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	<title>Music Parade &#187; Heavy metal</title>
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	<description>cosa si muove nel mondo della musica suonata, ascoltata, usata. Scopri con noi le tracce nascoste della musica</description>
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		<title>SEPULTURA o SOULFLY? Cavalera. Comunque e sempre!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 10:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Sonego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se ti dico Brasile, a cosa pensi? Samba, carnaval, futbòl, caffè, ecc. Questo accade se hai poca fantasia. Se hai molta, ma molta più fantasia pensi a ritmi martellanti, testi che parlano di morte, blasfemi, canzoni cantate da tipi da galera (di quelli da rinchiudere e buttare la chiave). In una parola: SEPULTURA. I Sepultura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_978" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-978" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/sepultura-o-soulfly-cavalera-comunque-e-sempre/attachment/sepultura6/"><img class="size-medium wp-image-978" src="http://www.musicparade.it/files/2010/08/Sepultura6-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">La formazione degli inizi dei Sepultura</p></div>
<p style="text-align: center">
<p>Se ti dico <strong>Brasile</strong><strong>,</strong> a cosa pensi? Samba, carnaval, futbòl, caffè, ecc. Questo accade se hai poca fantasia. Se hai molta, ma molta più fantasia pensi a ritmi martellanti, testi che parlano di <strong>morte</strong>, <strong>blasfemi</strong>, canzoni cantate da tipi da galera (di quelli da rinchiudere e buttare la chiave). In una parola: <strong>SEPULTURA</strong>. I Sepultura si possono definire a buona ragione tra i gruppi fondatori del <strong>death metal</strong> quel ramo dell&#8217;<strong> heavy metal</strong> <strong>cattivo</strong>, <strong>sporco</strong>, che parla appunto di <strong>morte</strong>. Nati  nel lontano <strong>1983</strong> e formati, oltre che dai mitici fratelli <strong>Igor</strong> e <strong>Max Cavalera</strong>, da <strong>Paulo jr.</strong> e <strong>Jairo T.</strong> I Sepultura dopo il classico demo tape d&#8217;esordio (<strong>bestial devastation</strong>&#8230;. dal titolo, come esordio, niente male eh?) pubblicarono <strong>Morbid Visions</strong> nel <strong>1986</strong> che già conteneva una di quelle canzoni che sarebbe, con gli anni, diventata tra i loro migliori cavalli da battaglia: <strong>Troops of Doom</strong>.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->I <strong>Sepultura</strong> partirono così <strong>forte</strong> e così <strong>sparati</strong> sia come testi che come musica che dovettero subito, però, recitare un<strong> mea-culpa</strong> a causa proprio dei testi del primo lavoro profondamente <strong>blasfemi ed anticristiani</strong>. Nel 1987 uscirà <strong>Schyzophrenia</strong> album che non lascerà il segno ma che già farà intravedere le grandi <strong>potenzialità</strong> dei 4 a livello <strong>planetario</strong>. Fu con l&#8217;album successivo (<strong>beneath the remains</strong>) che avvenne il cambio qualitativo sperato, soprattutto grazie all&#8217;ingresso al mixer di <strong>Scott Burns</strong>. Da ricordare sopra gli altri la title track e <strong>Inner</strong> <strong>Self</strong>. E grazie proprio a quell&#8217;album i Sepultura diedero modo al mondo di accorgersi di loro <strong>uscendo finalmente dal Brasile</strong> e seguendo i <strong>Sodom</strong> nel loro tour come guest group.</p>
<p>Nel <strong>1991</strong>, poi, arrivò l&#8217;apice del successo grazie ad <strong>Arise</strong>, album quasi perfetto con capolavori di aggressività musicale come, appunto, <strong>Arise </strong>e <strong>Dead Embrionic Cells</strong></p>
<p><object width="440" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9j8OF4cZnjg?fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/9j8OF4cZnjg?fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="355" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center"><strong>Sepultura-Roots bloody Roots</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Nel 1993 arrivò la maturità definitiva con<strong> Chaos A.d</strong>. dove al death metal “<strong>che pesta</strong>” dall&#8217;inizio alla fine trovò spazio un saltare tra i vari generi “<strong>metal duri</strong>” il che spiazzò i fans e i critici specializzati. Il top della sorpresa giunse, però, con l&#8217;uscita nel 1996 di un album davvero completo. Ecco, sì, ora siamo alla definizione di “<strong>capolavoro</strong>” anche perchè con enorme sorpresa (anche mia) con un sapiente uso delle <strong>percussioni</strong> riuscirono ad utilizzare musica tribale in maniera funzionale all&#8217;aggressività di ogni brano (vedi <strong>Roots bloody roots</strong> e <strong>Rathamatta</strong>). Come ogni bella favola, però, anche quella dei brasiliani Sepultura è destinata a finire. E ciò accadde con l&#8217;abbandono di Max Cavalera, icona del gruppo e di gran parte del movimento death, sostituito da <strong>Derrick Green</strong>. Con il nuovo vocalist uscì nel 1998 Against ma già questi non erano più i veri<strong> Sepultura</strong>. Capiamoci, <strong>Against</strong> non era da buttare ma, obbiettivamente, <strong>Max Cavalera</strong> non lo si può sostituire senza pagarne lo scotto in termini anche qualitativi.</p>
<div id="attachment_977" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-977" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/sepultura-o-soulfly-cavalera-comunque-e-sempre/attachment/sepultura2-2/"><img class="size-medium wp-image-977" src="http://www.musicparade.it/files/2010/08/sepultura21-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">I Sepultura con Derrick Green come sostituto di Max Cavalera</p></div>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong>Cosa starà facendo</strong> ora il buon Max? Il buon Max, nel 1997 fondò i <strong>Soulfly</strong> nome evocativo del modo con il quale lasciò i Sepultura, una specie di<strong> liberazione</strong>. La line-up iniziale fu: <strong>Max Cavalera</strong>: chitarra e voce, <strong>Roy Mayorga</strong>: batteria, <strong>Jackson Bandeira</strong>: chitarra, <strong>Marcelo D Rapp</strong>: basso. Cambiato gruppo cambiò anche la musica, affascinato dai<strong> nuovi generi</strong> e <strong>nuove influenze</strong> che stavano contaminando il metal anche quello più estremo. Molto bello l&#8217;<strong>omonimo</strong> d&#8217;esordio del <strong>1998</strong> seguito, con ben due anni di mezzo, da <strong>Primitive </strong>album strano perchè nonostante le importanti collaborazioni (<strong>Tom Araya-Slayer, Corey-Slipknot</strong>, ecc.) risultò tutto sommato abbastanza inferiore al precedente e sicuramente sotto la media alla quale Max aveva ben abituato i fans. Che comunque tributarono un <strong>successo strepitoso</strong> anche a Primitive. Da lì l&#8217;idea geniale di Max di cambiare continuamente collaboratori per i successivi album per carpire da ogni genere metal qualcosa e rendere i suoi lavori “speciali” ognuno a suo modo. Così arrivò nel <strong>2002</strong> l&#8217;album<strong> 3 </strong>con gran successo su <strong>Billboard</strong> e di nuovo <strong>Mayorga</strong> alla batteria. Nel <strong>2004</strong> arrivò poi <strong>Prophecy</strong> con collaboratori “speciali” come, tra l&#8217;altro, <strong>Dave Ellefson</strong> (Megadeth) e col ritorno di <strong>Joe Nunez</strong> alla batteria. E, puntuale come un orologio svizzero, il successo arrivò a piene mani anche per <strong>Prophecy</strong>.</p>
<div id="attachment_976" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><a rel="attachment wp-att-976" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/sepultura-o-soulfly-cavalera-comunque-e-sempre/attachment/davemax/"><img class="size-full wp-image-976" src="http://www.musicparade.it/files/2010/08/davemax.jpg" alt="" width="250" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Dave Ellefson (Megadeth) e Max Cavalera</p></div>
<p>Nel 2005 uscì poi <strong>Dark Ages</strong> preceduto da un dvd con un mix di<strong> live, interviste, video,</strong> ecc. <strong>Dark Ages</strong> fu un altro tangibile segnale dell&#8217;universalità della sua musica inserendo musicalità di vari paesi visitati come <strong>Serbia, Stati Uniti, Francia, Turchia e Russia</strong>. Troppo lungo l&#8217;elenco dei collaboratori e troppo poco lo spazio (…..ahimè&#8230;..) ma, di sicuro il duetto tra <strong>Richie Cavalera</strong> e suo padre <strong>Max</strong> la fa da padrone. Anche i meravigliosi <strong>Korn</strong> furono tra i gruppi che seguirono i <strong>Soulfly</strong> nel <strong>Dark Ages Tour nel 2007</strong> anno in cui vide la luce <strong>Conquer</strong> album decisamente più trash.</p>
<p><object width="440" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2R8EdNHasic?fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/2R8EdNHasic?fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="440" height="355" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center"><strong>Soulfly-rise of the fallen (da Omen)</strong></p>
<p><strong>Omen</strong>, il nuovo cd della band di<strong> Cavalera</strong>, è storia dei giorni nostri ed è uscito nei primi mesi di quest&#8217;anno (fresco fresco quindi) assieme al progetto di alcune cover di gruppi come i <strong>Led Zeppelin</strong>. Il resto, beh, è futuro. Storia ancora da vivere, storia ancora da ascoltare. E, sono sicuro, il fiume in piena <strong>Max Cavalera</strong> percorrerà ancora tanta tanta strada.</p>
<div id="attachment_979" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-979" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/sepultura-o-soulfly-cavalera-comunque-e-sempre/attachment/soulfly/"><img class="size-medium wp-image-979" src="http://www.musicparade.it/files/2010/08/soulfly-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">I soulfly</p></div>
<h4>Fonti</h4>
<ul>
<li>Il <strong><a title="Il sito ufficiale dei Sepultura" href="http://sepultura.uol.com.br/v6/" target="_blank">sito ufficiale dei Sepultura</a></strong></li>
<li>Il <strong><a title="Il sito ufficiale dei Soulfly" href="http://www.soulfly.com/" target="_blank">sito ufficiale dei Soulfly</a></strong></li>
<li><a title="La pagina myspace di Cavalera" href="http://www.myspace.com/cavaleramax" target="_blank">Max Cavalera</a> su MySpace</li>
<li>Sito interamente dedicato al <a title="Death Metal" href="http://www.deathmetal.org/" target="_blank">death metal</a></li>
</ul>
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		<title>L&#8217;aggressivo Heavy Metal dei tedeschi Accept</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 10:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metal e Hardcore]]></category>
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		<category><![CDATA[Wolf Hoffmann]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo gli Scorpions, gli Accept sono il gruppo tedesco di Heavy Metal che è riuscito ad affermarsi a livello internazionale, grazie ad un sound aggressivo, che ha praticamente anticipato l’estremismo sonoro del thrash.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-544 aligncenter" title="Accept" src="http://www.musicparade.it/files/2010/02/Accept.jpg" alt="Accept" width="354" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quando si parla di heavy metal “made in Deutschland” il primo nome che salta alla mente è, naturalmente, quello degli Scorpions. Subito dopo però, ad affermarsi come gruppo più importante del genere a livello internazionale, sono stati gli <strong>Accept</strong>.<br />
All’apice della fama, <strong>il sound aggressivo di questo quintetto ha praticamente anticipato l’estremismo sonoro del thrash</strong>, pur mantenendosi ben saldo all’interno del classico HM per quanto riguarda tecnica strumentale e orecchiabilità dei brani.</p>
<p style="text-align: justify;">La band trae origine nel lontano 1977, nella città di Solingen, per opera del cantante <strong>Udo Dirkschneider</strong>, i chitarristi Wolf Hoffmann e Gerhard Wahl, Peter Baltes al basso e il drummer Frank Friedrich.<span id="more-534"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1979, dopo che Jörg Fischer ha sostituito il dimissionario Wahl alla chitarra, il gruppo ha pubblicato per il mercato tedesco il primo album, intitolato semplicemente <strong>Accept</strong>.<br />
Il lavoro, acerbo e poco originale, risentiva parecchio del sound dei “cugini” Scorpions, ma è comunque servito per porre sotto i riflettori le buone capacità dei cinque ragazzi.</p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio del 1980, con Stefan Kauffmann al posto di Friedrich, è stato dato alle stampe <strong>I’m a Rebel</strong>, decisamente migliore rispetto al precedente, ma con uno stile ancora lontano da quello che sarebbero stati gli Accept del futuro.<br />
La title track, scritta dal fratello di Angus e Malcom Young degli ACDC, è il brano di punta, ma molto belle sono anche <em>Thunder and Lightning</em> e <em>Save Us</em>.<img class="alignright size-full wp-image-546" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="Accept1" src="http://www.musicparade.it/files/2010/02/Accept1.jpg" alt="Accept1" width="261" height="243" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La scalata al successo</strong> è iniziata con il terzo album, <strong>Breaker,</strong> datato 1981 e ancora realizzato solo per il mercato teutonico. La potente onda d’urto del suono, caratterizzato da <strong>riffs implacabili e ritmi accelerati, sostenuti dalla voce stridula di Udo</strong>, che ricorda vagamente quella di Brian Johnson degli ACDC, era piuttosto estremo per il periodo e ha portato una discreta fama al gruppo.<br />
Le canzoni migliori, a mio parere, sono<em> Breaker</em>, <em>Sonf Of A Bitch </em>e <em>Burning</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso anno la band è partita in tournèe per l’Europa con i loro maestri Judas Priest, riscuotendo ovunque ottimi consensi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1984, pur perdendo Fischer, gli Accept hanno raggiunto il loro <strong>apice qualitativo</strong> con <strong>Restless and Wild</strong>, LP che contiene le belle <em>Fast As A Shark</em>, <em>Princess of the Dwan</em> e <em>Shake Your Heads</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello seguente è stato <strong>un anno ricco di novità</strong>. Innanzitutto, con la firma per l’etichetta inglese Portrait, il gruppo ha ottenuto il primo contratto al di fuori della Germania. Quindi, un nuovo produttore nella figura di Dieter Dierks, già con gli Scorpions, un nuovo chitarrista, Herman Frank, al posto del dimissionario Fischer, e la pubblicazione del quinto lavoro da studio, <strong>Balls To The Wall</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disco si presenta più lirico rispetto ai predecessori, e anche i testi si evolvono<strong>,</strong> ponendo in risalto problematiche d’impegno sociale e politico.<br />
Con esso è arrivata <strong>la definitiva consacrazione internazionale,</strong> grazie a canzoni quali <em>London Leathrboys</em>, <em>Love Child,</em> la stessa <em>Balls To The Walls,</em> <em>Turn Me On</em>, <em>Winter Dreams</em>.<br />
Le conseguenze sono state il primo tour da headliners in Inghilterra e numerose date negli Stati Uniti come spalla a Kiss e Ozzy Osbourne.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il ritorno di Fisher, nel 1985 gli Accept hanno pubblicato il bellissimo <strong>Metal Heart</strong>, nel quale compaiono maggiori aperture melodiche.<br />
Il brano omonimo, il cui intro è la Marcia Slava di Tchaikovsky e l’assolo di chitarra contiene Per Elisa di Beethoven, <em>Midnight Mover</em>, <em>Up To the Limit,</em> sono una più bella dell’altra, anche se la mia preferita resta <em>Screaming For The Love Bite</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso anno è stato pubblicato anche il primo live, <strong>Kaizoku-Ban</strong>, registrato in Giappone.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 1986 è la volta di <strong>Russian Roulette,</strong> un altro grosso successo commerciale, sorretto da brani come <em>TV War, Monster Man</em>,<em> Another Second To Be</em> e la title track.</p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto però, il gruppo è stato costretto ad una prolungata sosta a causa della <strong>defezione del singer Udo</strong>, che si è messo in proprio costituendo un gruppo chiamato U.D.O.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-547" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="Accept2" src="http://www.musicparade.it/files/2010/02/Accept2.jpg" alt="Accept2" width="240" height="240" />Nel 1989, l’arrivo di un nuovo cantante, l’americano <strong>David Reece,</strong> ha portato gli Accept al ritorno discografico con <strong>Eat The Heat</strong>, un lavoro che non ha soddisfatto pienamente le aspettative dei vecchi fans.<br />
Poco prima di entrare in studio poi, il gruppo ha visto ancora l’uscita, questa volta definitiva, del chitarrista Jörg Fischer. Le parti di chitarra sono state registrate tutte da Wolf Hoffmann, anche se nelle note di copertina compare pure il nome del nuovo Jim Stacey.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il tour che ne è seguito anche il batterista Stefan Kauffmann ha dovuto dare forfait a causa di un infortunio alla schiena. Al suo posto è arrivato Ken Mary. A quel punto il gruppo, sempre più americano e meno teutonico, ha perso unità e stile. <strong>Ecco quindi la decisione di interrompere ancora una volta le attività per raccogliere le idee</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanto per non cadere nel dimenticatoio, nel 1990 è uscito nei negozi il doppio dal vivo <strong>Staying A Life,</strong> registrato cinque anni prima dalla formazione originale. In esso è da segnalare il buon “<em>guitar solo</em>” di Wolfmann.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il ritorno di Udo e di Kauffmaan</strong> ha fatto si che gli Accept ritrovassero stabilità, così, nel 1993 sono entrati di nuovo in studio per registrare <strong>Objection Overruled</strong>, un buon album che presenta il classico, aggressivo, stile del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull’onda del ritrovato successo, l’anno seguente, al termine di un grosso tour mondiale, è uscito <strong>Death Row</strong>, che, musicalmente parlando, non ha aggiunto niente di nuovo rispetto al precedente, ma la line up ha perso definitivamente Kauffmann, sostituito prima da Stefan Schwarzmann, quindi da niente meno che dall’ex Lynyrd Skynyrd Michael Cartellone.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il nuovo batterista, nel 1996 è stato registrato l’ultimo LP della band tedesca, intitolato <strong>Predator</strong>.<br />
Nonostante le scarse vendite, il gruppo è partito per un lungo tour mondiale, che si è rivelato essere l’ultimo della loro storia. <strong>Una volta rientrati alla base, infatti, gli Accept si sono sciolti</strong>.</p>
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		<title>Anthrax, le simpatiche canaglie del Thrash</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 12:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metal e Hardcore]]></category>
		<category><![CDATA[Album]]></category>
		<category><![CDATA[Anthrax]]></category>
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		<category><![CDATA[biografia dei Anthrax]]></category>
		<category><![CDATA[Dan Lilker]]></category>
		<category><![CDATA[Dan Spitz]]></category>
		<category><![CDATA[disco]]></category>
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		<description><![CDATA[A metà degli anni ’80, negli Stati Uniti è decollato un nuovo movimento musicale chiamato Thrash Metal, una brutale fusione fra la potenza dell’Heavy e la frenesia ritmica dell’Hardcore Punk.
Fra i maggiori fautori di questo genere vi sono sono gli Anthrax]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_347" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-347 " title="anthrax_madhouse_the_very_best_of-b2" src="http://www.musicparade.it/wp-content/uploads/2009/08/anthrax_madhouse_the_very_best_of-b2-300x256.jpg" alt="anthrax_madhouse_the_very_best_of-b2" width="300" height="256" /><p class="wp-caption-text">Anthtrax Madhouse</p></div>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">A metà degli anni ’80, negli Stati Uniti è decollato un nuovo movimento musicale chiamato <strong>Thrash Metal, una brutale fusione fra la potenza dell’Heavy e la frenesia ritmica dell’Hardcore Punk</strong>.<br />
Fra i fautori di questo genere sono da menzionare gruppi quali Metallica, Slayer, Megadeth, Exodus, Overkill e <strong>Anthrax</strong>.<br />
Questi ultimi sono nati a New York, attorno al 1981, grazie al chitarrista Scott “Not” Ian e al bassista Danny Lilker. Ai due si sono presto aggiunti il cantante Neil Turbin, l’altro chitarrista Dan Spitz e il batterista Charlie Benante.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-342"></span></p>
<p>Tramite un demo, il gruppo si è fatto notare subito dall’etichetta Megaforce, la quale li ha scritturati e, nel 1983, ha immesso sul mercato <strong>Fistful Of Metal</strong>, <strong>un album ancora acerbo</strong>, che solo a tratti mette in mostra le future potenzialità del quintetto, come in canzoni quali <em>Metal Thrashing Mad</em> e <em>Soldier of Metal</em>.</p>
<p>A quel punto Lilker ha ceduto il posto al suo roadie Frank Bello, per andare a formare i Nuclear Assault, altro gruppo Thrash di culto, e, poco dopo, anche Turbin ha deciso di lasciare la band.<br />
<strong>Al microfono è così arrivato Joe Belladonna </strong>il quale, grazie ad un’estensione vocale e ad una presenza scenica decisamente superiore al suo predecessore, <strong>ha fatto compiere agli Anthrax un grosso salto di qualità</strong>.</p>
<p>Già con l’EP <strong>Armed And Dangerous,</strong> del 1985, che contiene un’ottima cover di <em>God Save The Queen</em> dei Sex Pistols, la fama del gruppo si è impennata notevolmente. Con il secondo album poi, intitolato <strong>Spreading The Disease</strong>, sempre dello stesso anno, <strong>la band è entrata direttamente nel gotha del rock duro</strong>.<br />
L’album è, a mio giudizio, il migliore del gruppo e contiene brani quali <em>Medusa</em>, <em>Lone Justice</em>, <em>A.I.R.</em>, <em>Aftershock</em>, <em>Madhouse</em>, <em>Gung-Ho</em>, che hanno fatto la storia del Thrash.</p>
<p>I metallari di mezzo mondo sono impazziti per questi ragazzi newyorkesi, che dal vivo, vestiti con bermuda e cappellini colorati, sprigionavano <strong>un’energia incredibile</strong>, tanto da essere paragonati a “cinque Angus Young”. Il bello degli Anthrax poi, è che, al contrario delle altre band del genere, <strong>non hanno mai usato immagini sataniche o sanguinolente, ma hanno preferito accattivarsi le simpatie grazie ad un forte senso dell’umorismo</strong>.</p>
<p>Nel 1987 è uscito un altro capolavoro del genere, <strong>Among The Living</strong>, dove i ragazzi hanno affinato la tecnica strumentale e, soprattutto, compositiva, regalando <strong>canzoni più elaborate</strong>, che alternano testi impegnati, come ad esempio <em>Indians</em>, che si occupa del dramma dei nativi americani relegati nelle riserve, ad altri più frivoli, tipo <em>I’m The Law</em>, che racconta del personaggio dei fumetti Judge Dredd, <em>NFL (Efilnikufesin),</em> titolo che se letto al contrario diventa Nice Fuckin’ Life, l’inno al pogo <em>Caugh In A Mosh </em>e la title track, ispirata al romanzo di Stephen King “l’ombra dello scorpione”.<br />
A me piace molto anche <em>Imitation Of Life</em>, la più veloce dell’album, un vero attacco alle band Glam Metal.</p>
<p>Quell’anno gli Anthrax hanno scritto e lanciato sul mercato anche <strong>una canzone in stile Rap</strong>, <em>I’m The Man</em>, contenuta nell’omonimo EP, dove fa bella mostra di se pure la cover di <em>Sabbath Bloody Sabbath,</em> dei Black Sabbath.</p>
<p>È stato quello il periodo aureo degli Anthrax. Infatti, con i lavori seguenti, ammetto che gli Anthrax mi hanno un poco deluso. Sia <strong>State of Euphoria</strong>, del 1988, sia <strong>Persistence Of Time,</strong> uscito un paio di anni più tardi, nonostante fossero nati con l’intenzione di seguire le orme di Among The Living, non gli si sono avvicinati minimamente.<br />
Del primo album sono da ricordare <em>Out of Sight, Out of Mind</em>, <em>Finale</em>, con il suo grande tempo da pogo, <em>Be All End All </em>e il rifacimento di <em>Antisocial,</em> dei francesi Trust<br />
Di Persistence Of Time, invece, <em>Keep It in the Family</em>, la violenta <em>Discharge</em> e un’altra cover, <em>Got The Time</em> di Joe Jackson.</p>
<p>Nel 1991 la Thrash band ha dato alla luce <strong>Attack Of The Killer B’S,</strong> una raccolta di inediti e di B-sides che ha come punto di forza il singolo <em>Bring The Noise</em>, <strong>interpretato con i rappers Public Enemy</strong>. Nel disco è presente anche una nuova versione di <em>I’m The Man</em>.<br />
Incredibilmente, <strong>è proprio questo album ad avere regalato agli Anthrax un successo di livello mondiale</strong>. Il tour che ne è seguito, in compagnia prima degli stessi Public Enemy e poi dei satanici Slayer, ha toccato le città di tutti i continenti.</p>
<p>A quel punto, soggiogati dal successo, <strong>il gruppo ha deciso d’intraprendere una strada più commerciale</strong>, fatto questo che non stava bene a Joe Belladonna, che se n’è andato sbattendo la porta.<br />
Al suo posto è stato reclutato l’ex singer della metal band di Los Angeles Armored Saint, John Bush, il quale è subito entrato in studio per registrare le parti vocali di <strong>Sound Of White Noise</strong>, <strong>un album che ha dato una netta sterzata verso l’Heavy Metal più classico</strong>, con brani d’impatto commerciale come <em>Room For My Only</em> e <em>This Is Not An Exit</em>.<br />
La mia preferita però, essendo io un chimico, rimane <em>C11H17N2O2S Na</em>, formula che indica il Tiopental Sodico, meglio conosciuto come Pentothal, il famoso siero della verità.</p>
<p>Come c’era da aspettarselo, però, <strong>il disco non è stato molto apprezzato dai vecchi tifosi della band</strong>. Un po’ per questo e un po’ per qualche screzio con i compagni, anche Dan Spitz ha lasciato gli Anthrax.</p>
<p>Il lavoro seguente, <strong>Stomp 442,</strong> datato 1995, <strong>è andato ancora peggio del precedente</strong>. Nessun chitarrista era stato assoldato per sostituire Spitz e, se in studio il problema è stato superato facendo suonare le parti di chitarra nientemeno che al batterista Benante, dal vivo non c’era modo di risolvere la faccenda.</p>
<p>Lo stesso discorso lo ritroviamo tre anni più tardi, all’uscita di <strong>Volume 8: The Threat Is Real</strong>, <strong>un altro flop commerciale </strong>del quale salverei solo i singoli <em>Crush </em>e <em>Inside out</em>, e i 6 minuti di <em>Big Fat</em>.<br />
<strong>Gli Anthrax, a quel punto, si sono ritrovati sull’orlo dello scioglimento</strong>.</p>
<p>In effetti sono passati ancora 5 anni prima che il gruppo lanciasse sul mercato il nuovo lavoro da studio. <strong>We’ve Come For You All </strong>è uscito, infatti, nel 2003 ed <strong>ha segnato un parziale ritorno al sound proposto dalla band agli inizi della carriera</strong>, fatto questo che non è passato inosservato fra lo zoccolo duro dei fans, che l’hanno ben accolto.<br />
Parte del merito è da attribuire anche all’ingresso, finalmente, di un nuovo guitar-heroe, nella figura di Rob Caggiano.<br />
Purtroppo, come contropartita all’ingresso di un nuovo elemento, c’è stata l’uscita dal gruppo di uno dei membri di vecchia data: il bassista Frank Bello. Al suo posto è arrivato Joey Vera, che, come John Bush, aveva militato negli Armored Saint.</p>
<p>Intanto, come detto, <strong>l’album ha ottenuto un discreto successo</strong> e ha regalato ottime canzoni, quali <em>Taking The Music Back</em>, la melodica <em>Safe Home</em>, nel cui video compare l’attore Keanu Reeves, e <em>What Doesn’t Die</em>.</p>
<p>Una voce a quel punto, siamo nel 2005, è iniziata a circolare nel pianeta Anthrax, ovvero che <strong>la line-up più famosa</strong>, la medesima che aveva registrato Among The Living, <strong>stesse per ricostituirsi</strong>.</p>
<p>In effetti, <strong>c’è stato un tour per salutare la reunion</strong>, che si può ascoltare anche in <strong>Alive2</strong>, ma niente di più.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nel 2007 Belladonna se n’è andato nuovamente</strong> e John Bush avrebbe dovuto, per la seconda volta, prenderne il posto. Probabilmente amareggiato per essere stato lasciato a casa a discapito di Belladonna, il cantante di Los Angeles ha risposto di no.</p>
<p>È stato alla fine Caggiano a presentare agli ex compagni il nuovo singer: Dan Nelson. Lo stesso Caggiano è ritornato in formazione una volta terminata la nostalgica fase della riunione, ma <strong>la saga del dentro e fuori non è ancora finita</strong>, perché è proprio di poche settimane fa la notizia che Nelson se n’è andato.</p>
<p>Ancora una volta il nome di Bush è uscito prepotentemente.</p>
<p style="text-align: justify">Nel frattempo è stata annunciata l’uscita di un nuovo lavoro da studio (con la voce di Nelson) che dovrebbe intitolarsi <strong>Workship Music</strong>.</p>
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		<title>I Mötley Crüe e l&#039;apice del Glam Metal</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 09:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metal e Hardcore]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 1981 quattro musicisti quali il batterista Tommy Lee, il cantante Vince Neil, il bassista Nikki Sixx e il chitarrista Mick Mars, hanno dato vita ai Mötley Crüe, il gruppo che ha fatto la storia del Glam Metal.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-334 aligncenter" title="motley" src="http://www.musicparade.it/files/2009/08/motley.jpg" alt="motley" width="400" height="296" /></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Prima ancora che con la loro musica, un’elaborazione più energica dell’Hard Rock anni ’70, i <strong>Mötley Crüe </strong>hanno colpito l’immaginario collettivo per il <strong>look trasgressivo ed estremamente Glam</strong>, costituito da catene, pelle, make-up, capelli cotonati e un linguaggio oltraggioso.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-333"></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong>La band si è formata nel 1981 a Los Angeles,</strong> quando quattro musicisti già affermati sulla scena locale, quali il batterista Tommy Lee, il cantante Vince Neil, il bassista Nikki Sixx e il funambolico chitarrista Mick Mars, hanno lasciato i rispettivi gruppi originali per dare vita al progetto Mötley.</p>
<p style="text-align: justify">Il medesimo anno, con una copertina che è un tributo a Sticky Fingers dei Rolling Stones, è uscito sul mercato <strong>Too Fast For Love</strong>, il quale, trainato da brani frizzanti del calibro di <em>Live Wire</em> e <em>Piece Of Your Action,</em> dall’ipnotica <em>Merry-Go-Round</em> e da <em>On With The Show</em>, ha venduto oltre 35.000 copie.<br />
A quel punto la casa discografica Elektra si è accorta del potenziale dei quattro ragazzi e li ha scritturati, permettendo loro di compiere il <strong>grande balzo verso il successo </strong>e di qualificarsi come i veri catalizzatori della <strong>rinascita dell’Heavy Metal statunitense</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Così, nel 1983, è arrivata <strong>la consacrazione</strong> con <strong>Shout At The Devil,</strong> un album più incisivo, che ha totalizzato 2 milioni di copie e raggiunto la posizione numero 17 in classifica negli States.<br />
I brani da tenere in considerazione sono, secondo me, la title track, la feroce <em>Red Hot</em>, <em>Too Young To Fall In Love</em>, il minuto e mezzo strumentale, scritto da Mick Mars, di <em>God Bless the Children of the Beast </em>e la cover beatlesiana di <em>Helter Skelter</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Ad aiutare il gruppo a diventare delle<strong> stars internazionali </strong>sono state anche<strong> le tournée </strong>effettuate con Kiss e Ozzy Osbourne e, l’anno seguente, quella della loro prima volta in Europa al seguito degli Iron Maiden.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1984 il proseguimento dell’attività dei Mötley Crüe è stata messa a repentaglio da <strong>Vince Neil</strong>, il quale, ha causato un incidente automobilistico dove <strong>ha perso la vita il suo amico</strong>, nonché batterista degli Hanoi Rocks, <strong>Nicholas Dingley</strong>, in arte Razzle.<br />
<strong>Il cantante ha rischiato la prigione</strong>, ma fortunatamente per lui tutto si è risolto in un nulla di fatto ed il quartetto è potuto entrare in studio per realizzare il terzo album, intitolato <strong>Theatre of Pain</strong>, dedicato allo stesso Razzle.</p>
<p style="text-align: justify">Il lavoro presenta meno riffs graffianti rispetto ai precedenti, e punta molto sul riavvicinamento alle radici del <strong>rock’n’roll americano.</strong> Ne è un esempio la cover dei Brownsville Station, <em>Smoking in The Boys Room</em>.<br />
Nel disco, che non nego esere il mio preferito, probabilmente perché è stato quello che mi ha fatto conoscere il gruppo di Los Angeles, sono anche da ricordare la ballad <em>Home Sweet Home</em>, forse il pezzo dei Mötley più famoso, <em>City Boy Blues</em> e <em>Tonight</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Il 1987 è da ricordarsi per due motivi. Il primo, estratto direttamente dalla cronaca rosa, è <strong>il matrimonio di Tommy Lee </strong>con la starlet di Dynasty<strong> Heater Locklear</strong>. Il secondo, legato alle vicende musicali del gruppo, è l’uscita di <strong>Girls Girls Girls</strong>, un album in cui la band dimostra ancora una volta tutta la sua aggressività, come si nota in songs quali <em>Wild Side</em>, la title track e <em>Bad Boy Boogie</em>. Da citare anche la ballad <em>You’re Are All I Need</em>, e la cover di turno, <em>Jailhouse Rock </em>originariamente di Elvis Presley, in versione live.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’anno che ne è seguito invece è stato più rocambolesco</strong>. Prima la cancellazione di un tour europeo, che qualcuno a voluto attribuire alla morte di Sixx per overdose. Poi un certo Matthew Tripp ha sparso la voce che fra il 1983 ed il 1985 ha sostituito al basso lo stesso Sixx e ha intentato causa alla band dicendo di essere l’autore di buona parte delle canzoni di quel periodo. Tripp ha infine ritirato la denuncia ed è sparito nel nulla dopo che si è scoperto che il suo era stato solo un modo per ottenere fama e soldi.<br />
Infine, è sempre di quel periodo <strong>la nascita della diatriba fra loro e i Guns’N’Roses</strong>. Pare che tutto sia iniziato nel momento in cui la moglie di Vince Neil è stata picchiata in un locale da Izzy Stradlin dei Guns, dopo che lei ne aveva respinte le avance. Vince alla prima occasione si è vendicato, restituendo il pugno al chitarrista. <strong>Axl, frontman dei Guns, a quel punto ha minacciato di morte</strong> <strong>il cantante dei Mötley</strong>, il quale lo ha sfidato in un duello rusticano, che per fortuna non è mai avvenuto.</p>
<p style="text-align: justify">Nonostante tutto, <strong>i Mötley Crüe sono riusciti a passare indenni attraverso la bufera</strong> e, nel 1989, hanno dato alle stampe il loro quinto lavoro, <strong>Dr. Feelgood</strong>, il primo della band a raggiungere la posizione numero 1 nelle classifiche USA, forte di brani quali la stessa <em>Dr. Feelgood</em>, <em>Kickstart my Heart</em>, la romantica <em>Without You</em> e <em>Time For Change,</em> pezzo quest’ultimo che presenta un <strong>accattivante coretto</strong> in cui hanno partecipato, fra gli altri, anche gli Skid Row (quelli di 18 and Life).</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1991 il combo della città degli angeli ha festeggiato i dieci anni d’attività con la compilation <strong>Decade of Decadence</strong>, dove compare, come inedito, la cover di <em>Anarchy in the UK</em> dei Sex Pistols.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il sesto lavoro da studio</strong> della band è datato 1994 e <strong>s’intitola semplicemente</strong> <strong>Mötley Crüe</strong>. A causa di dissidi fra Vince Neil ed il resto del gruppo, però, il cantante aveva deciso, poco prima dell’uscita dell’album, di <strong>abbandonare i compagni per intraprendere la carriera solista</strong>. In sostituzione è stato reclutato il singer di Philadelphia John Corabi.<br />
Causa la debordante ondata provocata dal Grunge, <strong>anche i Crüe hanno dovuto fare i conti con il nuovo genere musicale</strong>, cambiando il loro stile. Ma il disco, dove sono da menzionare, a mio parere, i singoli <em>Misunderstood</em>, <em>Hooligan’s Holiday</em> e <em>Til Death Do Us  Part</em>, <strong>non è stato accolto favorevolmente dai fans della prima ora</strong>, i quali non hanno del tutto apprezzato il cambio d’immagine e di sonorità e, soprattutto, non hanno mai digerito il nuovo cantante.<br />
<strong>L’idea è stata quindi quella di fare rientrare il figliol prodigo Vince Neil</strong>. Purtroppo, una disgrazia, la morte di sua figlia di 4 anni, ha fatto si che il progetto slittasse di qualche anno.</p>
<p style="text-align: justify">È stato quindi nel 1997 che il gruppo si è ritrovato per registrare <strong>Generation Swine</strong>, un lavoro che pressappoco <strong>ricalca il sound del precedente</strong>, ma, forse grazie al ritorno di Neil dietro al microfono, ha visto il pubblico reagire in un modo migliore.<br />
La canzone cardine è senza ombra di dubbio la rivisitazione in chiave Industrial Metal di <strong>Shout at The Devil</strong>, seguita da <strong>Afraid</strong> e <strong>Flush</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nel frattempo Tommy Lee era convolato a nozze con nientemeno che </strong><strong><a title="Pamela nel 2012 andrà in pensione" href="http://www.simormora.com/star-internazionali/pamela-anderson-andra-in-pensione-nel-2012/trackback/" target="_blank">Pamela Anderson</a></strong>. La coppia, fra un litigio e l’altro, ha divorziato e si è sposata tre volte, finché la Anderson non ha denunciato di molestie sessuali il batterista, che per l’occasione ha scontato sei mesi di carceri.</p>
<p style="text-align: justify">Per quanto riguarda la parte prettamente musicale, <strong>nel 1999 lo stesso Tommy </strong>ha lasciato la band a causa di problemi con la droga. Al suo posto è arrivato Randy Castillo, ex drummer di Ozzy Osbourne.<br />
Con il nuovo batterista i Mötley Crüe hanno registrato, nel 2000, <strong>New Tattoo</strong>, che ha ricondotto il sound del gruppo sui binari del Glam Metal degli inizi.</p>
<p style="text-align: justify">Castillo, causa una brutta malattia che lo porterà alla morte un paio di anni più tardi, ha dovuto lasciare la band. Il suo posto, per la tournée di supporto all’album, era stato momentaneamente preso da Samantha Maloney, ma <strong>per potere ascoltare un nuovo album si è dovuto aspettare il 2008 ed il ritorno di Tommy Lee</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Per la precisione, <strong>il quartetto originale aveva annunciato la reunion nel 2004</strong>, e nei 4 anni che hanno separato l’evento con l’uscita del nuovo lavoro, i Motley hanno svolto attività live e immesso sul mercato una raccolta con inediti.</p>
<p style="text-align: justify">Il disco del 2008 s’intitola<strong> Saints of Los Angeles </strong>e, già dalla copertina, ricorda molto Dr.Feelgood. Grazie a canzoni quali la title track, <em>White Trash</em> <em>Circus</em>, <em>The Animal In Me</em> e <em>Motherfucker Of The Year<strong>,</strong></em><strong> è stato accolto positivamente sia dalla critica</strong> <strong>sia dal pubblico</strong> e ha raggiunto buoni piazzamenti nelle varie classifiche.</p>
<p style="text-align: justify">Aspettiamo adesso il prosieguo della storia.</p>
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		<title>Il Class Metal dei Dokken</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 12:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A metà degli anni ’80, i Dokken hanno creato una nuova forma di Heavy Metal, che è stata definita Class Metal]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="alignnone size-full wp-image-263" title="dok" src="http://www.musicparade.it/files/2009/05/dok.jpg" alt="dok" width="385" height="262" /></p>
<p style="text-align: justify">Grazie ad un look curato, ad una musica aggressiva ma elegante e alla produzione sofisticata, a metà degli anni ’80, <strong>i Dokken hanno creato una nuova forma di Heavy Metal, che è stata definita Class Metal</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Nato a Los Angeles dall’incontro di <strong>due figure carismatiche</strong> quali il cantante <strong>Don Dokken</strong> ed il funambolico chitarrista<strong> George Linch</strong>, il gruppo ha registrato il primo album, dal titolo “<strong>Breakin’ the Chains</strong>” nel 1982, in Germania, con l’ausilio del produttore degli Scorpions, Dieter Dierks.</p>
<p style="text-align: justify">Nonostante la presenza di alcune belle canzoni, come ad esempio la title track, <strong>l’esordio non ha ottenuto il riscontro sperato</strong>, anche perchè il disco è uscito solo per il mercato europeo.<br />
<strong>Una volta tornati in California</strong> però, i Dokken hanno ottenuto un contratto con la Elektra, la quale ha lanciato sul mercato una versione rimixata dell’LP, al cui titolo è stata aggiunta una “g”, Breaking anziché Breakin’, per distinguerlo dall’altro.</p>
<p style="text-align: justify">Due anni più tardi è uscito “<strong>Tooth and Nail</strong>” e a quel punto <strong>è cominciata la scalata al successo</strong>.<br />
Il lavoro proponeva quel sound che sarebbe diventato il marchio di fabbrica dei Dokken, <strong>un rock melodico e di classe, che strizza l’occhio all’AOR</strong>.<br />
Grazie alla struggente ballad <em>Alone Again</em>, alla quale aggiungerei l’ispirata <em>Into the Fire</em>, Tooth and Nail ha venduto un milione di copie solo negli USA e ha portato il gruppo a veleggiare nelle zone alte delle classifiche americane.</p>
<p style="text-align: justify">Nel frattempo <strong>il quartetto si dava da fare anche on stage</strong>, suonando da spalla a campioni d’incassi del calibro di Kiss e Ronnie James Dio.</p>
<p style="text-align: justify">Il successo mondiale è arrivato nel 1985, con “<strong>Under Look and Key</strong>”, a mio giudizio<strong> l’album simbolo dei Dokken</strong>.<br />
Il disco si è aggiudicato il platino, e le canzoni da citare sono numerose. Tanto per dare dei titoli: <em>Unchain the Night</em>, <em>In my Dreams</em>, <em>Lightning Strikes Again</em>, nel finale della quale la voce di Don Dokken tocca vette elevate, e la romantica <em>Sleepin’ Away</em>.<br />
Per promuovere il lavoro i californiani hanno toccato per la prima volta anche l’Europa, al seguito dei tedeschi Accept.</p>
<p style="text-align: justify">Sebbene la fama crescesse a vista d’occhio, “<strong>Back for the Attack</strong>”, del 1987, <strong>non ha raggiunto i livelli del precedente</strong>.<br />
La causa è da ricercarsi prima di tutto in <strong>alcune tensioni venutesi a creare all’interno del gruppo</strong>, soprattutto fra Don Dokken e George Lynch, e anche nell’uscita di scena di Michael Wagener, uno dei migliori tecnici del suono nell’ambito Heavy Metal, che ha contribuito non poco, in sede di missaggio, al successo della band di Los Angeles.<br />
L’album presenta ad ogni modo brani memorabili, come <em>Heavent Sent</em>, <em>Dream Warriors</em>, apparsa nella colonna sonora dell’horror-movie Nightmare III, e la strumentale <em>Mr.Scary</em>, che poi sarebbe il nome con cui Lynch ha chiamato la sua chitarra, una “J. Frog Skull And Bones”.</p>
<p style="text-align: justify">Il gruppo è comunque andato in tour con AC-DC e Aerosmith e, per la prima volta, <strong>si è esibito come attrazione principale in alcune date in terra nipponica</strong>. Il concerto è documentato nel doppio live “<strong>Beast from the East</strong>”</p>
<p style="text-align: justify">Inevitabilmente, <strong>nel 1989 la band si è sciolta</strong>, a causa del deterioramento del rapporto fra il leader Don Dokken ed il resto della band.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Dopo 5 anni</strong>, in cui ogni componente del gruppo ha intrapreso la propria carriera solista, nel 1994, grazie alla spinta ottenuta dai fans giapponesi, i Dokken si sono riformati pubblicando, ma solo nel Sol Levante, l’omonimo “<strong>Dokken</strong>”, ristampato poi l’anno seguente in america con il titolo di “<strong>Dysfunctional</strong>”.<br />
Fra le tracce migliori fanno bella mostra di se la lenta <em>Nothing Left to Say</em>, una delle mie favorite di tutto il repertorio del gruppo, <em>Inside Looking Out</em> e <em>From the Beginning</em>, una cover degli Emerson, Lake and Palmer, non presente sull’album uscito in Giappone.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La celebrazione della riunione </strong>è comunque stata lasciata al live acustico “<strong>One Live Night</strong>”, sempre del 1994.</p>
<p style="text-align: justify">È di quel periodo uno strano episodio, che ha visto il cane di Don Dokken aggredire il padrone e procurargli numerose ferite sul volto.</p>
<p style="text-align: justify">Il 1997 ha visto l’uscita di “<strong>Shadowlife</strong>”, un album che ha riscontrato pareri avversi da parte dei fans, a causa del <strong>deciso cambio di sonorità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’anno seguente George Lynch ha lasciato la band</strong>. A rimpiazzarlo è stato chiamato Reb Beach, ex chitarrista di Alice Cooper, con il quale i Dokken hanno pubblicato, nel 1999, il loro settimo LP, “<strong>Erase the Slate</strong>”, dove campeggia la canzone <em>One</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2000 ecco l’arrivo di un nuovo album dal vivo, “<strong>Live from the Sun</strong>”, mentre l’anno successivo anche Beach ha rinunciato all’avventura e ha ceduto il posto all’ex Europe John Norum, con il quale i Dokken hanno dato alla luce “<strong>Long Way Home</strong>”, il disco che contiene la magnifica ballad <em>Goodbye My Friend</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2004 altro chitarrista, John Levin e altro album, “<strong>Hell to Pay</strong>” che, come i due precedenti, è risultato essere <strong>senza infamia e senza lode</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo un disco dal vivo nel 2007, “<strong>From Conception: live 1981</strong>”, contenente 3 inediti, ecco <strong>il decimo e, sino ad ora, ultimo album</strong> rilasciato dal gruppo californiano, dal titolo “<strong>Lightning Strikes Again</strong>”, come una delle loro canzoni più belle, e più hard, dall’album Under Look and Key.</p>
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