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	<title>Music Parade &#187; Heavy metal</title>
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	<description>cosa si muove nel mondo della musica suonata, ascoltata, usata. Scopri con noi le tracce nascoste della musica</description>
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		<title>Black Sabbath: gli dei oscuri del Metal</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con oltre cento milioni di album venduti in tutto il mondo i Black Sabbath hanno avuto un’influenza di primo piano per quanto riguarda la nascita e l'evoluzione del heavy metal. I loro dischi sono diventati veri e propri riferimenti di questo genere, ponendo il gruppo tra i pilastri più importanti della storia della musica.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con oltre cento milioni di album venduti in tutto il mondo i <strong>Black Sabbath</strong> hanno avuto senza dubbio un’influenza di primo piano per quanto riguarda la creazione e l&#8217;evoluzione dell’<a title="Iron maiden: l'heavy metal sono loro" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/iron-maiden-lheavy-metal-sono-loro/"><strong>heavy metal</strong></a>. Il gruppo non ha fatto altro che prendere il blues-rock, suonato alla fine degli anni ’60 da gente quali i <a title="I Cream: il primo supergruppo nella storia del rock" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/i-cream-il-primo-supergruppo-della-storia-del-rock/"><strong>Cream</strong></a>, ne ha rallentato il tempo, ha accentuando i bassi e posto una speciale enfasi negli assolo di chitarra e nella voce, con liriche che esprimono angoscia mentale e macabre fantasie che sfociano nell’occulto.<br />
<img class="aligncenter size-medium wp-image-2864" src="http://www.musicparade.it/files/2012/01/Black-sabbath4-234x300.jpg" alt="" width="234" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2863"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In breve tempo le nuove sonorità della band di Birmingham hanno contribuito a dare vita a <strong>uno stile musicale tutto nuovo</strong>, che ha continuato ad attrarre milioni di seguaci nei decenni successivi. Alcuni dischi della band sono diventati veri e propri riferimenti nel settore del metallo pesante, come Paranoid, che Rolling Stone ha dichiarato avere cambiato per sempre la musica. Lo stesso mensile è arrivato persino a dire che i Black Sabbath sono stati &#8220;<em>i Beatles dell’heavy metal</em>&#8220;. Un’altra rivista, Time Magazine, ha definito la pubblicazione di Paranoid come <em>&#8220;la data di nascita del metal</em>&#8220;, mentre MTV ha posizionato i Sabbath al primo posto nella classifica delle migliori band di rock duro.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia è iniziata a Birmingham sul finire degli anni ’60, quando due membri dei Mythology, il chitarrista <strong>Tony Iommi</strong> e il batterista <strong>Bill Ward</strong>, e due dei Rare Breed, il cantante <strong>Ozzy Osbourne</strong> e il bassista <strong>Geezer Butler</strong>, si sono uniti e hanno formato gli Earth. Nel 1969 il nome è stato cambiato in Black Sabbath. I quattro hanno quindi preso il blues, lo hanno incupito e appesantito e dato vita in quel modo al suono dark e heavy che sarà il loro fortunato marchio di fabbrica.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2865" src="http://www.musicparade.it/files/2012/01/bs-early-238x300.jpg" alt="" width="238" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1970, dopo la firma con la Vertigo, è uscito l’omonimo <strong>Black Sabbath</strong>, registrato in completa autonomia con soli due giorni in studio. Il disco ha avuto notevole successo proprio grazie al sound oscuro e alle liriche sataniste, mai usati sino a quel momento. La title track è l’emblema di tutto questo: sopra un riff inquietante si dipana la storia di un tizio che durante l’Apocalisse incontra Satana e ne diventa il suo fedele seguace. Quindi il caustico blues di <em>The Wizard</em>, con tanto di armonica, ispirato a Gandalf de Il Signore degli Anelli. E ancora la stupenda <em>N.I.B.,</em> che si apre con uno strabiliante assolo di basso, e la rockeggiante <em>Evil Woman (Don&#8217;t Play Your Games With Me),</em> cover dei Crow. Poi ci sono la jam <em>Warning</em>, che contiene una lunga, bellssima cavalcata chitarristica di Iommi in chiave blues, la strumentale <em>Sleeping Village</em>, che nell’intro ricorda la colonna sonora dei film western alla Ennio Morricone, per poi trasformarsi in un buon pezzo rock, e <em>Behind The Wall Of Sleep</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo disco avrebbe dovuto intitolarsi War Pigs, ma mentre il gruppo lo stava preparando, la casa discografica ha lanciato sul mercato il singolo <em>Paranoid</em>, che sorprendentemente ha raggiunto la quarta posizione in classifica. Il titolo dell’album è stato allora cambiato proprio in <strong>Paranoid</strong> e ha fatto definitivamente esplodere la fama della band. L’LP è ancora oggi il maggior successo commerciale dei Sabbath ed è considerato un lavoro fondamentale per la nascita dell’heavy metal. Le perle si susseguono una dopo l’altra senza sosta: <em>War Pigs</em>, pezzo contro la guerra del Vietnam, che contiene un bellissimo assolo di chitarra, <em>Paranoid</em>, con il suo ritmo semplice e le liriche che narrano di malattie mentali, la tanto cupa quanto bella <em>Iron Man</em>, la plumbea <em>Electric Funeral</em>, che parla di una guerra nucleare, la psichedelica <em>Planet Caravan</em> (non so a voi, ma a me ricorda un po’ i <a title="Pink Floyd: tutte le facce della luna" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/pink-floyd-tutte-le-facce-della-luna/">Pink Floyd</a> prima maniera), l’articolata <em>Hand Of Doom</em>, una storia di Eroina. Da segnalare nella jam session <em>Rat Salad</em> un lungo assolo di batteria stile <em>Moby Dick</em> dei <a title="Led Zeppelin: il più grande gruppo nella storia del rock" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/led-zeppelin-il-piu-grande-gruppo-della-storia-del-rock/">Led Zeppelin</a> e<em> The Mule</em> dei <a title="La musica senza tempo dei Deep Purple" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/la-musica-senza-tempo-dei-deep-purple/">Deep Purple</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Più che in patria, i Sabbath sono diventati famosi negli <strong>Stati Uniti</strong> dove, nonostante l’ostracismo dei media a causa dei lugubri contenuti delle liriche, ispirati a droga, morte e inferno, la miscela di trucchi di scena di <strong>Ozzy</strong>, fenomenale showman, ha portato il gruppo ad un successo senza precedenti.</p>
<div id="attachment_2868" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class=" wp-image-2868" src="http://www.musicparade.it/files/2012/01/Ozzy-Osbourne2-300x297.jpg" alt="Ozzy Osbourne" width="300" height="297" /><p class="wp-caption-text">Ozzy Osbourne</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il successo è bissato nel 1971 con <strong>Master Of Reality</strong>, album stupendo, molto più pesante e introspettivo dei due che lo avevano preceduto, con ritmiche martellanti e liriche angosciose. La bellissima <em>After Forever</em> parla della redenzione dell&#8217;anima, la rockeggiante <em>Children Of The Grave</em> è un pezzo pacifista e <em>Sweet Leaf</em>, introdotto dai colpi di tosse di Iommi, è un inno alla marijuana. <em>Solitude</em> è una dolce ballata acustica, mentre <em>Lord Of This World</em> e la finale <em>Into The Void</em> si dividono il titolo di “pezzo più Doom del disco”. Nel lavoro sono presenti anche due camei strumentali in stile medievale, nei quali Iommi si cimenta con la chitarra acustica: <em>Orchid</em> e <em>Embryo</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’anno seguente è stato dato alle stampe <strong>Volume IV</strong>. È questo l’LP dove i Black Sabbath hanno introdotto nel loro sound forme sperimentali, che attingono a piene mani dal progressive rock. <em>Snowblind</em>, apertamente dedicata alla cocaina, <em>Tomorrow’s Dream</em>, la magnifica <em>Supenaut</em>, la ballata pianistica <em>Changes</em>, <em>Cornucopia</em> e l’opening track di oltre 8 minuti <em>Wheels of Confusion/The Straightener</em>, ricca di cambi di tempo, sono i pezzi migliori.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sound progressive è ancora più evidente nel successivo <strong>Sabbath Bloody Sabbath</strong>, datato 1973, grazie anche alla presenza di Rick Wakeman, tastierista degli Yes. La title track è stupenda, così pure <em>Spiral Architect</em>, <em>Sabra Cadabra</em> e <em>A National Acrobat</em>. <em>Killing Yourself to Live</em> è un pezzo scritto da Butler, mentre <em>Who Are You</em> è quello in cui maggiormente si sente l’influenza progressive.</p>
<p> <img class="aligncenter size-medium wp-image-2871" src="http://www.musicparade.it/files/2012/01/blaksab-287x300.jpg" alt="" width="287" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’anno seguente i Black Sabbath sono stati costretti a una sosta forzata a causa di una lunga lotta legale con l’ex manager, licenziato bruscamente dopo l’uscita di Paranoid, e per il fallimento della società che amministrava i diritti di pubblicazione, la World Wide Artists.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1975 il gruppo è tornato prepotentemente sul mercato con <strong>Sabotage</strong>. Il disco presenta un netto cambio di sonorità, con i sintetizzatori che si fanno qui più insistenti grazie alla presenza del tastierista Jezz Woodroffe. Il gruppo sperimenta anche armonie inusuali, come ad esempio il coro russo nel brano <em>Supertzar</em>. I pezzi migliori sono <em>Hole In The Sky</em>, che rimanda ai tempi dei primi lavori, <em>Thrill of it All</em> e <em>Symptom Of The Universe</em>, un brano dalla ritmica thrash quando ancora il thrash non esisteva, anche se alla fine le chitarre acustiche ne cambiano l’atmosfera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Technical Ecstasy</strong>, datato 1976, ha ottenuto un buon successo a livello di critica, ma ha spiazzato totalmente i fans a causa di un suono leggero e lontano mille miglia da quello pesante e funereo degli esordi. La variegata <em>Dirty Woman</em>, che chiude il lavoro, è a mio parere il brano più significativo. <em>Back Street Kids</em> ricorda i vecchi Sabbath, quindi il rock’n’roll di <em>Rock’&#8217;N’Roll Doctor</em> e <em>You Won’t Change Me</em>, una ballata potente, quasi Doom. La stralunata <em>It&#8217;s All Right</em> è cantata dal batterista Bill Ward e sembra di ascoltare i <a title="I Beatles: il più grande evento musicale di tutti i tempi" href="http://www.musicparade.it/pop/i-beatles-il-piu-grande-evento-musicale-di-tutti-i-tempi/">Beatles</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo Ozzy è stato colpito proprio allora da un periodo di crisi compositiva e la sua presenza all’interno dei Sabbath si stava facendo via via sempre più problematica. Uscito dal gruppo, Iommi ha tentato di sostituirlo con Dave Walker, ex cantante dei Savoy Brown. Il singer, però, è tornato momentaneamente alla base per lavorare su <strong>Never Say Die</strong>, disco scarno, che segue le sperimentazioni del precedente e che è servito più che altro per celebrare il decennale dei Black Sabbath. Alle tastiere, questa volta, si è seduto il futuro Deep Purple Don Airey.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine del 1978, dopo l’uscita di Never Say Die, il satanico <strong>Ozzy ha lasciato definitivamente i compagni</strong> per formare i Blizzar Of Ozz. Nei Black Sabbath è arrivato <strong>Ronnie James Dio</strong>, vocalist dalla timbrica più potente, ma forse mai del tutto accettato dai fans di vecchia data.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2873" src="http://www.musicparade.it/files/2012/01/black-sabbath61-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></p>
<p style="text-align: justify;">La band, tuttavia, ha sopportato benissimo il cambio dietro il microfono e già nel 1979, con l’arrivo nei negozi dello stupendo <strong>Heaven And</strong> Hell, si è confermata al vertice del movimento. Ronnie ha portato nuova linfa, grazie al suo amore per le liriche gotiche e medievali, che ben si adattavano al suono tenebroso e distorto del gruppo di Birmingham. La title track, <em>Neon Knights</em>,<em> Lady Evil</em>, la rabbiosa<em> Die Young</em> , la power ballad <em>Children Of The Sea</em> e <em>Wishing Well</em> si sono unite alla schiera di gemme dei Black Sabbath. Da segnalare la presenza alle tastiere di <strong>Geoff Nicholls</strong>, relegato sul retro del palco durante i concerti, ma da quel momento figura sempre più importante nell’economia del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto, però, ha lasciato anche Bill Ward, causando la cancellazione di numerose date del mastodontico tour. Il suo sostituto è stato <strong>Vinny Appice</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1981 è stato pubblicato <strong>Mob Rules</strong>, degno seguito di Heaven And Hell, il quale però ha sofferto da un punto di vista commerciale la contemporanea uscita sul mercato dei lavori solisti di Ozzy Osbourne. La mia canzone preferita è <em>Country Girl</em>, ma non sono male neppure <em>The Mob Rules, Voodoo, Slippin’ Away, The Sign of the Southern Cross</em>, la semi ballad <em>Falling Off The Edge Of The World</em> e la suggestiva <em>Over And Over</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Live Evil</strong> è considerato l’album dal vivo più falso di sempre, a causa dei numerosi ritocchi in studio, ma anche uno dei più belli, malgrado, a mio giudizio, perda la sfida con il quasi contemporaneo <strong>Live At Last</strong>, il <em>bootleg</em> di vecchi concerti con Ozzy alla voce. Proprio i ritocchi in fase di mixaggio di Live Evil hanno fatto nascere contrasti tra Iommi e Dio, con quest’ultimo che se n’è andato per creare una propria formazione, trascinando nell’avventura anche Appice.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1983 è tornato a sedersi dietro le pelli Bill Ward e alla voce è arrivato nientemeno che <strong>Ian Gillan</strong> (la legenda narra che Toni Iommi ha fatto firmare un contratto a Gillan mentre questi era totalmente ubriaco in un pub). Con l’ex singer dei rivali Deep Purple, i Sabbath hanno registrato <strong>Born Again</strong>. Il disco è più potente rispetto a quelli con Dio e ha come punti di forza la violenta <em>Trashed</em>, <em>Born Again</em> e <em>Disturbing the Priest</em>, con la risata satanica di Gillan che è entrata nella storia.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2874" src="http://www.musicparade.it/files/2012/01/born-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’uscita dell’album Ward è stato ancora una volta sostituito, questa volta dall’ex Electric Light Orchestra <strong>Bev Bevan</strong>. Il gruppo è partito per una mastodontica tournée, con scenografie ispirate a Stonehenge, ma l’innesto di Gillan non ha convinto i fans e il cantante se n’è andato per riformare i Purple.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1985 la formazione originale dei Black Sabbath si è riunita per esibirsi al <strong>Live Aid</strong>, ma chi sperava nella definita reunion è stato disilluso. È apparso quindi un nuovo cantante, David Donato (futuro White Tiger), presto licenziato, mentre Geezer Butler ha lasciato.</p>
<p style="text-align: justify;">Tony Iommi era così rimasto solo e l’album <strong>Seventh Star</strong>, anche se porta la sigla Black Sabbath, è praticamente un lavoro solista del chitarrista. Si tratta comunque di un buon disco di Heavy Rock con forti tinte di blues, dove eccelle il cantante <strong>Glenn Hughes</strong>, già con i Deep Purple. Tanto bello quanto inusuale per i Sabbath è il blues <em>Heart Like A Wheel</em>. Da citare anche l’opening track <em>In For The Kill</em> e la ballad <em>No Stranger to Love</em>, molto sentimentale, ma che vedrei meglio nel repertorio dei Whitesnake. Il disco però, nonostante l’ottima performance di Hughes, non ha venduto come sperato, e il gruppo era sempre più offuscato dal successo solista del suo ex cantante Ozzy Osbourne.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1987 è uscito <strong>The Eternal Idol</strong>, definito il miglior disco dei Sabbath dai tempi di Heaven And Hell. Il cantante avrebbe dovuto essere il newyorchese Ray Gillen, ma alla fine le parti vocali sono state affidate all’ottimo <strong>Tony Martin</strong>, vocalist dal timbro simile a quello di Ronnie Dio. <em>The Shining</em>, la dura<em> Lost Forever</em>, l’epica <em>Ancient Warrior</em>, <em>Nightmare</em>, sino alla funerea title track, che rivanga il passato, sono tutti pezzi di pregevole fattura. Da rilevare il ritorno alla batteria di Bev Bevan che già aveva fatto parte dei Sabbath nel 1983.</p>
<div id="attachment_2875" class="wp-caption aligncenter" style="width: 232px"><img class="size-medium wp-image-2875" src="http://www.musicparade.it/files/2012/01/martin1-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /><p class="wp-caption-text">Tony Martin</p></div>
<p style="text-align: justify;">Iommi e Martin, con l’aiuto del batterista <strong>Cozy Powell</strong>, ex Rainbow e Whitesnake, si sono ripetuti anche nel 1989 con l’ottimo<strong> Headless Cross</strong>, e nel 1990 con <strong>Tyr</strong>. Il primo segue le orme di The Eternal Idol, ma ripresenta liriche più occulte, tipiche degli esordi. La title track, con la sua suggestiva intro dal titolo <em>The Gates Of Hell</em>, <em>Black Moon</em>, <em>Call of the Wild</em>  e <em>Nightwind</em> sono i brani più belli, anche se il titolo di numero uno, secondo me, va attribuito al doom metal di <em>When Death Calls</em>, che ospita la chitarra di<strong> Brian May</strong> dei <a title="Il rock maestoso dei Queen" href="http://www.musicparade.it/pop/il-rock-maestoso-dei-queen/">Queen</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tyr</strong> è stato registrato con la medesima formazione del precedente, tranne per la presenza al basso di Neil Murray, altro ex Whitesnake, al posto di Laurence Cottle. All’inizio il lavoro doveva essere un concept album dedicato all’antica religione norrena, come dimostra il titolo stesso (Tyr era il dio della guerra dei vichinghi), ma successivamente si è cambiato rotta. A testimonianza dell’antica idea vi sono tre canzoni: la strumentale <em>The Battle of Tyr</em>, la ballata acustica <em>Odin&#8217;s Court</em> e <em>Valhalla</em>. Molto belle sono <em>The Sabbath Stones</em> e l’opening track <em>Anno Mundi (The Vision).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Malgrado le vendite dei due dischi siano state buone, Iommi ha deciso a quel punto di ricostituire la line-up che aveva lavorato in Heaven And Hell, con Ronnie Dio alla voce, Geezer Butler al basso e Vinny Appice dietro le pelli, supportati da Geoff Nicholls alle tastiere. Da questa reunion è nato <strong>Dehumanizer</strong>, un album molto heavy che ha riscosso ottimi consensi, sia di critica sia di pubblico, grazie a pezzi quali <em>After All (The Dead), Master Of Insanity</em>, <em>Time Machine</em>, <em>Computer God</em> e <em>TV Crimes</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Divergenze di opinioni tra Iommi e Dio hanno fatto sì che quest’ultimo abbandonasse i compagni nel bel mezzo del tour che è seguito il disco. Per terminare le date il leader dei Black Sabbath ha chiamato nientemeno che <strong>Rob Halford</strong>, storico singer dei <a title="Judas Priest: gli dei del metal" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/judas-priest-gli-dei-del-metal/">Judas Priest</a>. Per quanto riguarda il lavoro seguente, invece, il microfono è stato affidato ancora a Tony Martin, mentre al posto di Appice, che fedele a Ronnie lo ha seguito ancora nei Dio, è arrivato <strong>Bobby Rondinelli</strong>, già drummer dei Rainbow. Così, nel 1994 è approdato nei negozi il mediocre <strong>Cross Purposes</strong>, che musicalmente segue la strada tracciata dal predecessore e regala nel brano <em>Evil Eye</em> la presenza di Eddie <a title="Van Halen: fenomeni commerciali anni '80" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/van-halen-fenomeni-commerciali-degli-anni-80">Van Halen</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2876" src="http://www.musicparade.it/files/2012/01/imagesCAKE3JR9.jpg" alt="" width="276" height="183" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il disco seguente, <strong>Forbidden</strong>, ha visto ritrovarsi in studio la stessa formazione di Tyr, con Powell e Murray. Purtroppo le vendite sono state scarse, come non accadeva dai tempi di Seventh Star, dieci anni prima. Nel brano d’apertura <em>Illusion Of Power</em> è presente il rapper Tracy Morrow, in arte Ice-T. Le mie canzoni preferite restano comunque <em>Kiss Of Death</em> e <em>Rusty Angels</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1997 Iommi, Butler e Ward si sono ritrovati sul palco dell’<strong>Ozzfest</strong> (festival metal organizzato da Ozzy Osbourne) per suonare i loro classici insieme alo stesso Ozzy. Da questo incontro è nato il doppio live <em>Reunion</em>, dove campeggiano due nuovi brani quali <em>Psycho Man</em> e <em>Selling My Soul</em>. Purtroppo, chi sperava nella definitiva riunione dei primi quattro Black Sabbath è rimasto ancora una volta deluso.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2006, dopo che la band era stata introdotta nella Rock’N’Roll Hall Of Fame, Dio è tornato alla corte di Iommi. Con Butler e Ward si era praticamente ricostituita la formazione di Heaven And Hell. Il gruppo, però, non ha potuto usare la sigla Black Sabbath per questioni legate ai diritti, perciò si è battezzata proprio <strong>Heaven And Hell</strong>. Con questo nome i quattro sono partiti per una tounrée, al termine della quale Ward ha lasciato, sostituito dal solito Appice.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2009 è stato rilasciato il disco <strong>The Devil You Know</strong>, sempre a nome Heaven And Hell. L’album è stato accolto in maniera piuttosto positiva, tant’è che qualcuno lo ha descritto come “<em>il corrispondente del secondo millennio di Paranoid</em>.” Qualcun altro, invece, ha detto che il lavoro è meglio di Dehumanizer, ma non di Heaven And Hell e Mob Rules, ovvero gli altri LP dei Sabbath con Dio. A me piace molto, soprattutto brani quali <em>Bible Black</em>, <em>Breaking Into Heaven</em>, <em>Atom And Evil</em> e <em>Follow The Tears</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo il disco non ha avuto un seguito. Come ben sappiamo, il 16 maggio 2010 <a title="Ronnie James Dio, la voce più bella dell'Heavy Metal" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/ronnie-james-dio-la-voce-piu-bella-dellheavy-metal/">Ronnie Dio</a> è stato sconfitto da un cancro allo stomaco e ci ha lasciato. Il 24 luglio dello stesso anno gli Heaven And Hell si sono esibiti per l’ultima volta al <strong>High Voltage Festival</strong>, per rendere omaggio al compagno scomparso. Alla voce, come ospiti, si sono intercambiati Glenn Hughes e il norvegese Jorn Lande.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;’anno appena passato Iommi ha rivelato che la formazione originale dei Sabbath, Ozzy Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward, si è riunita per incidere un nuovo disco che dovrebbe vedere la luce in questo 2012. A esso seguirà un tour mondiale, con la band che arriverà anche in Italia come headliner al <strong>Gods Of Metal</strong>, che si terrà a Rho il 24 giugno (MI), in compagnia di Opeth, Lamb Of God, Trivium e altri ancora. La prevendita dei biglietti è già iniziata. Inutile dire che sarà un evento da non perdere.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2877" src="http://www.musicparade.it/files/2012/01/black-sabbath5-204x300.jpg" alt="" width="204" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, torniamo a ribadire quello che già è stato scritto all’inizio: i Black Sabbath sono stati tra i primi gruppi heavy metal della storia e hanno contribuito notevolmente al suo sviluppo, soprattutto per quanto riguarda quel sottogenere caratterizzato da un <strong>sound cupo e lento</strong> chiamato <strong>doom</strong>. Anche i gruppi grunge, in gran forma negli anni ’90, devono parecchio alla band di Birmingham. Tutto questo per dire che il gruppo di Toni Iommi è senza dubbio tra i pilastri più importanti della musica (e non parlo solo di quella dura) e senza di loro, molto probabilmente, l’heavy metal non sarebbe lo stesso.</p>
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		<title>MARILYN MANSON, l&#8217;alieno venuto dal pianeta di metallo</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 04:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Sonego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marilyn Monroe + Charles Manson, ovvero l&#8217;angelo e il diavolo insieme. A dir la verità di angelico in Marilyn Manson ci trovo ben poco, ma tant&#8217;è&#8230; L&#8217;androgino più famoso della musica mondiale non è altro che il risultato della ribellione di Mike Warner a un tentativo di istruzione religiosa rigidissima. Iscritto dai genitori alla Christian Heritage [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/marilyn-manson-lalieno-venuto-dal-pianeta-di-metallo/attachment/marylin_manson/" rel="attachment wp-att-2585"><img class="aligncenter size-full wp-image-2585" src="http://www.musicparade.it/files/2011/09/marylin_manson.jpg" alt="" width="262" height="300" /></a><strong>Marilyn Monroe + Charles Manson</strong>, ovvero l&#8217;angelo e il diavolo insieme. A dir la verità di angelico in Marilyn Manson ci trovo ben poco, ma tant&#8217;è&#8230; <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;androgino</strong> più famoso della musica mondiale non è altro che il risultato della ribellione di <strong>Mike Warner</strong> a un tentativo di istruzione religiosa rigidissima. Iscritto dai genitori alla <strong>Christian Heritage School</strong> in Ohio, venne costretto a preghiere collettive e a full immersion di letture della Bibbia; tutte cose che a lui, ovviamente, non fregavano per nulla.</p>
<p><object width="614" height="461"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/jU6iP0WLsU8?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/jU6iP0WLsU8?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="614" height="461" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Anzi, di nascosto già covava qualcosa ascoltando di soppiatto la &#8220;musica del diavolo&#8221; rappresentata da <strong>Black Sabbath, Alice Cooper</strong> e <strong>Kiss</strong>, ovviamente vietatissimi in certi ambienti. Non c&#8217;è molto da meravigliarsi, quindi, che il giovane Warner una volta raggiunta l&#8217;indipendenza abbia scelto di diventare addirittura il <strong>Reverendo del Male</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2584"></span>La prima formazione stabile dei Marilyn Manson fu: <strong>Daisy Berkovitz</strong> e <strong><strong>John5</strong></strong> alle chitarre, <strong>Madonna Wayne Gacy</strong> alle tastiere,<strong> Sarah Lee Lucas</strong> (sostituita poi da <strong>Ginger Fish</strong>) alla batteria, <strong>Twiggy Ramirez</strong> e <strong>Gidget Gain </strong>al basso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/marilyn-manson-lalieno-venuto-dal-pianeta-di-metallo/attachment/marylinmanson_1/" rel="attachment wp-att-2590"><img class="aligncenter" src="http://www.musicparade.it/files/2011/09/marylinmanson_1-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Portrait of an american family&#8221;</strong> è il primo album uscito nel 1994 con la supervisione di Trent Reznor dei <strong>Nine Inch Nails</strong>, che li vide in concerto e ne rimase folgorato.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è per tutti gli stomaci Marilyn Manson. E&#8217; estremamente disturbante sia dal punto di vista dell&#8217;ascolto che del <strong>look</strong>, ma forse è questo che gli ha regalato un seguito di <strong>milioni di appassionatissimi fan</strong> in tutto il mondo (sottoscritto compreso).</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i concerti non sono meno potenti. Le <strong>esibizioni live</strong> della band sono quanto di più <strong>estremo</strong> si possa pensare: bibbie bruciate, nudità e autolesionismo del frontman contribuiscono a creare uno spettacolo a dir poco shockante per il pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/marilyn-manson-lalieno-venuto-dal-pianeta-di-metallo/attachment/manson/" rel="attachment wp-att-2595"><img class="aligncenter size-full wp-image-2595" src="http://www.musicparade.it/files/2011/09/manson.jpg" alt="" width="210" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Antichrist Superstar</strong>&#8221; rappresenta il passo successivo. Ebbe un grandissimo successo, tanto da diventare <strong>disco di platino</strong>, forse proprio per questa tendenza a valicare ogni schema, atteggiamento che rese Marylin Manson il nemico pubblico numero uno per politici e benpensanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Angelo o diavolo? Forse ciò che mi fa amare il personaggio di Marylin Manson e la sua musica è proprio l&#8217;<strong>incertezza</strong>.</p>
<p><object width="614" height="461"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bCLwrjW0sUk?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/bCLwrjW0sUk?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="614" height="461" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Mechanical Animals&#8221;</strong>, il terzo lavoro della band, segna anche un profondo rinnovamento del look. Dismessi i panni del reverendo, ecco che Marylin Manson si trasforma in un conturbante <strong>alieno androgino</strong>. L&#8217;album ha un enorme successo di pubblico e raggiunge anch&#8217;esso il disco di platino, ma per molti fan della prima ora ha un sapore troppo commerciale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/marilyn-manson-lalieno-venuto-dal-pianeta-di-metallo/attachment/copertina_mechanical_animals/" rel="attachment wp-att-2604"><img class="aligncenter size-full wp-image-2604" src="http://www.musicparade.it/files/2011/09/Copertina_mechanical_animals.jpg" alt="" width="300" height="262" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il periodo anche della strage alla Columbine High School: molti puntarono il dito contro Marilyn Manson e la sua musica, per l&#8217;<strong>influenza negativa</strong> sui due giovani responsabili della carneficina. Il senatore <strong>Joseph Lieberman</strong> scriverà &#8220;<em>i Marilyn Manson sono forse il gruppo musicale più insano prodotto da una major discografica</em>&#8220;. Una gran bella pubblicità per il cantante e soddisfazione per i suoi adepti. Infatti, i numerosi tentativi di screditare i Marilyn Manson (annunciati linciaggi, opposizioni politiche e feroci critiche da parte delle associazioni dei genitori americani) non fecero altro che spingere sempre più ragazzi seguirli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 1999 si apre con il live<strong> &#8220;The Last tour on Earth&#8221;</strong> e prosegue con l&#8217;album <strong>&#8220;Holy Wood&#8221;</strong>. La copertina, che vede raffigurato il cantante, crocifisso e in stato di decomposizione, riaccende nuovamente polemiche intorno alla figura di Marilyn Manson e i suoi messaggi controversi. Nasce in questo periodo anche la <strong>Posthuman</strong>, la casa discografica di proprietà dei MM che produrrà, tra gli altri, il disco dei Godhead.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/marilyn-manson-lalieno-venuto-dal-pianeta-di-metallo/attachment/5121_godhead/" rel="attachment wp-att-2607"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2607" src="http://www.musicparade.it/files/2011/09/5121_godhead-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma la musica non è l&#8217;unica passione del frontman dei MM: in questo periodo prende parte a vari <strong>film e cortometraggi</strong>, tra i quali &#8220;The Party Monster&#8221; e &#8220;Abelcain&#8221; di Alejandro Jodorowsky, nel ruolo del protagonista.</p>
<p><object width="614" height="461"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2lA0Pc_1uRs?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/2lA0Pc_1uRs?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="614" height="461" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;The Golden Age of Grotesque&#8221;</strong>, del 2004, prende il titolo da un racconto del Marchese De Sade. Nello stesso tempo, i MM partecipano all&#8217;OzzFest, il festival itinerante di musica estrema, creato da <strong>Ozzy Osbourne</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso anno, il pubblico accoglie <strong>&#8220;Lest we Forget&#8221;</strong>, il best of che comprende le celeberrime cover di &#8220;Personal Jesus&#8221;, dei <a title="DEPECHE MODE, trent’anni di elettro-pop" href="http://www.musicparade.it/elettronica/depeche-mode-trentanni-di-elettro-pop/">Depeche Mode</a>, di &#8220;Sweet Dreams&#8221;, degli <a title="ANNIE LENNOX, la voce degli angeli" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/annie-lennox-la-voce-degli-angeli/">Eurythmics</a>, nonché &#8220;Tainted Love&#8221;, dei <a title="Le Power Ballads: quando i duri diventano romantici" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/">Soft Cell</a>. Perché non bisogna dimenticare che oltre ai tanti ottimi pezzi originali, i MM hanno trasfigurato e riportato a nuova vita pezzi di altri artisti. Il risultato sono <strong>cover potentissime</strong>, tanto da mettere in ombra i brani d&#8217;origine.</p>
<p><object width="614" height="461"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/553SeADDTAI?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/553SeADDTAI?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="614" height="461" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Eat me, Drink Me&#8221;</strong> è l&#8217;ultimo disco scandalo datato 2007. Ora non ci resta che aspettare <strong>&#8220;Born Villain&#8221;</strong>, che dovrebbe essere rilasciato questo autunno.</p>
<p style="text-align: justify;">Visto il soggetto, mi permetto di salutarvi con un:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8230;e caleranno le tenebre sul principe del male fino alla nuova rinascita che porterà ancora nuovi sconvolgimenti nel pianeta di metallo&#8230;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://marilynmanson.com/">Sito ufficiale dei Marilyn Manson</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.marilynmanson.it/">Fans club italiano dei MM</a></p>
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		<title>Judas Priest: gli Dei del Metal</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 08:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metal e Hardcore]]></category>
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		<category><![CDATA[Biografia del gruppo]]></category>
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		<description><![CDATA[Riffs affilati come lame di rasoio, sorretti da una potente sezione ritmica e da una voce dalla timbrica eccezionale, il tutto condito con testi oscuri, impregnati di violenza metropolitana e un’immagine fatta di borchie e cuoio nero; sono questi gli elementi che hanno contribuito a fare dei Judas Priest l’incarnazione del concetto di Heavy Metal. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/judas-priest-gli-dei-del-metal/attachment/judas_priest3tifbig/" rel="attachment wp-att-2100"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2100" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/judas_priest3tifbig-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Riffs affilati come lame di rasoio, sorretti da una potente sezione ritmica e da una voce dalla timbrica eccezionale, il tutto condito con testi oscuri, fantascientifici, impregnati di violenza metropolitana e un’immagine fatta di borchie e cuoio nero; sono questi gli elementi che hanno contribuito a fare dei <strong>Judas Priest l’incarnazione stessa del concetto di Heavy Metal</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Il primo nucleo dei Judas Priest si è formato a Birmingham nel 1969,  su iniziativa del chitarrista <strong>K.K. Downing</strong> e del bassista <strong>Ian Hill</strong>. Un paio di anni più tardi è arrivato il cantante <strong>Rob Halford</strong>, ma la formazione è stata completata solo nel 1974 con l’ingresso del secondo chitarrista <strong>Glen Tipton</strong>. Subito dopo il gruppo ha firmato il primo contratto discografico con la Gull. Qualcuno avrà notato nella line-up l’assenza di un batterista. In quel periodo, infatti, se ne sono avvicendati parecchi, come John Hinch, Alan Moore e Simon Phillips, e bisogna aspettare Les Binks, nel 1978 per avere la stabilità dietro le pelli.</p>
<p style="text-align: justify">Ad ogni modo, il primo lavoro <strong>Rocka Rolla</strong>, uscito nel 1974, non ha ottenuto grande successo. Disco ancora legato ai canoni dell’hard rock di <strong><a title="LA musica senza tempo dei Deep Purple" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/la-musica-senza-tempo-dei-deep-purple/" target="_blank">Deep Purple</a></strong> e Black Sabbath e anche del progressive in voga in quel periodo, esso vede in pezzi quali la title track, in <em>One For Road</em>, nell’articolata <em>Winter</em> e in <em>Never Satisfied</em> i suoi brani migliori.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Sad Wings Of Destiny</strong>, rilasciato due anni più tardi, presenta già in fase embrionale l’Heavy Metal che caratterizzerà il sound dei Judas negli anni a venire. Ben costruito e molto efficace, soprattutto negli incroci tra le due chitarre di Tipton e Downing, esso regala ai fans canzoni che sono diventate dei capisaldi nella storia del metallo pesante, come la sinfonia rock <em>Victim Of Changes</em>, le potenti <em>Genocide</em> e <em>The Ripper</em>, la sabbathiana <em>Tyrant</em> e la progressive ballad <em>Dreamer Deceiver</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/judas-priest-gli-dei-del-metal/attachment/judas_priest/" rel="attachment wp-att-2101"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2101" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/judas_priest-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><br />
Numerosi concerti in giro per la madre patria hanno portato un po’ di notorietà alla band, che nel 1977 ha firmato per la CBS. Il primo lavoro per la nuova etichetta è stato <strong>Sin After Sin</strong>, prodotto da Roger Glover dei Deep Purple. L’LP, che presenta nella track list una versione metallica di <em>Diamond And Rust</em> di Joan Baez e buoni pezzi quali <em>Sinner</em>, con un coro che ricorda addirittura i Queen, la romantica <em>Here Comes The Tears</em>, la dura <em>Starbreaker</em>, <em>Hell Bent For Leather, Take On The World</em>, un inno che dal vivo funziona una meraviglia, e <em>Raw Deal</em>, segna l’inizio della notorietà dei Judas Priest, spingendoli a diventare una delle band di rock duro più acclamate d’Europa. Di grande aiuto, sotto questo punto di vista, erano anche i pirotecnici e coinvolgenti live shows, con Rob Halford che irrompeva sul palco a cavallo di un Harley-Davidson.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1978 è uscito <strong>Stained Class,</strong> degno seguito del lavoro precedente, forse più potente grazie all’uso sempre più insistito della doppia cassa, merito del nuovo batterista<strong> Les Binks</strong>. La metallica <em>Exciter</em>, l’epica title track, <em>Better By You, Better Than Me, Saints in Hell</em>, la suggestiva <em>Beyond the Realms of Death</em> e <em>Heroes End</em> sono tutte canzoni entrate nella leggenda del genere.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Killing Machine</strong>, sempre del 1978, prosegue il discorso del disco precedente e contiene altri brani che per intensità costituiscono il gotha del metallo pesante: <em>Running Wild</em>, <em>Delivering The Goods, Evil Fantasies, The Green Manalishi</em>, cover dei Fleetwood Mac, la ballad <em>Before The Dawn</em>, <em>Burnin&#8217; Up</em> e <em>Hell Bent For Leather</em>. C’è da dire anche che è nato in questo periodo<strong> il look tutto pelle e borchie</strong> che diventerà caratteristico non solo dei Judas ma anche di tutte le altre Heavy Metal band che l’hanno adottato. Lo stesso album è uscito l’anno successivo negli Stati Uniti come <strong>Hell Bent For Leathe</strong>r. Il titolo è stato cambiato perché ritenuto non idoneo per il mercato americano.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/judas-priest-gli-dei-del-metal/attachment/judas_priest_retribution_2005_tour/" rel="attachment wp-att-2103"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2103" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/Judas_Priest_Retribution_2005_Tour-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/judas-priest-gli-dei-del-metal/attachment/judas%20priest/" rel="attachment wp-att-2102"><br />
</a>Nel 1979 è stato rilasciato uno dei primi dischi live per quanto riguarda l’Heavy Metal, <strong>Unleashed In The East</strong>, dove il gruppo è riuscito a condensare tutto il meglio dell’Heavy Metal anni ‘70. Si può sicuramente affermare che Unleashed In The East è per i Judas Priest quello che Made In Japan è per i Deep Purple.</p>
<p style="text-align: justify">L’anno seguente, dopo l’arrivo dell’ennesimo batterista nella figura di <strong>David Holland</strong>, i Judas Priest hanno conquistato il mercato americano con l’album <strong>British Steel</strong>. Altra pietra miliare della carriera del quintetto di Birmingham, questo LP è diventato il prototipo più imitato del metal moderno. I brani presenti in scaletta sono tutti più dinamici rispetto al passato. I migliori sono la memorabile <em>Breaking The Law</em> e <em>Living After Midnight</em>, senza dimenticare <em>Rapid Fire</em>, la pesante <em>Metal Gods</em>, brano simbolo del gruppo, <em>United </em>e <em>Steeler</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Il tour inglese che ne è seguito, assieme ai nuovi eroi <strong><a title="Iron Maiden, l'Heavy metal sono loro!" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/iron-maiden-lheavy-metal-sono-loro/" target="_blank">Iron Maiden</a></strong>, ha visto il tutto esaurito ed è sfociato nella partecipazione al primo <strong>Monster Of Rock</strong> di Castle Donington.</p>
<p style="text-align: justify">Nel febbraio 1981 è arrivato nei negozi <strong>Point Of Entry</strong>, un buon disco che però ha registrato una leggera inflessione nelle vendite. I Judas, infatti, puntavano soprattutto al mercato a stelle e strisce e il disco presenta brani più commerciali rispetto il passato, risultando per questo un po’ fiacco. Il pezzo migliore è, per quanto mi riguarda, l’opening track <em>Heading Out To The Highway</em>, ma sono degne di menzione anche <em>Desert Plains, Solar Angels, Troubleshoote</em>r e <em>Hot Rockin’</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Il colpo che ha reso definitivamente i Judas Priest gli “Dei Del Metal” s’intitola<strong> Screaming For Vengeance</strong>. Datato 1982, esso è diventato negli States il primo disco di platino del gruppo e ad oggi è il loro album più venduto. Per la prima volta osserviamo una copertina dall’iconografia futuristica, con il rapace-robot Hellion. Anche il suono è altrettanto tecnologico. Appoggiamo la puntina sul vinile (o il laser sul CD) e ascoltiamo l’andamento epico dell’intro <em>The Hellion</em>, che sfocia nella stupenda<em> Electric Eye</em>. Quindi si susseguono pezzi leggendari come<em> Bloodstone</em>, <em>You&#8217;ve Got Another Thing Comin’</em>, la cavalcata selvaggia<em> Riding On The Wind</em> e la veloce title track.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/judas-priest-gli-dei-del-metal/attachment/screamingforvengeance/" rel="attachment wp-att-2104"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2104" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/screamingforvengeance-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" /></a><br />
<strong>Defender Of The Faith</strong> è il seguito un po’ prevedibile di Screaming For Vengeance e questo si nota già dalla copertina, dove campeggia un altro mostro blindato, la tigre Metallian. Il brano di punta è la stupenda <em>Freewheel Burning</em>, seguito da <em>Rock Hard Ride Free</em>, l’epica <em>The Sentine</em>l, <em>Some Heads Are Gonna Roll</em>, la malinconica <em>Night Comes Down</em> e <em>Heavy Duty</em>, che funge da intro alla corta, ma intensa title track.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1986 è la volta di <strong>Turbo</strong>, un lavoro che ha lasciato i fans della prima ora piuttosto amareggiati a causa di un deciso cambio di direzione. Era l’epoca delle <strong>sperimentazioni elettroniche</strong> anche nel metal, le avevano messe in atto gli Iron Maiden con Somewhere in Time, i Quiet Riot con QRIII e gli <strong><a title="L'aggressivo heavy metal dei tedeschi Accept" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/laggressivo-heavy-metal-dei-tedeschi-accept/" target="_blank">Accept</a></strong> con Russian Roulette, tanto per citare i più famosi, e il gruppo di Rob Halford ha voluto compiere lo stesso passo, introducendo nel sound le chitarre-synth. <em>Turbo Lover</em> e <em>Out In The Cold</em> sono brani deliziosi, ma troppo commerciali per un gruppo come quello di Birmingham, i quali hanno fallito, al contrario dei rivali Iron Maiden, perché la loro classica potenza è venuta completamente a mancare. Da ascoltare, oltre le due canzoni già citate, sono comunque l’anthemica <em>Rock You All Around The World, Looked It, Reckless</em> e <em>Parental Guidance</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo un’assenza durata tre anni i Judas Priest sono tornati in Inghilterra  Il tour è andato benissimo e ha convinto Halford e soci a tornare sui loro passi per rivestire i panni dei Metal Gods del passato. Così, dopo la parentesi del disco dal vivo <strong>Priest…Live</strong>, la band ha sfornato <strong>Ram It Down</strong>, un ritorno alle origini, non proprio quelle degli anni ’70, ma al genere che ne ha decretato il successo all’inizio degli ’80. Nonostante tutto il lavoro, un po’ standardizzato, ha venduto meno del precedente. <em>Ram It Down, Heavy Metal, I’m A Rocker, Hard As Iron, Monster Of Rock</em> e la cover di Chuck Berry <em>Johnny B. Goode</em>, sono i pezzi più forti. <em>Blood Red Skies</em>, brano dall’andamento epico di oltre 7 minuti, presenta ancora le sonorità elettroniche di Turbo.</p>
<p style="text-align: justify">Il gruppo in quel periodo viveva un po’ di rendita; quello che continuava a spingerli verso l’alto erano i concerti, nei quali lo spettacolo era davvero assicurato. A quel punto, però, Holland ha lasciato la band e i Judas sono stati costretti a cambiare ancora batterista. Questa volta dietro le pelli si è seduto l’ottimo <strong>Scott Travis</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1990 il gruppo è tornato sul mercato dopo una lunga assenza con <strong>Painkiller</strong>. L’album, è stato ben accolto sia dalla critica sia dai fans e presenta un sound tra i più duri della carriera dei Judas Priest, grazie anche alla potenza del nuovo drummer. Pezzi quali la title track, <em>Leather Rebel, Metal Meltdown, One Shot At Glory</em>, l’epica <em>Night Crawler</em>, <em>Hell Patrol</em> e <em>Touch Of Evil </em>non sfigurano accanto a quelli del passato. In <em>A Touch of Evil</em> è presente come ospite il tastierista dei Deep Purple <strong>Don Airey</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Terminata la tournèe che ne è seguita,<strong> Rob Halford ha inaspettatamente lasciato la band</strong>. Sulla scelta hanno influito numerosi fattori, tra cui le voci ricorrenti sulla sua omosessualità, che hanno minato l’immagine del metallaro duro e selvaggio, e le condizioni fisiche dopo un incidente accorso durante il concerto di Toronto, quando si è schiantato sul palco con la moto a causa della nebbia creata dagli effetti scenici. Un altro motivo, forse quello più veritiero, va ricercato nella voglia di creare una band tutta sua. Infatti, poco dopo, egli ha formato i Fight, portando con se anche Scott Travis.<br />
Il colpo per i Judas è stato durissimo e si è pensato addirittura allo scioglimento. Dopo cinque anni di silenzio, però, è stato scelto un nuovo cantante, l’americano <strong>Tim “Ripper” Owens</strong>, frontman di una cover band tributo agli stessi Judas Priest.</p>
<div id="attachment_2105" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/judas-priest-gli-dei-del-metal/attachment/article-tim-ripper-owens-interview-2/" rel="attachment wp-att-2105"><img class="size-medium wp-image-2105" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/article-tim-ripper-owens-interview-2-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a><p class="wp-caption-text">Ripper Owens</p></div>
<p style="text-align: justify">Purtroppo<strong> Jugulator</strong>, disco uscito nel 1997, non ha ottenuto riscontri positivi da parte dei fans, un po’ per la novità, mai digerita, della nuova voce e un po’ per il cambio di direzione intrapreso dalla band, che in questo lavoro si è dedicata al Grind Core e al Nu Metal. <em>Jugulator, Burn In Hell</em> e <em>Blood Stained</em> sono i pezzi più importanti del disco, insieme alla lunghissima <em>Cathedral Spires</em>, 10 minuti di classico Heavy Metal.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1998 è stato rilasciato l’album dal vivo<strong> Live Meltdown</strong>, e tre anni più tardi ecco <strong>Demolition</strong>, disco dalle sonorità simili al precedente, ma con un riscontro di vendite peggiori.</p>
<p style="text-align: justify">Viste le continue polemiche con i fans e per favorire il ritorno in seno alla band di Rob Halford, nel 2004 Owens ha lasciato i Judas Priest. <strong>Ristabilita la line up dei tempi d’oro</strong>, il gruppo ha intrapreso un tour europeo con gli Scorpions, al termine del quale ha dato alle stampe <strong>Angel Of Retribuition</strong>. Il nuovo lavoro ha segnato un netto dietro front verso il classico sound dei Judas anni ’80, fatto questo che ha accontentato tutti e riscosso pareri eccellenti dalla critica. <em>Judas Rising, Revolution, Hellrider</em> sono tutti ottimi pezzi. <em>Lochness</em>, il brano che chiude l’album, con i suoi 13 e passa minuti è il più lungo mai prodotto dalla band. <em>Deal With The Devil </em>racconta la storia del gruppo; <em>Angel</em>, invece, è una deliziosa ballata semi-acustica.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2008 è arrivato nei negozi quello che fino a ora è l’ultimo album da studio dei Judas Priest: <strong>Nostradamus</strong>. Si tratta di un doppio CD, realizzato come concept album sulla vita del famoso astrologo. Si raccontano le sue profezie e il fatto che egli fosse stato esiliato proprio per colpa di esse. Dopo la sua morte, però, il mondo ha capito che lui aveva ragione. Le tastiere di Don Airey questa volta la fanno da padrone, donando al disco un suono particolarmente sinfonico e moderno, senza però rinunciare alla potenza dell’Heavy Metal.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/judas-priest-gli-dei-del-metal/attachment/63c01ebbafe295602dc8adf98e9cec90de4630ba54dc8303a17d2b815ff5fd907ed3d90946127dddd7b089af6c42e427dd5d02de89343075291da316230/" rel="attachment wp-att-2106"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2106" src="http://www.musicparade.it/files/2011/05/63c01ebbafe295602dc8adf98e9cec90de4630ba54dc8303a17d2b815ff5fd907ed3d90946127dddd7b089af6c42e427dd5d02de89343075291da316230-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" /></a><br />
Dopo avere dato l&#8217;assalto al mondo per quasi 40 anni, tenendo alto il marchio di <strong>Metal Gods</strong> in tutti e quattro gli angoli del pianeta, i Judas Priest, una delle più influenti band heavy metal di tutti i tempi, hanno annunciato che quest’anno eseguiranno il loro ultimo tour mondiale. L’Epitaph Tour, questo il nome, partirà l’11 giugno da Tilburg (Olanda) e toccherà tutte le principali città del mondo, dove saranno riproposti quei brani che hanno contribuito a rendere il nome Judas Priest sinonimo di metallo pesante. Per chi fosse interessato,<strong> il gruppo di Birmingham sarà a Milano il 22 giugno per il <a title="Sito ufficiale del Gods of Metal" href="http://www.godsofmetal.it/it/index.php" target="_blank">Gods Of Metal</a>, unica data italiana</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Ad aprile, però, K.K. Downing ha deciso di ritirarsi e non suonerà in tour. Il suo posto è stato preso da <strong>Ritchie Faulkner</strong>, ma il comunicato stampa non ha precisato se sarà una scelta permanente. I ragazzi hanno comunque chiarito che questa non è la fine dei Judas Priest, e che attualmente stanno scrivendo nuovo materiale per il prossimo album. Gli Dei del Metal sono duri a morire.</p>
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		<title>Le Power Ballads: quando i duri diventano romantici</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 15:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metal e Hardcore]]></category>
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		<description><![CDATA[Il termine Power Ballad indica una canzone piena d’emozione, caratterizzata da testi romantici e malinconici e da un suono melodico, che però non abbandona l’energia dell’hard rock e dell’heavy metal. Non è raro che la fortuna di una band di rock duro sia dovuta anche alla buona riuscita di un lento che può permettersi il privilegio di essere trasmesso per radio. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-1617" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/attachment/cimg1304/"><img class="size-medium wp-image-1617  aligncenter" src="http://www.musicparade.it/files/2011/02/CIMG1304-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Quando si ascolta un album di “rock duro” capita spesso che, dopo una serie di brani veloci e pieni d’energia, l’atmosfera improvvisamente cambia. Tutto diventa tranquillo, gli strumenti suonano più soffusi e persino la voce del cantante, che sino a poco prima aveva urlato a squarciagola di droga, guerra e sesso, si fa più morbida. È il momento della ballad, o meglio, della <strong>power ballad</strong>, perché la chitarra nell’assolo dev’essere comunque distorta, tanto per enfatizzarne l’aspetto emotivo; altrimenti saremmo ai livelli del mortifero languore sanremese. <strong>I duri con le rock ballads diventano più teneri</strong>, e non parlo solo delle band che le propongono, ma anche dei loro fans, i quali al concerto, quando scatta il “lentone”, estraggono di tasca l’accendino e punteggiano il palazzetto di mille lumini simili a stelle.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il termine ballad</strong>, quindi, sta a indicare una canzone piena di emozione, caratterizzata da un suono dolce e melodico, le cui tematiche, con le dovute eccezioni, parlano d’amore, di abbandono, di gelosia. Di sentimenti in generale, insomma, trasudanti<strong> romanticismo e malinconia</strong>. Nella maggior parte dei casi le power ballads iniziano con una strofa lenta e ritmata, dove prevalgono il pianoforte, la tastiera oppure la chitarra acustica. In seguito, quando arriva il ritornello, generalmente il volume aumenta e si introducono gli strumenti convenzionali dell’hard rock: batteria, basso e, soprattutto, la chitarra elettrica, che propone assoli veloci in stile metal. Spesso poi, sono presenti dei cori, specialmente nel finale.</p>
<p style="text-align: justify">Il critico musicale e sociologo americano<strong> Simon Frith</strong> identifica l&#8217;origine delle power ballads con gli artisti soul, in particolare Ray Charles, e con il successivo adeguamento di questo stile negli anni ‘60 da parte di personaggi quali Eric Burdon, Tom Jones e Joe Cocker, i quali hanno prodotto canzoni dal tempo lento, costruite su un ritornello forte ed emotivo, sostenuto da suoni potenti. Negli anni ’70 le rock star hanno tentato di trasmettere <strong>messaggi più profondi </strong>al pubblico, e le power ballads sono diventate il loro mezzo ideale. Con la nascita delle prime radio FM americane poi,  questo tipo di musica ha preso totalmente vita e ha fatto irruzione nel mondo.</p>
<p>Il genere che più ha dato alle power ballads, o meglio, che più ha ricevuto da esse, è l’AOR. Band del calibro di <strong>Foreigner, Journey, Styx, House Of Lord</strong>, hanno costruito il loro successo su questa musica melodica e allo stesso tempo piena di energia. Ma, anche per quanto riguarda il rock più duro, i gruppi non si sono lasciati scappare l’occasione per intenerire qualche cuore. Naturalmente <strong>la storia della musica è piena di brani lenti </strong>composti da band dedite al metal. Ne citerò qualcuna, ben sapendo di tralasciarne parecchie e scontentare un po’ di gente. Anzi, proprio per questo motivo non sarebbe male che ognuno scrivesse in questa sede qual è la sua rock ballad preferita.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1620" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/attachment/ninvideo_01/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1620" src="http://www.musicparade.it/files/2011/02/ninvideo_01-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Un famoso riff di pianoforte, suonato dal batterista <strong>Tommy Lee</strong>, funge da introduzione alla voce stridula di <strong>Vince Neil</strong>, il quale attacca il primo verso di quella che è considerata la più bella canzone dei <strong><a title="I Motley Crue e l'apice del Glam Rock" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/i-motley-crue-e-lapice-del-glam-metal/" target="_blank">Mötley Crüe</a>: Home Sweet Home</strong>. Piano e voce si fanno compagnia sino al ritornello, dove la ballad si trasforma in power ballad grazie all’innesto maestoso di batteria, basso e chitarra elettrica. Quindi l’assolo distorto e i cori a intonare il titolo, sino al finale, quando torna il pianoforte, con un accenno di archi e i gorgheggi di Neil a chiudere. La canzone è stata pubblicata sull’album, <strong>Theatre Of Pain</strong> del 1985, ma si può trovare anche ri-masterizzata sull’antologia <strong>Decade of Decadence</strong>, con il titolo di <em>Home Sweet Home &#8217;91</em>. Si può ben dire che il successo di questa ballad è stato il preludio a brani simili, di grande impatto radiofonico e notevoli catalizzatori in fatto di marketing, per le successive Hair Metal band nella seconda metà degli anni ‘80.</p>
<div class="mceIEcenter">
<dl>
<dt><a rel="attachment wp-att-1607" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/attachment/motleycrue/"><img src="../files/2011/02/Motleycrue-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a></dt>
<dd>Motley Crue</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify"><strong>Silent Lucidity</strong> dei <strong>Queensryche </strong>è una stupenda ninna nanna basata sul tema del sogno. Il brano si apre con una chitarra arpeggiata e la voce bassa di <strong>Jeoff Tate</strong> che invita il protagonista a “non piangere”. Con l’ingresso della batteria aumenta il climax, e Tate alza volume e ottava, il tutto sostenuto da un ricco accompagnamento orchestrale. Circa a metà, ecco l’immancabile assolo di chitarra elettrica di <strong>Chris DeGarmo</strong>, che è anche il compositore. Da notare che l&#8217;orchestra non è relegata in secondo piano, ma è invece molto importante, soprattutto durante la seconda metà della sezione strumentale. Alla fine della canzone, quando una volta raggiunto l’apice sonoro ritorna la quiete, un violoncello, sotto l’arpeggio di chitarra, accenna il tema della tradizionale <strong>Ninna Nanna di Brahms</strong>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 278px"><a rel="attachment wp-att-1608" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/attachment/quensryche/"><img class=" " src="../files/2011/02/quensryche-268x300.jpg" alt="" width="268" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Queensryche</p></div>
<p style="text-align: justify"><strong>Still Lovin’ You</strong> è ampiamente considerata la migliore canzone dei tedeschi<strong> Scorpions,</strong> i quali di lenti se ne intendono visto che prima di questo già avevano registrato pezzi quali <em>When The Smoke Is Going Down</em>, <em>Always Somewhere</em> e <em>Lady Starlight </em>(senza contare quelli composti dopo). Tratta dall’album <strong>Love At First Sting,</strong> la canzone, come ha spiegato in un&#8217;intervista <strong>Rudolf Schenker</strong> &#8220;<em>è la storia di un amore che, anche se sappiamo essere finito, proviamo ugualmente a recuperarlo</em>&#8220;. Essa, poi, è considerata una metafora sottilmente velata di una Germania ancora divisa tra parte Orientale e Occidentale. I riferimenti al muro sono numerosi: &#8220;<em>Il tuo orgoglio ha costruito un muro così forte che non riesco a passare, non c&#8217;è davvero nessuna possibilità di iniziare di nuovo?</em>&#8221; e &#8220;<em>Solo l&#8217;amore un giorno potrà abbattere i muri</em>&#8220;. Chiari riferimenti alla disperazione di molti tedeschi per la loro patria allora divisa. Il finale è un lungo, infinito, ripetere la frase <em>I’m Still Loving You</em> da parte di <strong>Klaus Meine</strong>, con la chitarra di Schenker che fa faville.</p>
<div id="attachment_1609" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-1609" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/attachment/scorpions5/"><img class="size-medium wp-image-1609" src="http://www.musicparade.it/files/2011/02/scorpions5-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Scorpions</p></div>
<p style="text-align: justify">Un sospiro da inizio a <strong>Every Rose Has Its Thorn</strong>, power ballad dal tono vagamente country dei <strong>Poison</strong>, datata 1988. Essa si dipana per un po’ con la voce di <strong>Bret Michaels</strong> accompagnata solo dalla chitarra acustica e da una tastiera. In seguito arrivano la batteria e la chitarra elettrica, la quale affronta due intricati assoli, uno morbido e l’altro più veloce e metallico. In un&#8217;intervista Michaels ha detto che l&#8217;ispirazione per la canzone gli è derivata una notte in cui era in una lavanderia in attesa che i suoi vestiti asciugassero e ha telefonato alla sua ragazza, il cui nome è Tracy Lewis. Michaels ha detto che quando lei ha risposto, ha sentito in sottofondo una voce maschile ed è rimasto pietrificato. Tornato a casa ha scritto la canzone. Il leader dei Poison ha anche rivelato che la &#8220;rosa&#8221; nel titolo della canzone è un riferimento all’organo femminile. Come ha dichiarato Dee Snider, dei <em>Twisted Sister</em>, questo brano ha ucciso il metal nelle ballad. A un tratto, infatti, tutte le heavy band si sono sbarazzate dei loro pedali a distorsione e hanno adottato l’acustica. Con <em>Every Rose</em>, i Poison hanno detronizzato i Mötley Crüe dal vertice del movimento Hair Metal.</p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-1610" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/attachment/poison/"><img class="size-medium wp-image-1610 aligncenter" src="http://www.musicparade.it/files/2011/02/poison-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl>
<dd>Poison</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify"><strong>Dream On</strong> è il primo singolo degli <strong>Aerosmith,</strong> tratto dal loro omonimo album di debutto del 1973.  Scritta da cantante <strong><a title="LA caduta di Steven Tyler dal palco durante un concerto" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/steven-tyler-cade-dal-palco-durante-un-concerto/" target="_blank">Steven Tyler</a>,</strong> questa ballata blues è certamente ancora oggi uno dei più grandi successi del gruppo di Boston. Essa inizia con una chitarra arpeggiata, sulla quale Steven attacca la prima strofa. Poi, come spesso accade nelle power ballads, con il ritornello subentrano gli altri strumenti che aumentano l’intensità del brano. La versione di <em>Dream On</em> che si trova sull’album dura un minuto in più rispetto quella su 45 giri ed è stata utilizzata nel 1976 per un nuovo singolo, arrivato al n°6 della classifica nazionale Billboard nel primo semestre dell&#8217;anno. Dopo questa canzone il gruppo di Perry e Tyler ha realizzato altre stupende ballad (come non ricordare <em>Fly Away  From Here </em>o<em> Amazing</em>), credo comunque che nessuna di esse sia mai riuscita a creare l’atmosfera di un capolavoro come <em>Dream On</em>.</p>
<p>Probabilmente il lento più famoso dei <a title="LA musica senza tempo dei Deep Purple" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/la-musica-senza-tempo-dei-deep-purple/" target="_blank"><strong>Deep Purple</strong> </a>è <em>Soldier Of Fortune</em>, ma personalmente preferisco <strong>When A Blind Man Cry</strong>, anche perché composto originariamente dalla formazione migliore del gruppo inglese, la cosiddetta Mark II. La canzone inizialmente era disponibile solo come B-side del singolo <em>Never Before</em>, uscito nel 1972 durante le sessioni di <strong>Machine Head,</strong> e non compariva sull’album. In seguito, quando il disco è stato rimasterizzato nel 1997 per il 25° anniversario, è stata inserita come ultima canzone della track list. Siccome <strong>Ritchie Blackmore </strong>odiava questo brano, la band non l’ha mai suonato dal vivo fintanto che il chitarrista era della partita, con l&#8217;eccezione di una sola occasione, il 6 aprile 1972 a Quebec, quando però Blackmore era malato e il compianto Randy California degli Spirit l’ha sostituito. <strong>Ian Gillan,</strong> invece, ha eseguito la canzone dal vivo con la sua Band durante tutti gli anni &#8217;70 e &#8217;80. Quando <strong>Joe Satriani </strong>ha occupato il posto di Blackmore durante il The Battle Rages Tour, nel novembre 1993, <em>When a Blind Man Cry</em>, è stata aggiunta alla set-list. In seguito, con il definitivo addio di Ritchie, la canzone è diventata un punto fisso nelle performance dei Deep Purple ed è apparsa nella maggior parte degli album live che la band ha pubblicato con <strong>Steve Morse </strong>(molto belle le versioni su Live At The Olympia del 1996 e Live In Melbourne del 2001). Con l’arrivo di Morse gran parte della canzone è stata riscritta fino a essere estesa a circa 7 minuti durante i concerti (contro i 3 minuti dell’originale), con un assolo di chitarra molto complesso ed emotivo. Le parti di chitarra per la canzone sono costituite principalmente da alcune improvvisazioni di Morse, mentre Roger Glover e Don Airey hanno riprodotto la sezione ritmica principale. Le versioni dal vivo eseguite con Morse differiscono tanto dalla versione in studio che, quando la canzone compare su un album live è accreditata a Gillan, Paice, Glover, Lord e Morse, mentre la versione originale, naturalmente, vede il nome di Blackmore.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Don’t Cry</strong> è il lento che i <strong><a title="Guns N'Roses, energia allo stato puro" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/guns-nroses-energia-allo-stato-puro/" target="_blank">Guns N&#8217;Roses</a> </strong>hanno proposto in due versioni uscite contemporaneamente su due diversi album. Quella con il testo originale è la quarta traccia di <strong>Use Your Illusion I</strong>, mentre quella con il testo alternativo è la tredicesima traccia di <strong>Use Your Illusion II</strong>, entrambi del 1991. Solo il testo è diverso, e solo in alcune strofe, ma in quelle strofe non solo le parole sono cambiate, ma sono leggermente variate anche la metrica e la melodia. La canzone ospita Shannon Hoon dei Blind Melon ai cori, il quale appare anche nel video. Durante un’intervista <strong>Axl Rose </strong>ha dichiarato che la canzone parla di una donna che lascia un uomo ed è stata dedicata alla ragazza di <strong>Izzy Stradlin,</strong> della quale Axl era attratto. Quando lei ha detto al cantante che non se ne poteva fare niente, lui si è messo a piangere e da lì, naturalmente, “<em>Don’t Cry</em>”. Particolare il finale, con Axl che prolunga l’ultima lettera della parola Cry più del dovuto.</p>
<div id="attachment_1611" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-1611" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/attachment/guns_n_roses-2/"><img class="size-medium wp-image-1611" src="http://www.musicparade.it/files/2011/02/guns_n_roses-300x265.jpg" alt="" width="300" height="265" /></a><p class="wp-caption-text">Guns N&#039;Roses</p></div>
<p>Un’altra ballata strappalacrime è <strong>Alone Again</strong>, scritta dai <strong><a title="Il Class metal dei Dokken" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/il-class-metal-dei-dokken/" target="_blank">Dokken</a></strong> e pubblicata nel loro album del 1984 <strong>Tooth And Nail</strong>. Singolo di grande classe, come del resto tutto il repertorio della band, è stato scritto dal cantante <strong>Don Dokken</strong> e dal bassista <strong>Jeff Pilson</strong>, sopra un testo che parla della depressione di un uomo dopo che è stato lasciato dall’amata. Il video ha una storia simile a un sacco di altre power ballads. Quasi tutto girato in bianco e nero, con solo alcune scene colorate, esso mostra la band che esegue il brano dal vivo insieme ad alcuni flash di Don Dokken solo in una stanza. I Dokken hanno scritto altre power ballads, come ad esempio <em>Slippin’Away</em>, <em>Nothing Left To Say</em> e <em>Goodbye My Friend,</em> ma Alone Again, per quanto mi riguarda, è la migliore: grande voce di Don Dokken e magnifico lavoro della Mr Scary di <strong>George Lynch</strong>.</p>
<p>Una ballad anomala è <strong>More Than Words</strong>, della rock band <strong>Extreme</strong>. Essa è costruita attorno al lavoro della chitarra acustica di <em>Nuno Bettencourt</em> e sulla voce di <em>Gary Cherone</em>, con armonie vocali dello stesso Bettencourt. Gli altri strumenti sono esclusi, quindi, se torniamo al discorso fatto all’inizio dell’articolo, questa non è da considerarsi una power ballad vera e propria. Niente aumento di pathos, nessun assolo elettrico, assenza di basso e batteria. Solo chitarra acustica e voci. Il risultato, però, è da considerarsi magnifico. Pubblicato nel 1990 sull&#8217;album <strong>Pornograffiti,</strong> il brano chiede alla persona cui è indirizzata di mostrare il suo amore attraverso &#8220;<em>More Than Words</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify">Anche i funerei <strong>Black Sabbath</strong> hanno i loro lenti. Uno di questi è <em>Changes,</em> brano che risale all’album <strong>Black Sabbath vol. 4</strong>, del 1972. Si tratta di una ballad sulla perdita di una relazione, molto diversa dai lavori standard dei Sabbath. Caratterizzata da un suono melodico e soft, dove la voce do <strong>Ozzy Osbourne</strong> è accompagnata dal pianoforte e, più avanti, dagli archi di un orchestra, <em>Changes</em> è in netto contrasto con il sound  duro basato sulla chitarra elettrica, che ha reso celebre la band di <strong>Toni Iommi</strong>.</p>
<div id="attachment_1612" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-1612" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/attachment/black_sabbath-ozzy4/"><img class="size-medium wp-image-1612" src="http://www.musicparade.it/files/2011/02/black_sabbath-ozzy4-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a><p class="wp-caption-text">Black Sabbath</p></div>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">I <strong>Firehouse </strong>hanno nel loro repertorio una grande quantità di power ballads, che li hanno resi il gruppo metal tra i più melodici del genere. Le migliori, certamente, sono <em>When I Look Into Your Eyes</em> e <strong>Love Is A Lifetime</strong>. Quest’ultima è stato il secondo singolo rilasciato della band del North Carolina e il loro maggior successo di classifica negli Stati Uniti, essendosi piazzato al n°5 della Billboard Hot 100. <em>Love Is A Lifetime</em> è stata scritta dal cantante <strong>CJ Snare</strong> in un Holiday Inn, prima di entrare nei Firehouse. Quando la band ha proposto il demo per il loro album d’esordio alla Epic Records, l&#8217;etichetta ha ritenuto che esso aveva bisogno di una forte ballad. Snare, alzando timidamente la mano, ha detto: &#8221; <em>Io una canzone l’avrei.</em>” Così è stata suonata, è piaciuta ed è diventata un grande successo. Come dargli torto?</p>
<div id="attachment_1613" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-1613" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/attachment/firehouse1/"><img class="size-medium wp-image-1613" src="http://www.musicparade.it/files/2011/02/firehouse1-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a><p class="wp-caption-text">Firehouse</p></div>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Dolce e delicata, dai toni vagamente bues, <strong>Is This Love </strong>è la migliore power ballad dei<strong> <a title="Il leggendario Hard Rock dei Whitesnake" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/il-leggendario-hard-rock-di-david-coverdale-e-dei-whitesnake/" target="_blank">Whitesnake</a></strong>, uscita sul loro album omonimo nel 1987. Scritto da <strong>David Coverdale </strong>e dal chitarrista <strong>John Sykes</strong>, il brano pare sia stato realizzato originariamente per Tina Turner. La canzone è diventata uno dei più grandi successi del 1988, e ha ulteriormente definito i Whitesnake come uno dei migliori gruppi rock degli anni ‘80.</p>
<p><strong>Bed Of Roses </strong>è la canzone d’atmosfera più bella di un romantico come <strong>Jon Bon Jovi.</strong> Singolo estratto dall’album <strong>Keep The Faith</strong>, del 1992, esso ha raggiunto la top ten della <em>Billboard Hot 100</em>, e si è piazzata benissimo nelle classifiche di mezzo mondo, grazie anche al fatto di essere stato tra i primi a mostrare il nuovo suono della band, più maturo rispetto al sound leggero che li aveva portati al successo nel decennio precedente.<br />
Il brano, fatto strano per una balald, inizia con la chitarra elettrica, con un fraseggio di pianoforte di sottofondo. Quindi, proprio quando la chitara si ferma, entra in scena Jon che canta con voce calda.  Accompagnata anche da leggeri riff di chitarra, la canzone cambia ritmo nei ritornelli, con il cantante che inizia a far uso della sua tonalità abituale.</p>
<p style="text-align: justify">Jon ha avuto l’ispirazione per questa canzone nel 1991, mentre viaggiava con la moto per le strade dell&#8217;Arizona. In seguito, quando l’anno seguente il gruppo ha iniziato le registrazioni di Keep the Faith, il leader ha inizialmente accantonato l&#8217;idea di inserire <em>Bed Of Roses,</em> ritenuta ancora acerba. Qualche settimana dopo, però, in una camera d&#8217;albergo, un Jon Bon Jovi ubriaco ha scritto le parole definitive le quali, infatti, riflettono i sentimenti del cantante in quel momento.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_1614" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><strong><strong><a rel="attachment wp-att-1614" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/le-power-ballads-quando-i-duri-diventano-romantici/attachment/bon-jovi/"><img class="size-medium wp-image-1614" src="http://www.musicparade.it/files/2011/02/bon-jovi-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Bon Jovi</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><strong>Di power ballads ce ne sono un’infinità</strong>. Parlare di tutte vorrebbe dire riempire queste pagine per chilometri e chilometri. Giusto per chiudere l’articolo dico qualche altro titolo. <em>Don&#8217;t Know What You Got (Till It&#8217;s Gone)</em>, il singolo di maggior successo dei <strong><a title="I Cinderella tra hard rock e blues" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/i-cinderella-tra-hard-rock-e-blues/" target="_blank">Cinderella</a>.</strong> <em>Angel Song</em>, la pianistica ballad dei <strong>Great White.</strong> La zeppeliniana <em>What Love Can Be </em>dei <strong>Kingdome Come</strong>. <em>Love Song</em> dei <strong>Tesla</strong>. <em>Givin’ Yourself Away</em> dei <strong>Ratt</strong>. <em>House Of Pain</em> dei <strong>Faster Pussycat.</strong> <em>Dreaming (Tell Me) </em>del super-chitarrista<em> </em><strong>Malmsteen</strong>, con l’ex Rainbow Joe Lynn Turner alla voce. La delicate <em>When The Children Cry </em>dei <strong>White Lions</strong>. <em>Bleeding Heart</em>, dei brasiliani <strong>Angra</strong>. E, perchè no, <em>Hollow Years </em>e <em>Another Day</em> dei progressive metal <strong>Dream Theater</strong>. Anche una band di speed- thrash come i canadesi <strong>Annihilator</strong> si sono ammorbiditi con la splendida, malinconica <strong>Only Be Lonely</strong>, canzone nella quale sono irriconoscibili. E ancora, <em>Forever </em>dei <strong>Kiss</strong>, <em>When I See You Smi</em>le, dei <strong>bad English</strong>, <em>The Fallen One </em>degli svedesi <strong>Hammerfall, </strong>and many, many more.</p>
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		<title>Guns N&#8217;Roses: energia allo stato puro</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 20:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metal e Hardcore]]></category>
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		<category><![CDATA[Biografia del gruppo]]></category>
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		<description><![CDATA[Droga, alcool, sesso, risse, provocazioni e tanta ottima musica. Con questi ingredienti i Guns N'Roses, alla fine degli anni '80, si sono imposti come la migliore rock band del panorama internazionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-1427" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/guns-nroses-energia-allo-stato-puro/attachment/6097guns/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1427" src="http://www.musicparade.it/files/2011/01/6097Guns-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Alla fine degli anni ’80 i <strong>Guns N’Roses </strong>sono stati il più fulgido fenomeno sulla scena musicale internazionale, grazie a un rock oltraggioso, strettamente legato alla realtà della strada, figlio del punk, del metal, del blues e dei Rolling Stones. Il genere, insomma, chiamato <strong>Sleaze Metal,</strong> del quale sono i capostipiti. La bomba è stata innescata a Los Angeles da alcuni ragazzi dall’atteggiamento trasgressivo, che hanno riesumato il vecchio motto “<em>Sex, Drug And Rock’n’Roll</em>”. A quel tempo le band erano due: gli L.A. Guns e gli Hollywood Roses. Una volta unite, i due leader, il cantante <strong>W. Axl Rose</strong> (Bill Baley) e il chitarrista Tracii Guns (Tracy Ulrich), hanno deciso di chiamare il nuovo gruppo con una miscela dei nomi precedenti. Così sono nati i Guns N’Roses.</p>
<p style="text-align: justify">Le prime apparizioni del gruppo risalgono al 1985, ma Tracii Guns ha lasciato subito per rifondare nuovamente gli L.A. Guns. Al suo posto è arrivato il chitarrista inglese <strong>Slash </strong>(Saul Hudson). La band, a quel punto, vedeva nella propria line-up anche <strong>Izzy Stradlin, Duff McKagan </strong>e <strong>Steve Adler</strong>. Senza perdere tempo i cinque hanno iniziato a mettere a ferro e fuoco i locali della città degli angeli, causando un vero e proprio terremoto.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1986 i Guns N’Roses hanno autoprodotto l’EP <strong>Live Like A Suicide,</strong> il quale ha permesso loro di ricevere una proposta di contratto dalla Geffen. La leggenda narra che Tom Zutaut, manager della casa discografica, è rimasto talmente impressionato dalle loro performance dal vivo, che ha diffuso in giro la voce che il gruppo faceva schifo, così da allontanare eventuali concorrenti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Appetite For Distruction</strong>, uscito alla metà del 1987, oggi è considerato uno dei dischi più importanti della storia del rock, ma all’inizio non è riuscito a decollare, anche perché il primo singolo, <em>Welcome To The Jungle</em>, è stato rifiutato da tutte le radio a causa del testo troppo spinto. In breve tempo, però, la scena è cambiata. Grazie a concerti con gente del calibro di Alice Cooper, Aerosmith e <strong><a title="Biografia dei Motley Crue" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/i-motley-crue-e-lapice-del-glam-metal/" target="_blank">Motley Crüe</a></strong>, alla fine, nonostante un suono scomodo per le programmazioni radiofoniche, l’album ha raggiunto il primo posto in classifica, vendendo oltre 30 milioni di copie.</p>
<p style="text-align: justify">La rabbiosa <em>Welcome To The Jungle,</em> <em>Paradise City</em>, che parte come una semi-ballad per poi trasformarsi in un bellissmo rock primordiale, <em>Sweet Child O’ Mine</em>, brano che parla d’amore e che presenta uno dei riff di chitarra più famosi della storia della musica, sono questi i pezzi migliori. Ma la track-list è ampia e i brani sono uno più bello dell’altro. Crudi, sudati, stralunati e allo stesso tempo orecchiabili: <em>It’s So Easy, Nightrain</em>, la velocissima <em>My Michelle</em>, <em>Out To Get Me</em>, che paga il suo tributo agli AC/DC, <em>Mr Brownstone,</em> dedicata all’eroina e agli eccessi, sino alla lunga, orecchiabile <em>Rocket Queen</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-1428" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/guns-nroses-energia-allo-stato-puro/attachment/appetite-for-distruction-cover1/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1428" src="http://www.musicparade.it/files/2011/01/appetite-for-distruction-cover1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Il successivo <strong>Lies! The Sex, The Drugs, The Violence, The Shocking Truth</strong>, è un disco per metà da studio, in versione acustica, e metà live (che poi sarebbe la ristampa di Live Like A Suicide). I quattro brani da studio sono la bella <em>Patience</em>, suonata con tre chitarre, la delicata <em>I USe To Love Her</em>, la versione acustica di<em> You’Re Crazy</em>, già presente su Appetite For Distruction, e <em>One In A Million</em>, brano fortemente crticato per il testo apertamente xenofobo.<br />
I pezzi dal vivo, invece, sono la veloce <em>Reckless Life </em>e <em>Move to the City</em>, entrambe retaggio degli Hollywood Rose, e un paio di cover: <em>Mama Kin</em>, degli Aerosmith e <em>Nice Boys</em>, degli australiani Rose Tattoo.</p>
<p style="text-align: justify">A quel punto, <strong>l’immagine dei Guns è diventata sempre più sporca e aggressiva</strong>. L’uso di stupefacenti, l’abuso di alcool, le provocazioni e le risse erano all’ordine del giorno. La band sul palco non rendeva più. Il carattere imprevedibile di Axl, poi, ha fatto temere lo scioglimento del gruppo quando non si è presentato al concerto di Phoenix. È stato anche per questo che Izzy, Steven e Slash hanno deciso di entrare in terapia. Tra i tre solo Adler non ce l’ha fatta, e il resto della band ha così pensato di dimetterlo. Al suo posto è arrivato l’ex drummer dei Cult <strong>Matt Sorum</strong>. Per ampliare le sonorità del gruppo, è stato anche ingaggiato un vecchio amico di Axl per suonare le tastiere, <strong>Darren “Dizzy” Reed.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong> </strong></p>
<div id="attachment_1431" class="wp-caption aligncenter" style="width: 232px"><strong><strong><a rel="attachment wp-att-1431" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/guns-nroses-energia-allo-stato-puro/attachment/slash_012/"><img class="size-medium wp-image-1431" src="http://www.musicparade.it/files/2011/01/slash_012-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Slash</p></div>
<p style="text-align: justify"><strong> </strong>Con la nuova line-up, nel settembre del 1991 i Guns hanno registrato il doppio <strong>Use Your Illusion</strong>. A dire il vero non si tratta proprio di un doppio, ma di due dischi ben distinti usciti contemporaneamente e chiamati <strong>Use Your Illusion I e II</strong>. Meno cattivi e metallici rispetto Appetite For Distruction, i nuovi lavori basano la loro fortuna sulle ballad, nelle quali il pianoforte e la tastiera di Reed la fanno da padrone: la delicata <em>Don’t Cry,</em> la splendida <em>November Rain</em>, con tanto di orchestra, <em>Civil War</em>, la progressiva <em>Estranged</em> e la cover di Bob Dylan <em>Knocking On Heaven’s Door</em>. Per quanto mi riguarda la band avrebbe potuto scegliere i pezzi migliori dei due e rilasciare un solo album, il quale sarebbe risultato più compatto e meno dispersivo, visto anche che alcuni dei pezzi si presentano decisamante poco ispirati. I più riusciti, oltre a quelli già citata, sono a mio giudizio <em>The Garden,</em> che già doveva fare parte della track list di Appetite For Distruction e che ospita la voce di Alice Cooper, <em>Live and Let Die,</em> cover dei Wings di Paul Mc Cartney, la veloce <em>Get In The Ring</em>, <em>Locomotive</em>, la famosa <em>You Could Be Mine</em>, con il suo splendido intro di batteria e basso, le tranquille, <em>Yesterdays</em> e <em>So Fine,</em> per finire con <em>Coma</em>, che con i suoi 10 minuti è il brano più lungo mai scritto dai Guns N’ Roses. Da notare che <em>Don’t Cry</em> è presente su entrambi gli album con due testi differenti.</p>
<p style="text-align: justify">Lo stesso anno Izzy Stradlin ha abbandonato il gruppo per colpa di alcuni contrasti con Axl. Al suo posto è arrivato <strong>Gilby Clarke.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Dopo una serie di concerti e alcune partecipazioni ad eventi, tra i quali il famoso tributo a Freddy Mercury, nel 1993 a band di L.A. ha pubblicato una raccolta di cover intitolata <strong>The Spaghetti Accident?</strong> Un po’ come avevano fatto i <a title="I metallica, i più amati dai metallari" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/metallica-i-piu-amati-dai-metallari/" target="_blank">Metallica</a> con il loro Garage Days Re-Revisited. Il pezzo più famoso è <em>Since I Don’t Have You</em>, remake di un brano degli Skyliners, gruppo in voga negli anni ’50. Il resto è un buon mix di gruppi quali Damned, Nazareth, T-Rex- Dead Boys, Misfyts, New York Dolls, Stooges, UK Subs e Soundgarden. Da notare, come ultima traccia, quella <em>Look At Your Game Girl,</em> che fa da finale a <em>I Don’t Care About You,</em> scritta nientemeno che dal criminale<strong> Charles Manson</strong>. La canzone, inserita da Axl all’insaputa del resto della band, è stata causa di numerosi litigi.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-1437" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/guns-nroses-energia-allo-stato-puro/attachment/guns_n_roses/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1437" src="http://www.musicparade.it/files/2011/01/guns_n_roses-300x265.jpg" alt="" width="300" height="265" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Nel 1994 Rose è diventato l’unico proprietario dei diritti sul nome Guns N’Roses e come prima opera della sua dittatura ha licenziato Clarke, prontamente sostituito dall’amico <strong>Paul Tobias</strong>, il quale ha debuttato con il singolo <em>Sympathy For The Devil</em>, cover dei Rolling Stones.</p>
<p style="text-align: justify">Proprio allora, Slash, Duff e Sorum, stanchi del rapporto poco idilliaco con il cantante, hanno lasciato il gruppo. <strong>W. Axl Rose è rimasto quindi l’unico supersite</strong> dei membri che hanno dato origine alla band. I Gun N’Roses erano a quel punto completamente da rifondare.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo qualche anno di silenzio, nel 1998 Axl si è presentato sul palco con una nuova formazione e un singolo che si diletta con l’Industrial Metal: <em>Oh My God.</em> Una girandola di cambi nella line-up rende noioso scrivere (e leggere) di chi è entrato, uscito e rientrato nel gruppo da quel periodo in avanti. Da menzionare è sicuramente l’eclettico chitarrista <strong>Buckethead </strong>(Brian Carroll), nella band dal 2000 al 2004, un vero artista delle sei corde e personaggio tanto carismatico quanto misterioso. Alto quasi 2 metri, nessuno ha mai visto il suo viso, poiché si presenta in pubblico sempre con una maschera. La figura è completata da un secchiello usato come cappello, da cui il nome Buckethead (Testa di secchio).</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_1443" class="wp-caption aligncenter" style="width: 151px"><a rel="attachment wp-att-1443" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/guns-nroses-energia-allo-stato-puro/attachment/buckethead/"><img class="size-medium wp-image-1443" src="http://www.musicparade.it/files/2011/01/buckethead-141x300.jpg" alt="" width="141" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Buckethead</p></div>
<p>Nel 2008 è arrivato nei negozi <strong>Chinese Democracy</strong>, album pronto da anni ma che ha visto più volte rimandare la sua uscita, tanto che ha battuto il record mondiale dei rinvii. Da un punto di vista del sound si può apertamente dichiarare che questo disco non centra nulla con i vecchi lavori della band di Los Angeles. Abbandonato il rock stradaiolo del passato, si è qui passati a un suono più leggero, che tanto deve ai Queen, ma anche al Doom Metal e all’Industrial Metal.. La rockeggiante title track, <em>Better</em> e la power ballad <em>Street Of Dreams,</em> che ci regala un ottimo intro di pianoforte, sono i tre singoli estratti. Non sono male neppure <em>There Was A Time,</em> <em>I.R.S.</em>, <em>This I Love e Sorry</em>, che vede la presenza come ospite di Sebastian Bach, singer degli Skid Row.</p>
<p style="text-align: justify">Intanto, mentre si fanno sempre più insistenti le voci dell’arrivo di un nuovo album, i Guns N’Roses si sono dati parecchio da fare sui palchi di mezzo mondo, riempiendo i palazzetti a ogni concerto. Solo tre mesi fa il gruppo si è esibito in un paio di date anche in Italia,<strong> a</strong> <strong>Roma e a Milano</strong>, entrambe sold-out. Nel frattempo, poi, Duff McKagan ha fatto ritorno, almeno come ospite on-stage, alla corte di re Axl Rose.</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_1438" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-1438" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/guns-nroses-energia-allo-stato-puro/attachment/axl-rose-2/"><img class="size-medium wp-image-1438" src="http://www.musicparade.it/files/2011/01/axl-rose-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></a><p class="wp-caption-text">Axl Rose</p></div>
<p style="text-align: justify">Oggi Axl è invecchiato (ha 48 anni), la sua forma fisica non è più perfetta, anche se sul palco questo non si nota. Non c’è più Slash, con la sigaretta in bocca e il cappello a cilindro, e non c’è più Izzy, l’anima della band, colui che ha contribuito al successo di brani quali Sweet Child O’Mine e You Cuould Be Mine, ma ci sono tre ottimi chitarristi che si dividono gli assoli: <strong>Ron “Bumblefoot” Thal, DJ Ashba e Richard Fortus</strong>. I Guns sono cambiati, e il mondo con loro. Venti anni sono un periodo troppo lungo perché il modo di suonare e ascoltare musica possa restare lo stesso. È inutile quindi rimpiangere il tempo andato, sarebbe stato peggio se il gruppo fosse rimasto fossilizzato ai tempi di Appetite For Distruction. E poi non è detto che quello che si faceva allora era meglio di ciò che si fa oggi.</p>
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