in auge il vecchio rock</strong>. In breve tempo Born To Run è diventato Disco D’Oro e riviste quali<em> Time</em> e<em> Newsweek</em> hanno dedicato le loro copertine al fenomenale ragazzo del New Jersey. La sua E Street band, rinforzata dal ritorno di Van Zandt, ha intrapreso allora un tour che ha coperto tutti gli States e ha toccato pure l’Europa.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-2176" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-nato-per-correre/attachment/bruce_springsteen_born_to_run_1975_retail_cd-front/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2176" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/bruce_springsteen_born_to_run_1975_retail_cd-front-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" /></a><br />
L’anno seguente è sorto un <strong>contrasto tra Bruce e Mike Appel:</strong> per la prima volta il cantante si era reso conto dei reali termini del contratto che lo vincolava alla Laurel Canyon. Inoltre Appel voleva impedire a Landau la produzione del disco seguente, così la rottura dei due è stata completa. A quel punto, però, si era perso un anno e mezzo tra avvocati e tribunali, durante i quali Springsteen non ha potuto mettere piede negli studi di registrazione. La controversia si è risolta solo a metà del 1977 con un accordo tra le due parti: una cospicua somma al manager e la libertà per il Boss. In quei momenti Bruce ha comunque scritto parecchio materiale, tra cui anche quella <em>Because The Night</em> poi regalata a Patti Smith. Il disco che sarebbe dovuto uscire allora, <strong>The Promise</strong>, è però rimasto chiuso in un cassetto e sarà riesumato soltanto nel 2010. Ne parleremo più avanti.</p>
<p style="text-align: justify">L’album che è stato invece rilasciato s’intitola <strong>Darkness On The Edge Of Town.</strong> Il perfezionismo di Springsteen e le sue indecisioni sui brani da inserire nel vinile hanno fatto si che il nuovo disco uscisse solo nel 1978. Si tratta di un lavoro serio, più intimista rispetto al predecessore, di certo meno ostentato. I brani che lo compongono, tutti molto belli, si sono da subito aggiunti alla lunga lista dei classici del Boss: l‘esaltante <em>Badlands</em>, <em>Candy’s Room</em>, dove Candy  è una prostituta, <em>Street Of Fire, Prove It All night</em>, la lenta <em>Racing In The Street</em>, <em>Adam Raised a Cain</em>, uno dei pezzi più rabbiosi dell’intera carriera di Springsteen, <em>Factory</em>, che racconta la fatica del lavoro in fabbrica, e la ballata <em>Darkness On The Edge Of Town</em>.</p>
<p style="text-align: justify">La seconda metà del 1978 è stata occupata da un tour gigantesco, che ha portato il Boss ha effettuare più di cento concerti, ognuno dei quali era capace di durare da 3 a 4 ore, con brani ampliati a dismisura, spesso improvvisati, cover e canzoni che poi non sono mai finite su alcun album. È di quel periodo la nascita dei <strong>bootlegs </strong>tratti da quegli shows, che alla fine sono diventati una vera e propria fonte di ricerca da parte dei fans. <strong>Pièce De Resistance</strong>, dove si ascolta l’esibizione di Bruce al Capitol Theatre di Passaic, è considerato il disco pirata più famoso della storia.</p>
<p style="text-align: justify">Con il nuovo anno Bruce ha iniziato a lavorare in studio a un nuovo lavoro. La sua musica, in quel periodo, stava assumendo un aspetto più moderno, con gli spazi tra chitarra e pianoforte diminuiti per lasciare il posto a un sound più semplice e immediato, e con anche qualche innesto elettronico, come si addiceva al nuovo decennio che stava cominciando. Nel 1980, dopo tanti rinvii, è uscito <strong>The River</strong>, un doppio vinile che, attraverso venti canzoni, ripercorre l’itinerario stilistico di Springsteen, dal rock fastoso e immediato di <em>Hungry Heart</em> e <em>Sherry Darling </em>a pezzi di più ampio respiro come <em>Point Blank, Drive All Night</em> e <em>The Indipendence Day</em> (che doveva fare parte della track list di Darkness, ma poi gli è stata preferita <em>Factory</em>), passando attraverso il rock puro di <em>I’m A Rocker</em> e <em>Cadillach Ranch</em> e ballate intimistiche quali la stupenda title track (dedicata alla sorella Virginia), <em>I Wanna Marry You</em> e <em>Wreck On The Highway</em>. The River è stato ben accolto sia dalla critica sia dai fans e per la prima volta il Boss ha raggiunto il primo posto in classifica. Il relativo tour ha portato Bruce in tutti gli USA, in Europa, in Australia e anche in Giappone.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-2177" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-nato-per-correre/attachment/bruce-springsteen2/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2177" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/bruce-springsteen2-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Al rientro in patria i vari elementi della E Street Band hanno intrapreso qualche progetto solista. Rimasto solo, il Boss si è chiuso in casa con una chitarra acustica e un registratore a quattro piste e ha inciso un nastro di provini. Dopo numerosi tentativi per dare una forma elettrica ai brani, il Boss ha deciso di pubblicarli così com’erano. È nato in quel modo Nebraska, l’album che ha riavvicinato l’artista alle radici del folk americano, con pezzi suggestivi e poetici influenzati da Woody Guthrie. E sono proprio le liriche a conferire a <strong>Nebraska</strong> un’importanza più letteraria che musicale. La capacità di Bruce di scrivere testi è qui finalmente esplosa in tutta la sua maturità, con brani che si scontrano con i drammi privi di un lieto fine della vita reale. Su tutti spiccano <em>Atlantic City</em>, <em>Johnny 99</em>, che narra la storia di un condannato all’ergastolo, <em>Highway Patrolman</em>, canzone sulla famiglia, <em>Used Cars</em>, che parla dell’infanzia di Bruce ed è un ricordo del padre, e <em>Nebraska</em>. Quest’ultima racconta la storia, vera, di una coppia che nel 1958 ha ucciso dieci persone, vagabondando per otto giorni nel Nebraska e nel Wyoming, prima di essere catturati.Nonostante lo stile particolare, le vendite sono state superiori alle attese e il lavoro è entrato nella top 10, preparando così la strada per il successo planetario di Bruce Springsteen.</p>
<p style="text-align: justify">Anticipato dal singolo <em>Dancing In The Dark</em>, nel 1984 è deflagrato come una vera  e propria bomba, in contemporanea mondiale il 4 giugno, <strong>Born In The U.S.A</strong>. Grazie ad un rock trascinante, orecchiabile e compatto, l’album ha riscontrato un successo senza precedenti, rimanendo ai vertici delle classifiche per un anno intero e vendendo più di trenta milioni di copie. I ritmi semplificati e qualche tocco di sintetizzatore hanno dato vita a altre pietre miliari della musica rock: <em>Born In The U.S.A</em>, dove un reduce torna dal Vietnam per scoprire che l&#8217;America lo ha lasciato solo, <em>Cover Me</em> (inizialmente scritta per Donna Summer, ma che poi Bruce ha deciso di tenere per se), <em>I’m On Fire, I’m Going Down, Glory Days, No Surrende</em>r, la ballata <em>My Hometown</em>, dedicata a Freehold, la rockabilly <em>Working On The Highway</em>, dove un ragazzo che tiene la bandiera rossa dei lavori in corso sulla Statale 95 sogna una vita migliore, ma poi finisce in carcere per essere fuggito con la fidanzata minorenne, Bobby Jean, commosso saluto a Van Zandt, e la già citata <em>Dancing In The Dark</em>.<br />
Il tour mondiale che ne è seguito è stato interminabile: centocinquantasei date in sessantasei città per un totale di quattro milioni di spettatori. Il tour ha toccato anche Milano, dove il Boss si è esibito allo stadio Meazza. Nella E Street Band erano nel frattempo entrati la corista <strong>Patti Scialfa</strong> e <strong>Nils Lofgren</strong>, quest’ultimo a sostituire il dimissionario Little Steven.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-2178" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-nato-per-correre/attachment/bruce-springsteen-born-in-the-usa-f/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2178" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/Bruce-Springsteen-Born-in-the-usa-F-298x300.jpg" alt="" width="298" height="300" /></a><br />
Nel 1985 Springsteen, sempre sensibile alle iniziative di carattere benefico, ha partecipto al progetto <strong>USA For Africa</strong>, contribuendo con l’inedita <em>Trapped</em>, cover di Jimmy Cliff, e al progetto contro l’apartheid di Van Zandt, comparendo nel brano <em>Sun City</em>. Oltre a questo, alla fine dell’anno ha firmato un appello contro la chiusura di una fabbrica nella sua Freehold, prendendo parte a uno spettacolo in favore degli operai disoccupati. <em>My Hometown</em> è diventata l’inno di questa protesta.</p>
<p style="text-align: justify">Il 1986 ha salutato il monumentale album dal vivo <strong>Live/ 1975-85</strong>, un disco quintuplo che riassume dieci anni di attività on stage. L’LP, preceduto dal singolo War, è uscito a novembre ed è entrato direttamente al primo posto delle classifiche.</p>
<p style="text-align: justify">Un anno dopo è arrivato <strong>Tunnel Of Love</strong>, lavoro meno esuberante del predecessore. I brani, che hanno come comune denominatore il tema della morte e la paura, sono più riflessivi e cupi, dai toni morbidi e lontani dallo scatenato rock di Born In The U.S.A. A innescare il tutto è stato, soprattutto, il divorzio dalla prima moglie, la modella Julianne Phillips, raccontato nella title track. Seguono la commerciale <em>Brilliant Disguise, Thougher Than The Rest</em>, la triste ballata <em>One Step Up</em>, dove il tema è ancora la separazione, l’altrettanto malinconica <em>Walk Like A Man</em>, dedicata al padre, e la stupenda <em>Cautios Man</em>, probabilmente la canzone più ispirata del disco. Quindi <em>Spare Parts</em> e <em>Valentine’s Day</em>, dov’è raccontato un viaggio in auto, ma non una fuga, come in molti brani del Boss, bensì un ritorno a casa.</p>
<p style="text-align: justify">A maggio è uscito l’EP <strong>Chimes Of Freedom</strong>, contenente quattro brani tra cui l’omonima canzone di Dylan in versione live, composto per Amnesty International, e a settembre, sempre per Amnesty,  il Boss, insieme a altre star della musica, ha preso parte allo “Human Rights! Now”, il concerto di che ha toccato venti città in tutto il pianeta.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-2179" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-nato-per-correre/attachment/bruce-springsteen6/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2179" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/Bruce-Springsteen6-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Il 1989 è l’anno da dimenticare per il Boss: <strong>prima il divorzio e poi lo scioglimento della E Street Band</strong>. L’assenza dalla sala d’incisione è diventata a quel punto lunga e, un po’ per le aspettative dovute all’attesa e un po’ per l’assenza della sua band (tranne Bittan), quando nel 1992 sono usciti contemporaneamente <strong>Human Touch</strong> sia <strong>Lucky Town</strong> la delusione è stata tanta. Non si può dire che i dischi siano brutti, ma manca quella magia che aveva sino a quel momento accompagnato le uscite discografiche di Springsteen. La E Street Band è qui sostituita da session man, eccezionali fin che si vuole (basti pensare a Jeff Porcaro dei Toto e a Randy Jackson), ma lontani dalla coesione creata da Clemons e soci. Nonostante questo, entrambi i lavori si sono piazzati rispettivamente al secondo e al terzo posto delle classifiche.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Human Touch</strong> presenta brani più radiofonici. <em>57 Channels (And Nothing On)</em> ha un arrangiamento scarno, dominato da un basso ossessivo, sul quale la voce del Boss racconta la propria vita hollywoodiana. <em>With Every Wish</em> è una stupenda ballata impreziosita dalla tromba di Mark Isham. La title track, <em>Man’s Job, Soul Driver, Cross My heart, Real World</em>, la romantica <em>I Wish I Were Blind</em>, dove il protagonista è innamorato di una donna già impegnata, sino a <em>Pony Boy</em>, filastrocca tradizionale  che Bruce ha voluto dedicare al figlio Evan appena nato, sono tutti brani piacevoli, troppo spesso sottovalutati.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Lucky Town</strong>, invece, ha in <em>Better Days </em>il suo pezzo forte. Il brano narra la storia di un uomo che ritrova la serenità dopo un momento difficile, probabilmente una nota autobiografica a indicare la felicità di una nuova relazione con la corista Patti Scialfa, con la quale si è sposato l’8 giugno del 1991. La ballad <em>If I Should Fall Behind</em> è una dichiarazione d’amore, che dal vivo è cantata un pezzo per uno dai componenti della E Street Band. <em>Living Proof </em>è stato il primo brano di Lucky Town a essere inciso e  parla della forza che ci vuole per formare una famiglia. A detta di Bruce, il protagonista è lo stesso di<em> Born To Run</em>, ma molte miglia dopo. Bellissime anche la rabbiosa <em>Lucky Town</em>,<em> Souls Of The Departed</em> e <em>Local Hero</em>, canzone questa che si avvicina al country rock.</p>
<div id="attachment_2180" class="wp-caption aligncenter" style="width: 249px"><a rel="attachment wp-att-2180" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-nato-per-correre/attachment/patti-scialfa-120/"><img class="size-medium wp-image-2180" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/patti-scialfa-120-239x300.jpg" alt="" width="239" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Bruce e Patti Scialfa</p></div>
<p style="text-align: justify">L’anno seguente è stato rilasciato il CD dal vivo <strong>In Concert At MTV Plugged</strong>, nato da una registrazione nel programma di MTV chiamato Unplugged, dove però il Boss ci tiene a precisare che la sua non è un’esibizione acustica, da cui la dicitura nel titolo Plugged, tant’è che un brano già di per se acustico qual’è <em>Atlantic City</em>, è qui presentato in veste elettrica.</p>
<p style="text-align: justify">La storia del Boss continua in <strong><a title="Bruce Springsteen: passato, presente e futuro del rock" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/bruce-springsteen-passato-presente-e-futuro-del-rock/" target="_blank">Bruce Springsteen: passato, presente e futuro del rock</a></strong></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
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		<title>Buffalo Springfield, pionieri del Country-Rock americano</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 07:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Biografia del gruppo]]></category>
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		<description><![CDATA[Pur con soli 2 anni di attività e 3 dischi realizzati, i Buffalo Springfield sono da considerarsi i fondatori del Country-Rock californiano. Grazie al genio di Neil Young, Steve Stills e Richie Furay è stata aperta la strada per la musica West-Coast degli anni ’70.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-694" href="http://www.musicparade.it/country/buffalo-springfield-pionieri-del-country-rock-americano/attachment/buffalo-springfield-ok/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-694" src="http://www.musicparade.it/files/2010/07/buffalo-springfield-OK-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La carriera dei <strong>Buffalo Springfield</strong> è stata molto breve; in pratica è durata dal marzo del 1966 sino a maggio 1968, ma ciò è bastato per imporli come il gruppo più innovativo della scena country-rock della West Coast. Ne hanno fatto parte tre musicisti di notevole talento quali il cantautore canadese <strong>Neil Young</strong> e i due folksingers americani <strong>Steve Stills</strong> e <strong>Richard Furay</strong>. A completare la line-up altri due canadesi, il bassista <strong>Bruce Palmer</strong> e il batterista <strong>Dewey Martin</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Adottato il nome di Buffalo Springfield, preso a prestito da <span id="more-693"></span>una schiacciasassi a vapore attiva alla fine dell‘800, il quintetto ha debuttato nel 1967 con <strong>l’album omonimo,</strong> un lavoro dalla predominante influenza folk, che si dipana su ricche armonie corali e delicate linee melodiche ricche di pathos.<br />
Il singolo di maggiore successo è <em>For What It’s Worth</em>, composto da Stills, che il movimento hippie ha fatto suo per celebrare i disordini avvenuti quello stesso anno sul Sunset Strip di Los Angeles.<br />
Altri brani da citare sono la spensierata <em>Go And Say Goodbye</em>, <em>Hot Dusty Roads</em>, che strizza l’occhio al blues, e la veloce <em>Pay The Price</em>, nate anch’esse dalla penna di Stills; le delicate <em>Nowadays Clancy Can&#8217;t Even Sing</em> e <em>Flying on the Ground Is Wrong</em>, entrambe scritte da Young, ma cantate da Furay, quindi<em> Burned</em>, con lo stesso Neil Young lead vocalist.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’uscita del disco Palmer è stato arrestato per possesso di marijuana e in seguito rispedito in Canada senza biglietto di ritorno. A sostituirlo nel gruppo sono arrivati prima Ken Koblun, poi Jim Fielder e, infine, l’ottimo <strong>James Messina</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il nuovo bassista è stato dato alle stampe <strong>Buffalo Springfield Again</strong>, ovvero il masterpiece della band californiana, un disco che, malgrado i contrasti fra l’ego di Young e quello di Stills fossero già evidenti, si presenta più ispirato rispetto al predecessore.<br />
Young, Stills e Furay si sono divisi democraticamente le composizioni delle tracce. La scatenata <em>Mr. Soul</em>, <em>Expecting to Fly</em>, una fiaba romanzata del vecchio west, e gli oltre 6 minuti di <em>Broken Arrow</em>, che inizia hard rock e prosegue in modo quasi psichedelico, sono opera del canadese. La country <em>A Child Claim To Fame</em>, <em>Good Time Boy </em>e la sentimentale <em>Sad Memory </em>di Furay. Stills, invece, è il padre del capolavoro rockeggiante <em>Bluebird</em>, di <em>Everydays</em>, che tende la mano al jazz, e di H<em>ung Upside Down</em>. La splendida <em>Rock’n’Roll Woman</em>, invece, è stata composta da Stills in collaborazione con <strong>David Crosby</strong>, da poco uscito dai Byrds.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, il successo della critica e le buone vendite non sono state sufficienti a placare gli attriti fra le forti personalità di Neil Young e Steve Stills, così, nel maggio del 1968,<strong> i Buffalo Springfield hanno cessato di esistere</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-697" href="http://www.musicparade.it/country/buffalo-springfield-pionieri-del-country-rock-americano/attachment/buffalo-springfield/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-697" src="http://www.musicparade.it/files/2010/07/buffalo-springfield-300x238.jpg" alt="" width="300" height="238" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto Messina ha assemblato vecchio materiale da studio, pezzi incisi separatamente dai membri della band, e ne ha ricavato <strong>Last Time Around</strong>, terzo album dei Buffalo’s.<br />
L’allegro country di <em>On The Way Home</em> e di <em>I’m a Child</em>, partorite da Young, la magnifica ballad <em>Kind Woman</em>, composta da Furey, <em>Pretty Girl Why</em> e <em>Four Days Gone,</em> di Stills, sono i cardini su cui poggia il nuovo lavoro, nel quale trova posto anche la sinuosa <em>Carefree Country Day</em>, l’unica canzone composta e cantata da Jim Messina per i Buffalo Springfield.</p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto Stills si è unito a David Crosby e a Graham Nash nel famoso progetto <strong>Crosby, Stills e Nash</strong>, dove più tardi si sarebbe aggiunto anche Neil Young. Furay e Messina, invece, hanno fondato i <strong>Poco</strong>, gruppo tra i più famosi del filone country rock californiano.<br />
Per quanto riguarda Dewey Martin, egli ha chiamato a se nuovi elementi e ha fondato i <strong>New Buffalo Springfield</strong>. La nuova band ha intrapreso un estenuante tour ed è apparsa all’Holiday Rock Festival di San Francisco, il 25-26 dicembre 1968. Ben presto però, Stills e Young hanno intrapreso un’azione legale per impedire a Martin di utilizzare il vecchio nome. Nel corso del 1970 il batterista ha detto addio al mondo dell&#8217;industria discografica ed è diventato un meccanico di automobili.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, nel breve periodo in cui sono stati attivi (troppo poco, dato l’enorme potenziale a disposizione) i Buffalo Springfield erano pressoché sconosciuti, per diventare improvvisamente molto popolari nel decennio successivo, grazie alla fama acquisita da Young e Stills e alla nascita di gruppi, come ad esempio gli <strong>Eagles</strong>, che ad essi devono molto. Un po’ anche per questo, nel 1997 il gruppo è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi una riunione con la band al completo è praticamente impossibile, a causa della scomparsa di Bruce Palmer nell’ottobre 2004 e, il 31 gennaio del 2009, di Dewey Martin.</p>
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		<title>Il Rock essenziale dei Creedence Clearwater Revival</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 20:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In soli 4 anni, dal 1968 al 1972, i californiani Credence Clearwater Revival hanno realizzato un’incredibile sequenza di successi, grazie ad un rock semplice, ma di grande impatto sonoro, sostenuto dalla voce roca di John Fogerty, un genio della musica che ha composto gran parte del materiale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-642" href="http://www.musicparade.it/country/il-rock-essenziale-dei-creedence-clearwater-revival/attachment/creedenceclearwaterrevival/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-642" title="creedenceclearwaterrevival" src="http://www.musicparade.it/files/2010/05/creedenceclearwaterrevival-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Creedence Clearwater Revival</strong> sono nati in California sul finire degli anni ’50, quando tre compagni della El Cerrito High School,<strong> John Fogerty</strong>, <strong>Stu Cook </strong>e <strong>Dough Clifford</strong>, hanno deciso di fondare una band.<br />
A loro si è presto aggiunto il fratello di John, il più vecchio <strong>Tom Fogerty</strong>, e i quattro ragazzi hanno iniziato ad esibirsi in alcuni club del luogo presentandosi come <strong>Blue Velvets</strong> finchè, nel 1964, hanno firmato un contratto per la Fantasy. Con la nuova denominazione di <strong>Golliwogs</strong> hanno realizzato qualche singolo, fra i quali l’unico ad avere ottenuto un discreto successo è stato <em>Brown-Eyed Girl</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1967 il gruppo ha cambiato nuovamente nome adottando il definitivo Creedence Clearwater Revival. <strong>Il rock proposto era semplice, ma di grande impatto sonoro</strong>, con venature di blues, country, folk e musica bayou, sostenuto dalla voce roca di John Fogerty, un genio della musica che ha composto gran parte del materiale. Il pubblico ne è rimasto immediatamente impressionato e da quel momento è iniziata una carriera costellata di trionfi.<span id="more-640"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il primo album</strong> è del 1968, s’intitola semplicemente con il nome della band ed è un lavoro prettamente <strong>blues</strong>. I pezzi cardine sono le cover <em>Suzie Q </em>di Dale Hawkins, <em>Ninety-nine and a half </em>(Won’t do) di Wilson Piquett e <em>Put I Spell On You</em> di Screamin’ Jay Hawkins, ma anche <em>Walk On The Water</em>, residuo dei tempi dei Golliwogs e l’acida <em>Gloomy</em>, che presenta un grande lavoro di chitarra dei fratelli Fogerty.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-643" href="http://www.musicparade.it/country/il-rock-essenziale-dei-creedence-clearwater-revival/attachment/creedence-clearwater-revival/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-643" title="creedence-clearwater-revival" src="http://www.musicparade.it/files/2010/05/creedence-clearwater-revival-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
L’anno seguente il gruppo ha rilasciato addirittura tre album; una trilogia di capolavori che hanno spinto i CCR all’apice della fama.</p>
<p>Il primo è stato <strong>Bayou Country</strong>, uscito a gennaio. Si tratta di un disco meno blues rispetto il predecessore, ma con un sound rivolto verso il country-rock-folk. Brani quali la poderosa <em>Born On The Bayou</em>, l’elettrizzante <em>Good Golly Miss Molly</em>, cover di Little Richard, il magnifico blues bianco di <em>Graveyard Train</em> e la famosa <em>Proud Mary</em>, che ha dominato le classifiche dei singoli di quel periodo, sono diventate vere e proprie pietre miliari del rock.</p>
<p>Con <strong>Green River</strong>, arrivato nei negozi ad agosto, ecco un’altra magica serie di hits: la title track, il folk-rock di<em> Bad Moon Morning</em>, il blues di <em>Commotion</em> e la sbarazzina <em>Lodi</em>.</p>
<p>Infine, a novembre, ecco il terzo LP datato 1969, <strong>Willie &amp; The Poor Boy</strong>, che contiene successi quali il progressive rock di <em>Effigy</em>, l’hard antimilitarista di <em>Fortunate Son</em>, <em>Dowwn On The Corner </em>e la cover-country<em> Cotton Field.</em></p>
<p>A dimostrazione del fatto che il 1969 è stato un anno irripetibile per i CCR, c’è da aggiungere che il 16 agosto essi erano presenti sul palco del <strong>Festival di Woodstock.</strong></p>
<p>Nel 1970 è stato registrato<strong> Cosmo’s Factory</strong> e anch’esso ha ottenuto un successo immediato, grazie alla melodica <em>Who’ll Stop The Rain</em>, allo scatenato rock’n roll di <em>Travelin’Band</em>, alla rabbiosa <em>Up Around The Bend</em>, a<em> Lookin’ Out My Backdoor</em>, agli oltre 11 minuti della cover di Norma Whitfield e Barrett Strong <em>I Heard It Through The Grapevine</em> e, la mia preferita in assoluto, <em>Ramble Tamble.</em></p>
<p>A quel punto i CCR erano ormai diventati un <strong>fenomeno internazionale</strong>, nonché la band di primo piano del rock della West Coast. Insieme al successo però, sono arrivati anche i primi <strong>dissidi interni,</strong> più che altro dovuti al ruolo predominante di John Fogerty rispetto agli altri membri.</p>
<p>Un indizio della crisi lo si nota ascoltando<strong> Pendulum</strong>, album datato 1971 e decisamente inferiore ai predecessori, anche se vi trovano posto ottime tracce quali <em>Pagan Baby</em>, le brillanti<em> Molina</em> e <em>Hey Tonight,</em> la ballad <em>(Wish I Could) Hideway</em>, che presenta una breve intro di organo, la strumentale <em>Rude Awakening</em> e, soprattutto, il pop orecchiabile di <em>Have You Ever Seen The Rain?</em> metafora della guerra del Vietnam. Pendulum è l’unico LP dei CCR a non presentare neppure una cover.</p>
<p>Dopo questo disco, però, <strong>Tom Fogerty ha abbandonato</strong> e i CCR hanno proseguito come trio. Il sound purtroppo ne ha risentito, tanto che <strong>Live In Europe</strong>, documento del viaggio di settembre nel Vecchio Continente, presenta solo pallide versioni dei successi del gruppo.</p>
<p>John Fogerty ha pensato allora di regalare più spazio a Clifford e Cook, i quali hanno composto alcuni brani presenti sull’LP <strong>Mardi Gras,</strong> del 1972.<br />
Il disco è mediocre. La canzone più bella è senza dubbio la ballad <em>Someday Never Comes</em>, scritta da Fogerty, mentre quelle a firma del bassista e del batterista, che si cimentano pure nel canto, non sono di quelle che rimarranno negli annali della musica.<br />
La conseguenza è stata<strong> la fine dei Credence Clearwater Revival</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-644" href="http://www.musicparade.it/country/il-rock-essenziale-dei-creedence-clearwater-revival/attachment/ccr1/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-644" title="CCR1" src="http://www.musicparade.it/files/2010/05/CCR1-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p>Negli anni seguenti i brani del gruppo hanno continuato ad allietare i fans, grazie alla presenza in numerose colonne sonore, a cover di altri artisti e ad una serie incredibile di antologie. Queste ultime hanno ottenuto tutte buoni responsi di vendite. Nel 1976, ad esempio, la raccolta <strong>Chronicle </strong>è diventata disco di platino, mentre dieci anni più tardi, il live postumo <strong>The Royal Albert Hall Concert</strong> si è guadagnato l’oro.</p>
<p>I Credence Clearwater Revival si sono riuniti una sola volta, nel 1980, in occasione del matrimonio di Tom Fogerty, mentre nel 1995 Cook e Clifford hanno formato i <strong>Credence Cleaerwater Revisited</strong>, con i quali hanno registrato un doppio album di successi dei vecchi Revival, intitolato <strong>Recollection</strong>.</p>
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		<title>Led Zeppelin: il più grande gruppo della storia del rock</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 09:31:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rock e Punk]]></category>
		<category><![CDATA[Atlantic]]></category>
		<category><![CDATA[biografia]]></category>
		<category><![CDATA[Blues]]></category>
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		<category><![CDATA[Yardbirds]]></category>

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		<description><![CDATA[Nati nel 1968 dalle ceneri di un altro gruppo storico, gli Yardbirds, i Led Zeppelin sono diventati una delle band più gloriose della storia del rock.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-488 aligncenter" title="Led Zeppelin2" src="http://www.musicparade.it/files/2009/12/Led-Zeppelin2.jpg" alt="Led Zeppelin2" width="432" height="308" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’inizio della storia dei Led Zeppelin</strong> coincide con la fine di quella di altri leggendari del rock britannico, gli <em>Yardbirds</em>.<br />
<strong>Gli Yardbirds</strong> sono stati uno dei gruppi più influenti della scena beat anni ’60, il quale, tra l’altro, ha visto emergere fra le proprie file chitarristi che in seguito sarebbero diventati fra i migliori del panorama rock, quali Eric Clapton, Jeff Beck e <strong>Jimmy Page.</strong> Proprio quest’ultimo, nel 1968, quando la band ha imboccato la via dello scioglimento, ha preso in mano la situazione e l’ha riorganizzata chiamando gente nuova, per onorare l’impegno di un tour in terra scandinava. <strong>I nuovi arrivati </strong>erano il cantante <strong>Robert Plant, </strong>il batterista<strong> John Bonham </strong>ed il bassista-tastierista<strong> John Paul Jones.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Partiti con il nome di New Yardbirds, i quattro hanno da subito trovato l’affiatamento giusto e, una volta tornati nel Regno Unito, hanno pensato bene di proseguire fuori dell’orbita del vecchio gruppo. <strong>Cambiando la sigla in Led Zeppelin</strong>, da un’idea di Keith Moon, il batterista degli Who, <strong>i</strong>l dirigibile è decollato verso una delle più grandi avventure rock di tutti i tempi.</p>
<p style="text-align: justify">Il battesimo del fuoco è arrivato nell’autunno del 1968, presso il Marquee di Londra, un concerto che ha procurato loro un immediato<strong> contratto con la Atlantic</strong>.<img class="size-full wp-image-486 alignright" style="margin-left: 2px;margin-right: 2px" title="Led Zeppelin" src="http://www.musicparade.it/files/2009/12/Led-Zeppelin.jpg" alt="Led Zeppelin" width="266" height="251" /></p>
<p style="text-align: justify">Nel 1969, dopo avere passato solo 30 ore in studio di registrazione, <strong>è uscito il primo album, </strong>chiamato semplicemente<strong> Led Zeppelin</strong>, dove il gruppo ha indicato la rotta che avrebbe intrapreso,<strong> miscelando rock, blues </strong>e anche un poco di<strong> psichedelica</strong>.<br />
Oltre alla rivisitazione di classici blues quali <em>You Shock Me </em>e <em>I Can’t Quite You Baby</em>, sono da menzionare <em>Communication Breakdown</em>, i 6 minuti di <em>Dazed and Confusion</em>, nella quale Page esegue un assolo con l’archetto del violino, <em>Good Times Bad Times</em> e, soprattutto, la mia preferita, <em>Baby I’m Gonna Leave You</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Ottenuto <strong>un immediato successo</strong>, consolidato da numerosi concerti, alla fine dello stesso anno i quattro hanno lanciato sul mercato <strong>Led Zeppelin II</strong>.<br />
Con questo album il gruppo si è lasciato alle spalle molto del blues del precedente, ma ha contribuisce alla <strong>nascita dell’Hard Rock</strong>. Il pubblico ha gradito e il disco è stato un grosso successo commerciale, grazie a classici quali <em>Whole Lotta Love</em>, <em>Moby Dick</em>, con il suo lungo assolo di batteria, <em>Heartbreaker</em> e <em>Ramble On</em>, ma anche la tranquilla <em>Thank You</em> e la più coriacea <em>Livin’ Lovin’ Mad</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Con <strong>Led Zeppelin III</strong>, edito nel 1970, anziché proseguire sulla strada intrapresa sino ad allora, il gruppo ha effettuato una <strong>svolta coraggiosa,</strong> sperimentando soluzioni più originali, con ampio uso di chitarre acustiche e<strong> </strong>introducendosi nel mondo del<strong> folk britannico</strong>.<br />
La delicata ballad <em>Tangerine</em>, la dura <em>Immigrant Song</em> e lo struggente blues di <em>Since I’ve Been Lovin’You</em>, sono le migliori canzoni di questo lavoro.</p>
<p style="text-align: justify">Sempre nel 1970, i Led Zeppelin hanno detronizzato i Beatles diventando<strong> il miglior gruppo rock internazionale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="size-full wp-image-489 alignleft" style="margin-left: 2px;margin-right: 2px" title="Led Zeppelin1" src="http://www.musicparade.it/files/2009/12/Led-Zeppelin1.jpg" alt="Led Zeppelin1" width="265" height="198" />Il primo album del decennio è quello che è unanimemente riconosciuto come <strong>il migliore della band inglese</strong>. <strong>Led Zeppelin IV</strong> è uno di quei dischi che non dovrebbero mancare nelle case di chi ama il rock e la musica in generale. In realtà in nessun posto si legge Led Zeppelin IV, ne sulla copertina e neppure all’interno, ma è stato chiamato IV solo perchè successivo ai primi tre.<br />
Pensando a questo album viene subito alla mente <em>Stairway To Heaven</em>, <strong>brano leggendario fra i più belli di tutto l’ambito rock,</strong> ma esso, naturalmente, non si ferma qui. Le aggressive  <em>Black Dog</em>, e <em>Rock And Roll</em>, la splendida <em>The Battle of Evermore</em>, con tanto di mandolino e l’aggiunta della voce di Sandy Denny, singer del gruppo folk Fairport Convention, <em>Going to California</em> e l’immancabile blues <em>When the Levee Breaks</em>, più che canzoni, direi, <strong>sono veri e propri pezzi di storia della musica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">A quel punto i &#8220;Led Zep&#8221; hanno intrapreso un lungo tour che ha toccato Giappone, Australia e Europa. Solo il governo cinese non ha concesso loro il visto d’ingresso a causa dei capelli troppo lunghi.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1973 è uscito <strong>Houses Of The Holy</strong>. Lavoro che ha riscontrato pareri discordanti fra i fans, ma anche da parte della critica, presenta la solita miscela di <strong>canzoni hard e ballate semiacustiche</strong>. L’opening track <em>The Song Remains the Same</em>, la nostalgica <em>The Rain Song</em>, <em>Dancing Days</em> e, soprattutto, <em>No Quartes</em>, sono altre pietre miliari che si aggiungono alle precedenti.</p>
<p style="text-align: justify">L’anno dopo è nata l’etichetta personale del gruppo, la <em>Swansong</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1975 è stata la volta del doppio <strong>Physical Graffiti,</strong> <strong>un&#8217;altra colonna portante del rock</strong>. Fra tutte le canzoni, naturalmente, svetta <em>Kashmir</em>, considerata assieme a Stairway To Heaven la Canzone (con la C maiuscola) dei Led Zeppelin.<br />
Da citare anche i 10 minuti di <em>In My Time Of Dying,</em> <em>Down By The Seaside</em>, il blues di <em>The Rover</em> e la ruvida <em>Custard Pie</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Purtroppo, dopo la pubblicazione di Physical Graffiti, <strong>Robert Plant è rimasto gravemente ferito in un incidente automobilistico in Grecia, </strong>e il gruppo è stato costretto ha tenersi a lungo lontano dai palcoscenici. Nel frattempo però, sono state gettate le basi per il settimo lavoro da studio.<img class="size-full wp-image-490 alignright" style="margin-left: 2px;margin-right: 2px" title="Led Zeppelin3" src="http://www.musicparade.it/files/2009/12/Led-Zeppelin3.jpg" alt="Led Zeppelin3" width="212" height="322" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Presence </strong>ha visto la luce nel 1976. Nonostante le ottime vendite (è stato il primo LP del gruppo ad essere certificato di Platino) la critica lo ha giudicato<strong> inferiore al mastodontico predecessore</strong>. Lavoro cupo, Precence rispecchia il momento poco felice di alcuni membri della band, dalla convalescenza di Plant, all’entrata di Page nel tunnel dell’eroina. <strong> Cupo, certo, ma non brutt</strong>o. Si tratta di un album compatto, maturo, dove i punti di forza sono la ballata blues <em>Tea For One,</em> <em>Achilles Last Stand</em>, capolavoro di oltre 10 minuti e <em>Nobody&#8217;s Fault But Mine</em>.</p>
<p style="text-align: justify">In quel periodo la peculiarità della band inglese era quella di<strong> auto-regolamentare le esibizioni live</strong>. Nonostante la minore presenza in pubblico, però, i Led Zeppelin rimanevano sempre più popolari rispetto ad altri gruppi.</p>
<p style="text-align: justify">È di allora anche il progetto di un <strong>film auto-biografico</strong> sulla loro vita artistica, con spezzoni live registrati al Madison Square Garden di New York nel 1973. La pellicola, diventata <strong>una delle opere rock più note,</strong> al pari di Woodstock, è stata in seguito proposta anche come doppio LP, con il medesimo titolo di <strong>The Song Remains The Same</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">L’anno seguente, i rapporti fra il gruppo inglese ed il pubblico americano è stato rovinato da uno spiacevole episodio, che ha visto John Bonham, il manager Peter Grant e alcune guardie del corpo percuotere il servizio d’ordine di Bill Graham. La stampa ci è andata a nozze e, per colpa anche di qualche episodio precedente, ha provocato una <strong>cattiva reputazione ai Led Zeppelin</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Oltre a questo, altri momenti brutti hanno minato il gruppo dall’interno<strong>.</strong> La frattura di un polso da parte di Bonham, i litigi su questioni artistiche fra Page e Plant e, soprattutto, la morte del figlio di quest’ultimo per infezione gastrica, a 5 anni d’età.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo una lunga pausa, durante la quale <strong>il cantante aveva preso in seria considerazione il ritiro dalle scene</strong>, nel 1979 è stato pubblicato <strong>In Through The Out Door</strong>, un disco forse non all’altezza dei precedenti, anche se ha raggiunto il top delle cl<strong><img class="size-full wp-image-487 alignleft" style="margin-left: 2px;margin-right: 2px" title="Robert Plant Jimmy Page" src="http://www.musicparade.it/files/2009/12/Robert-Plant-Jimmy-Page.jpg" alt="Robert Plant Jimmy Page" width="275" height="226" /></strong>assifiche britanniche e americane, nel quale, a mio parere, svettano il brano iniziale <em>In The Evening </em>e la ballata <em>All My Love</em>, struggente dedica di Plant al figlio.</p>
<p style="text-align: justify">Nell’agosto del 1979 la band ha partecipato al festival di Knebworth, in Inghilterra, suonando davanti a quattrocentomila persone. È stata quella l’ultima esibizione live di un certo livello dei Led Zeppelin.</p>
<p style="text-align: justify">Il 25 settembre 1980<strong> John Bonham è morto soffocato dal proprio vomito</strong>. Il 4 dicembre, con un comunicato stampa, i Led Zeppelin hanno dichiarato di voler scrivere la parola fine sulla loro gloriosa avventura. Dopo un viaggio durato 12 anni, <strong>il dirigibile è così atterrato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1982 è arrivato nei negozi l’album postumo <strong>Coda</strong>, contenente brani che avrebbero dovuto fare parte di un nuovo LP e vecchio materiale inedito. In esso spicca il toccante, se ascoltato col senno di poi, assolo di batteria del compianto John, intitolato <em>Bonzo’s Montreaux</em>.</p>
<p style="text-align: justify">3 anni più tardi, i membri superstiti si sono esibiti al <strong>Live Aid,</strong> aiutati alla batteria da Tony Thompson e da nientemeno che dall’ex Genesis Phil Collins.<br />
Nel 1988, invece, è stato <strong>Jason Bonham,</strong> figlio di John, a sedersi dietro le pelli in occasione del concerto per il 40° anniversario della Atlantic.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, fra partecipazione ad eventi, annunci e smentite di reunion e pubblicazioni di raccolte (fra tutte <strong>Remasters</strong> e <strong>Mothership</strong>) siamo arrivati ai giorni nostri. <strong>Chissà che prima o poi il dirigibile non torni a spiccare il volo</strong>.</p>
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