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	<title>Music Parade &#187; punk</title>
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	<description>cosa si muove nel mondo della musica suonata, ascoltata, usata. Scopri con noi le tracce nascoste della musica</description>
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		<title>Sex Pistols, il gruppo simbolo del punk</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 16:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sfrontati, strafottenti, volgari, ribelli, ma allo stesso tempo, musicalmente e culturalmente parlando, rivoluzionari: questi sono stati e sono ancora oggi i Sex Pistols. Nella seconda metà degli anni’70 il gruppo inglese, pur nella brevità della sua vita, si è fatto portavoce delle frustrazioni e del rancore dei giovani di quel periodo, diventando l’essenza del movimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sfrontati, strafottenti, volgari, ribelli, ma allo stesso tempo, musicalmente e culturalmente parlando, rivoluzionari: questi sono stati e sono ancora oggi i <strong>Sex Pistols.</strong> Nella seconda metà degli anni’70 il gruppo inglese, pur nella brevità della sua vita, si è fatto <strong>portavoce delle frustrazioni e del rancore dei giovani di quel periodo</strong>, diventando l’essenza del movimento <a title="Blondie! Il punk entra in discoteca" href="http://www.musicparade.it/indie-rock-e-new-wave/la-grinta-sensuale-dei-blondie-e-il-punk-e-entrato-in-discoteca/"><strong>punk</strong></a> e assurgendo al ruolo di una vera e propria icona.<br />
<img class="aligncenter size-medium wp-image-2724" src="http://www.musicparade.it/files/2011/11/sexpistols1-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il primo nucleo di quelli che sarebbero diventati i Sex Pistols si è formato nell’estate del 1974 a Londra, quando il cantante <strong>Steve Jones</strong>, il bassista <strong>Glen Matlock</strong>, il chitarrista <strong>Wally Nightingale</strong> e il batterista <strong>Paul Cook</strong> hanno iniziato a suonare con il nome di The Strand. Matlock a quel tempo lavorava presso un negozio di abbigliamento di King’s Road chiamato Sex, di proprietà di <strong>Malcolm McLaren</strong> il quale, tornato da New York dov’era stato manager dei New York Dolls (gruppo che ha creato il <a title="Glam rock: anteprima tendenze P/E 2011" href="http://www.tendenziosa.com/calzature/anteprima-tendenze-primavera-estate-2011/" target="_blank">glam rock</a>), si è interessato alle vicende della neonata band. Negli States il manager era venuto a contatto con il neonato movimento punk, dai <a title="I Ramones, la band più influente della storia del rock" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/i-ramones-la-band-piu-influente-della-storia-del-rock/">Ramones</a> a <a title="Patti Smith, l'anima ribelle del rock" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/patti-smith-l%E2%80%99anima-ribelle-del-rock/">Patti Smith</a>, e aveva capito che qualche cosa nel mondo stava cambiando. È stato per questo che ha spinto il gruppo londinese ad abbandonare il rock targato Kinks e Rolling Stones per abbracciare il nuovo credo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’agosto 1975 Nightingale ha abbandonato la band e lo stesso McLaren ha ingaggiato <strong>John Lydon</strong>, alias <strong>Johnny Rotten</strong>, che aveva visto durante un esibizione dove scopiazzava Alice Cooper. Rotten è diventato così il cantante del gruppo, mentre Jones è stato dirottato alla chitarra. È proprio in quel momento che è cominciato il peggiore incubo della cultura inglese negli anni a venire.</p>
<div id="attachment_2726" class="wp-caption aligncenter" style="width: 213px"><img class="size-medium wp-image-2726" src="http://www.musicparade.it/files/2011/11/johnny-rotten-pistols-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" /><p class="wp-caption-text">Johnny Rotten</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il 6 novembre 1975 presso il St. Martin’s College Of Art, dove studiava Matlock, ha avuto luogo il <strong>primo concerto del gruppo</strong>. Dopo soli 10 minuti però, una furibonda segretaria della scuola ha staccato la corrente, e lo spettacolo è finito lì. Nella primavera dell’anno seguente i Sex Pistols sono stati <strong>banditi</strong> sia dal Marquee, dove Rotten ha distrutto alcune sedie, sia dal Nashville, in quanto i quattro hanno lasciato il palco per picchiarsi con il pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 17 agosto si è tenuto all’Islington’s Screen On The Green il primo <strong>raduno punk</strong>, con i Pistols a esibirsi insieme ai <strong><a title="I Clash, l'unica band che conta" href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/i-clash-lunica-band-che-conta/">Clash</a></strong>. Il 20 e il 21 settembre numerosi ragazzi sono mobilitati per il festival punk al 100 Club in Oxford Street, fatto questo che ha decretato l’esistenza di un movimento alle spalle dei Sex Pistols. Il 3 settembre i Sex Pistols si sono esibiti per la prima volta al di fuori della madre patria, precisamente a <strong>Parigi</strong>, all’inaugurazione del Club De Chalet du Lac.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 16 ottobre la <strong>EMI</strong> ha messo sotto contratto la band e alla fine del mese successivo è stato immesso sul mercato il singolo <em>Anarchy In The U.K. / I Wanna Be Me</em>, asceso sino al numero 12 delle classifiche inglesi. A quel punto la band è emersa dall’underground diventando il fenomeno sonoro del momento e il divario tra punk e rock’n’roll ha iniziato a prendere misure sempre più grandi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo di dicembre, sempre del 1976, Rotten e soci sono stati invitati al programma televisivo <strong>Today At Six</strong>, dove hanno sconvolto la nazione con un linguaggio che a dire offensivo è come dire niente. I quotidiani britannici hanno dato peso all’evento e quindici date su venti dell’Anarchy In The U.K. Tour sono state cancellate. È stata questa <strong>la chiave di volta</strong>; a quel punto, infatti, i Sex Pistols si erano creati uno status che li ha fatti conoscere ovunque, ma d’altro canto non potevano più tornare indietro. Offese, volgarità, risse, ribellioni al sistema, facevano ormai parte di loro ancora più della musica, e tutto questo li avrebbe portati in soli due anni all’unica meta possibile: l’<strong>autodistruzione</strong>.</p>
<div id="attachment_2729" class="wp-caption aligncenter" style="width: 209px"><img class="size-medium wp-image-2729" src="http://www.musicparade.it/files/2011/11/Sid_Vicious_Sneer1-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /><p class="wp-caption-text">Sid Vicious</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il giorno dell’Epifania del 1977 la EMI ha stracciato il contrato con i Pistols e un mese più tardi Matlock è stato allontanato dalla band perché era “troppo un bravo ragazzo”, ovvero poco incline agli atteggiamenti del resto della band e alla cultura punk in generale. Il suo sostituto è stato John Simon Ritchie, in arte <strong>Sid Vicious</strong>, che aveva suonato la batteria con Siouxsie And The Banshees.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 10 marzo il gruppo ha firmato con la<strong> A&amp;M</strong> e pubblicato <em>God Save The Queen / No Feelings</em>. A seguito di forti pressioni da parte dell’opinione pubblica, però, la casa discografica è stata costretta a <strong>rescindere il contratto</strong> dopo pochi giorni. Così a maggio i Pistols hanno raggiunto un accordo con la <strong>Virgin</strong>, la quale ha ristampato <em>God Save The Queen</em> lanciando il singolo verso il secondo posto delle charts, nonostante l&#8217;ostracismo del governo inglese che ha letto nel brano un attacco alla Regina.</p>
<p style="text-align: justify;">A giugno, durante il <strong>Giubileo</strong> della stessa Elisabetta II, McLaren ha organizzato un concerto del gruppo su un battello che ha navigato lungo il Tamigi, degenerato in un’orgia e terminato con l’arresto dei quattro musicisti e dello stesso manager. Lo sdegno pubblico per l’ennesima impresa è stato enorme e i Sex Pistols sono stati <strong>banditi da tutti i locali inglesi</strong>. Così, per potersi esibire il gruppo è partito alla volta della Scandinavia. In Inghilterra, Rotten e soci hanno suonato in alcuni locali usando degli <strong>pseudonimi</strong>, per evitare la cancellazione delle date.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2730" src="http://www.musicparade.it/files/2011/11/Sex-pistols-300x154.jpg" alt="" width="300" height="154" /></p>
<p style="text-align: justify;">Terminato il tour è uscito il terzo singolo, <em>Pretty Vacant / No Fun</em> (quest’ultima è una cover degli <strong>Stooges</strong>) arrivato alla posizione numero sette. A fine ottobre, a dispetto di tutte le censure, è uscito il lungamente atteso album dei Sex Pistols, intitolato <strong>Never Mind The Bollocks, Here&#8217;s the Sex Pistols</strong>. Il disco, l’unico nella discografia ufficiale del gruppo, ancora prima di uscire era stato ordinato da 125.000 persone, conquistando subito il <strong>Disco d’oro</strong> e diventando una <strong>pietra miliare del punk</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le canzoni si susseguono una dopo l’altra a ritmo vertiginoso, immediate, dirompenti, dirette al centro del bersaglio, con i <strong>testi dediti all&#8217;anarchia più sconclusionata</strong>. Ai tre singoli già citati, <em>Anarchy In The U.K., God Save The Queen</em> e <em>Pretty Vacant</em>, si aggiungono altre perle che hanno definitivamente fatto esplodere il punk nel mondo, come lo stupendo brano di apertura <em>Holiday In The Sun, Bodies</em>,<em> No Feeling</em>, la bellissima <em>Problems</em>, <em>Submission</em>, sino alla conclusiva <em>EMI</em>, che critica apertamente la vecchia casa discografica e termina con una bella pernacchia. Da notare che per sopperire lo scarso valore di Vicious per le linee di basso è stato<strong> richiamato Matclock</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2725" src="http://www.musicparade.it/files/2011/11/sex-pistols-never-mind-the-bollocks-f-300x293.jpg" alt="" width="300" height="293" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nel gennaio 1978, dopo numerosi rinvii, è partito <strong>il primo tour americano</strong>, dove però il gruppo ha ottenuto scarsi successi, per non dire di peggio. A Tulsa, ad esempio, i quattro si sono salvati per miracolo da un linciaggio. Il 14 gennaio, a San Francisco, i Sex Pistols si sono esibiti per l’ultima volta con la formazione originale. Cinque giorni più tardi, infatti, <strong>Rotten ha dichiarato di volere lasciare i compagni</strong>. Cancellate le date europee, Jones e Cook sono allora volati a Rio De Janeiro per incontrare Ronald Biggs, l’autore della famosa rapina al treno postale di Glasgow, e insieme hanno realizzato il brano <em>No One Is Innocent</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo si era creato un contenzioso tra McLaren e Rotten per l’uso del marchio Sex Pistols. Così, dopo un’esibizione insieme a Jimmy Pursey degli Sham 69, con il nome di Sham Pistols, <strong>la band più famosa del punk si è sciolta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto Cook e Jones hanno creato i Professionals e Rotten i <strong>P.I.L.</strong> (Public Image Limited), mentre Vicious, sempre più schiavo dell’eroina, ha continuato da solo. Il bassista ha detto addio all’Inghilterra con un concerto all’Electric Ballroom insieme ad alcuni musicisti, tra i quali Glen Matclock, quindi è partito verso gli USA con la sua compagna <strong>Nancy Spungen</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 12 ottobre 1978 Sid è stato arrestato per avere <strong>accoltellato a morte</strong> Nancy nella loro stanza al Chelsea Hotel. La Virgin ha pagato 50.000 dollari per la sua cauzione, ma il 2 febbraio 1979, al culmine del suo percorso autodistruttivo, il ventunenne è stato trovato <strong>morto per overdose</strong>. Le sue ceneri sono state sparse sulla tomba di Nancy. La vicenda di Vicious e della sua compagna è stata descritta da Alex Cox nel film <strong>&#8220;Sid &amp; Nancy</strong>&#8220;, datato 1986, mentre i Ramones hanno dedicato ai due la canzone <em>Love Kills</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2731" src="http://www.musicparade.it/files/2011/11/sex-pistols21-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto sono stati immessi sul mercato un numero incredibile di raccolte e bootleg finché, nel 1996 Rotten, Jones, Cook e Matlock si sono uniti per intraprendere il <strong>Filthy Lucre World Tour</strong>, da cui è stato tratto un Live. Come dichiarato dai quattro, e come si evince dal titolo, il tutto è stato fatto solo per soldi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2003 i Sex Pistols hanno girato il Nord America con il <strong>Piss Off Tour</strong>, mentre nel 2006 sono stati introdotti nella <strong>Rock And Roll Hall Of Fame</strong> contro il volere dei quattro componenti, che hanno ricoperto d’insulti il comitato del museo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2007, per il compleanno di <strong>Never Mind The Bollocks</strong>, i quattro si sono ritrovati e hanno eseguito alcune date tra Stati Uniti e Inghilterra. L’anno seguente la band ha intrapreso un tour europeo, passando anche per l’Italia, dove ha suonato all’<strong>Heineken Jammin’ Festival</strong> di Mestre e al <strong>Torino Free Festival</strong>. La reunion, però, è finita lì. L’8 aprile 2010 è scomparso l’ex manager Malcolm McLaren, sconfitto dal cancro a 64 anni.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2732" src="http://www.musicparade.it/files/2011/11/sexpistols_03-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">I Sex Pistols non hanno inventato il punk, ma sono stati loro che lo hanno lanciato in orbita e modellato nella forma in cui è arrivato sino ai giorni nostri. Si può quindi tranquillamente affermare che <strong>i Pistols sono il punk</strong>, inteso come fenomeno di costume, con i suoi atteggiamenti votati al rifiuto di qualsiasi valore. Possono piacere o dare la nausea, ma se il punk è arrivato immutato sino ai giorni nostri, il merito è tutto di questi quattro ragazzi scapestrati.</p>
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		<title>Patti Smith, l’anima ribelle del rock</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 14:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrittrice, poetessa, pittrice, idealista politicante, attrice e cantante, intelligente e strafottente, Patti Smith è stata senza dubbio l’anima ribelle del punk americano anni settanta e parte integrante della rivoluzione culturale in atto in quel periodo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/patti-smith-l%e2%80%99anima-ribelle-del-rock/attachment/patti_smith_-_horses_-_front1/" rel="attachment wp-att-2003"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2003" src="http://www.musicparade.it/files/2011/03/Patti_Smith_-_Horses_-_Front1-270x300.jpg" alt="" width="270" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Scrittrice, poetessa, pittrice, idealista politicante, attrice e cantante, intelligente e strafottente, <strong>Patti Smith è stata senza dubbio l’anima ribelle del punk</strong> americano anni settanta e parte integrante della rivoluzione culturale in atto in quel periodo.</p>
<p style="text-align: justify">Nata a Chicago il 30 dicembre 1946, <strong>Patti Smith</strong> si è trasferita da bambina a Pittman, nel New Jersey. Nel 1967, ancora giovanissima, ha dato alla luce un figlio ed è scappata a New York. Da li, insieme alla sorella Linda, è partita alla volta di Parigi al seguito di una troupe teatrale. Per un po’ la ragazza ha vissuto a Charleville, città natale del poeta simbolista <strong>Arthur Rimbaud</strong>, che diventerà il principale ispiratore delle sue opere. In seguito ha fatto ritorno nella Grande Mela, dove ha iniziato a esibirsi come cantante nei metrò e nei locali underground, facendosi conoscere ai maggiori appuntamenti d’arte moderna e scrivendo poesie. In quel periodo viveva al Chelsea Hotel, cuore della vita artistica della città, accanto a gente del calibro di Andy Warhol, Janis Joplin e Sam Shepard, con il quale ha scritto una serie di copioni. Poi, con il suo boyfriend Alan Lanier, chitarrista dei <em>Blue Oyster Cult</em>, si è trasferita al Greenwich Village, dove si è ritrovata come vicino di casa Bob Dylan.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1974, dopo avere pubblicato tre libri di poesia, <strong>Patti ha finalmente iniziato anche la sua attività di cantante</strong>, facendosi trovare in prima fila nel neonato movimento punk newyorkese con il singolo <em>Piss Factory/Hey Joe</em>. Gli storici della musica hanno posto la data dell’uscita di questo disco come anno zero del punk americano.</p>
<p style="text-align: justify">L’anno seguente è nato il <strong>Patti Smith Group</strong>, con i giovanissimi Lenny Kaye (chitarra e voce), Richard Shol (Tastiere), Ivan Kral (Basso) e Jay Dee Daugherty (Batteria), uno degli ensemble musicali tra i più compatti del periodo. Insieme ai Television di Tom Verlaine, Patti e la sua band hanno conquistato la città con esibizioni al CBGB’s e in altri locali allora considerati templi del punk.</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_2004" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/patti-smith-l%e2%80%99anima-ribelle-del-rock/attachment/pattismithgroup/" rel="attachment wp-att-2004"><img class="size-medium wp-image-2004" src="http://www.musicparade.it/files/2011/03/pattismithgroup-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a><p class="wp-caption-text">Patti Smith Group</p></div>
<p style="text-align: justify">Alla fine del 1975 la musica di Patti Smith è dilagata da New York al resto del Paese grazie al LP <strong>Horses</strong>, uno dei capolavori del rock americano. Prodotto da John Cale, l’album è una miscela azzeccata di musica e poesia, con l’affascinante voce della ragazza in primo piano. Ad aprire la track list sono le note travolgenti e stravolte di <em>G.L.O.R.I.A</em>., cover dei Them di Van Morrison, alla quale Patti “incolla” una sua dissacrante poesia “<em>Gesù è morto per i peccati di qualcun altro, ma non i miei</em>”. Segue <em>Redondo Beach</em>, un triste brano dall’andamento reggae che parla del suicidio di una ragazza innamorata di un’altra ragazza. Vi sono poi due brani di lunghissima durata. Il primo è <em>Birdland</em>, influenzato dal jazz, genere cui la madre di Patti era molto legata. Il testo di Birdland è ispirato dal libro di Wilhelm Reich “<em>A Book Of Dream</em>” e parla di un bambino che in viaggio su un’astronave trova lo spirito del padre morto e lo prega di portarlo con sé. L’altro è <em>Land</em>, canzone divisa in tre parti che contiene un tributo al suo idolo Rimbaud e una citazione dalla canzone<em> Land Of A Thousand Dances</em> di Chris Kenner. <em>Kimberley</em>, pezzo prettamente new wave, <em>Break It Up</em>, che vede ospite Tom Verlaine, la scatenata <em>Free Money</em> e la trasognata <em>Elegie</em> sono gli alti pezzi storici.</p>
<p style="text-align: justify">A distanza di pochi mesi dall’esordio Patti Smith si è confermata la stella più fulgida del panorama rock incidendo <strong>Radio Ethiopia</strong>, un travolgente delirio rock che ha nella lunghissima orgia sonora della title track (inerente ancora a Rimbaud e ai suoi desideri di morte), nella solenne<em> Pissing In The River</em> (stupendo l’intro di pianoforte) e nella rabbiosa <em>Ask The Angel</em> i suoi pezzi migliori. Molto belle sono anche l’indemoniata <em>Pumping (My Heart)</em> e la malinconica <em>Ain’t It Stranger</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Alla fine degli anni ’70 Patti è stata costretta a fermare le attività a causa di una caduta dal palco durante un concerto a Tampa, che le ha causato la frattura di alcune vertebre. La sosta forzata le è stata comunque utile per scrivere nuove poesie e i brani che sono finiti su <strong>Easter</strong>. Se Horses e Radio Ethiopia avevano gettato il seme, con Easter <strong>la sua esplosione è stata pari a un terremoto</strong>. In giro si parlava solo di questa geniale rocker dai jeans sdruciti e lo sguardo allucinato. Uscito nel 1978, è un lavoro prettamente impostato su temi religiosi, dove le liriche inquietanti sono forse più importanti della musica. <em>Because The Night</em>, scritta a quattro mani con Bruce Springsteen, è la canzone più conosciuta del disco. Ci sono poi la satanica <em>Three</em>, arrangiata da Tom Verlaine nel 1974, l’ipnotica<em> Ghost Dance</em>, brano dal sapore folk che parla del dramma degli indiani d’america, <em>25th Floor</em>, le hard rock songs <em>Till Victory</em> e <em>Space Monkey</em>, la scatenata <em>Rock’n’Roll Nigger</em>, inno alla rivolta sociale, e  <em>Privilege (Set me Free)</em>, il cui testo è tratto dal <em>Salmo 23</em>.</p>
<p style="text-align: justify">C’è infine da segnalare che <strong>Bruce Brody</strong> aveva sostituito Shol alle tastiere.</p>
<p style="text-align: justify">
<div id="attachment_2005" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/patti-smith-l%e2%80%99anima-ribelle-del-rock/attachment/patti-smith-easter/" rel="attachment wp-att-2005"><img class="size-medium wp-image-2005" src="http://www.musicparade.it/files/2011/03/patti-smith-easter-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Patti Smith - Easter</p></div>
<p style="text-align: justify">Da quel momento la Smith ha iniziato un lento ma graduale allontanamento dalle scene musicali. Nel 1979, prodotto da Todd Rundgren, è stato rilasciato <strong>Wave</strong>, il quale ha ottenuto un riscontro inferiore rispetto ai dischi precedenti, pur contenendo brani di buon successo quali<em> Frederick</em>, dedicata al suo fidanzato <strong>Fred “Sonic” Smith</strong>, chitarrista dei MC5, la rockeggiante <em>Dancing Barefoot</em>, in seguito coverizzata anche dagli U2, e<em> So You Want To Be A Rock’n’Roll Star</em>, rifacimento di un brano dei Byrds.</p>
<p style="text-align: justify">Il tour mondiale che è seguito ha toccato anche l’Italia, dove la rocker di Chicago ha folgorato migliaia di fans nei concerti di Firenze e Bologna.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/patti-smith-l%e2%80%99anima-ribelle-del-rock/attachment/patti_smith_-_land_-_back1/" rel="attachment wp-att-2006"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2006" src="http://www.musicparade.it/files/2011/03/Patti_Smith_-_Land_-_Back1-270x300.jpg" alt="" width="270" height="300" /></a><br />
<strong>Nel 1980 Patti si è sposata</strong> con Smith e si è ritirata a vivere a Detroit, dove nel 1982 ha dato alla luce Jackson e nel 1987 Jessika. Tranne che per sporadiche apparizioni locali di lei non si è saputo più niente.</p>
<p style="text-align: justify">Poi, all’improvviso, nel 1988 è uscito <strong>Dream Of Life</strong>, che vede anche il marito alla chitarra. Si tratta di un prodotto discreto, abbastanza commerciale. Il brano di punta è <em>People Have The Power</em>, che in quel periodo girava spesso per le radio. Quindi <em>Up There Down There</em>, l’articolata <em>Where Duty Calls</em>, <em>Looking For You (I Was)</em> e la title track. La dolce <em>Path That Cross</em> è dedicata alla memoria di Sam Wagstaff, il ricco collezionista d’arte, mentore di Patty Smith, morto quello stesso anno.</p>
<p style="text-align: justify">A quel punto è seguito un altro lungo periodo di silenzio, causato soprattutto da una serie di lutti che hanno toccato la vita privata di Patti: il pianista Richarsd Shol, il fratello Tod e, infine, il marito Fred.</p>
<p style="text-align: justify">La sacerdotessa del rock è tornata sulla scena musicale nel 1996 con <strong>Gone Again</strong>, un album che aveva iniziato a scrivere con il marito e che poi ha chiuso in un cassetto sino a quel momento. I brani più belli, a mio parere, sono <em>Beneath The Southern Cross</em>, con quell’intro di chitarra che riporta ai tempi di Easter, e la rabbiosa <em>Southern Cannibals</em>. Quindi la cover di Bob Dylan<em> The Wicked Messenge</em>r, la ballata <em>My Madriga</em>l e le lunghissime <em>Fireflies</em>.e <em>About A Boy</em>, quest’ultima dedicata a <strong>Kurt Cobain</strong>, del quale Patti era una grande fan.</p>
<p style="text-align: justify">L’anno successivo è arrivato nei negozi il settimo album della cantante americana, intitolato <strong>Peace And Noise</strong>. Con la canzone <em>1959</em> Patti ha ricevuto una nomination ai Grammy Awards quale “migliore performance rock femminile.” Da ascoltare anche <em>Waiting Underground</em> e <em>Memento Mori</em>, anche se questo disco è ben lontano dai fasti del passato.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/patti-smith-l%e2%80%99anima-ribelle-del-rock/attachment/patti-smith-leibovitz-740049/" rel="attachment wp-att-2007"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2007" src="http://www.musicparade.it/files/2011/03/patti-smith-leibovitz-740049-249x300.jpg" alt="" width="249" height="300" /></a><br />
Nel 2000 è la volta di <strong>Gung Ho</strong>, un lavoro dedicato a <strong>Ho Chi Minh</strong>, rivoluzionario e presidente vietnamita negli anni ’50 e ’60, e ai drammi che affliggevano il pianeta, come ad esempio l’invasione cinese del Tibet. I pezzi migliori sono <em>One Voic</em>e, che parla di Madre Teresa di Calcutta, <em>Glitter In Their Eyes</em>, che ha ricevuto un’altra nomination ai Grammy e che ospita la voce di <strong>Michael Stipe dei R.E.M</strong>., <em>New Party</em> e i quasi 12 minuti di <em>Gung Ho</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Quattro anni più tardi è uscito <strong>Trampin’</strong>. Il disco comprende varie canzoni sulla maternità e vuole rendere omaggio alla madre di Smith, morta due anni prima. Esso si apre con la stupenda <em>Jubilee</em>, la migliore canzone della track list. Quindi troviamo <em>Radio Baghdad</em>, un pezzo nato nello studio di registrazione grazie all’apporto del nuovo compagno di Patti, Oliver Ray, nel quale la cantante s’immedesima in una mamma irachena che canta la ninna nanna al figlio, con le bombe in sottofondo. Altri brani degni di menzione sono la romantica <em>Mother Rose</em>, <em>My Blakean Year</em>, dai toni country, <em>Cartweels</em>, e la folk ballad <em>Peaceable Kingdom</em>. Da notare che nella title track il pianoforte è suonato dalla figlia Jessika.</p>
<p style="text-align: justify">È questo l’ultimo lavoro originale di Patti Smith, perchè <strong>Twelve</strong>, arrivato nei negozi nel 2007, contiene dodici cover di personaggi quali <strong><a title="Jimi Hendrix, la chitarra che ha cambiato il mondo" href="http://www.musicparade.it/blues/jimi-hendrix-la-chitarra-che-ha-cambiato-il-mondo/" target="_blank">Jimi Hendrix</a></strong>, Nirvana, <strong><a title="I Beatles, il più grande evento musicale di tutti i tempi" href="http://www.musicparade.it/pop/i-beatles-il-piu-grande-evento-musicale-di-tutti-i-tempi/" target="_blank">Beatles</a></strong>, Rolling Stones, <strong><a title="Jefferson Airplane, band culto degli anni 60" href="http://www.musicparade.it/folk-e-musica-popolare/jefferson-airplane-band-culto-degli-anni-60/" target="_blank">Jefferson Airplane</a></strong>, Bob Dylan, Doors, Neil Young, Almann Brothers Band, Paul Simon, Tears For Fears e Steve Wonder.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2008 la Patti poetessa ha rilasciato un doppio CD contenente un suo poema da lei letto con l’accompagnamento di Kevin Shields, chitarrista dei My Bloody Valentine. Il titolo è <strong>The Coral Sea</strong> ed è uno straziante omaggio all’amico <strong>Robert Mapplethorpe</strong>, fotografo americano morto di AIDS nel 1989. I due CD consistono di due differenti performance, una del 2005 e l’altra del 2006.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.musicparade.it/rock-e-punk/patti-smith-l%e2%80%99anima-ribelle-del-rock/attachment/patti-smith/" rel="attachment wp-att-2008"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2008" src="http://www.musicparade.it/files/2011/03/patti-smith-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a><br />
In seguito Patti ha iniziato una stretta collaborazione con <strong>La Casa Del Vento</strong>, gruppo Combat Folk di Arezzo, con i quali l’anno scorso si è esibita in favore di Emergency a Bolzano e a Firenze.</p>
<p style="text-align: justify">Il 17 maggio 2010, la Smith ha ricevuto un <strong>dottorato honoris causa</strong> in Belle Arti presso il Pratt Institute, di New York. In questo momento, invece, sta lavorando a un romanzo giallo ambientato a Londra.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, Patti Smith è quel che si dice un’artista a tutto tondo, che ha avuto la fortuna non solo di vivere nel periodo della rivoluzione culturale, ma di esserne un ingrediente essenziale, con la sua musica, le sue poesie e la sua arte. Come Janis Joplin, Jimi Hendrix, Kurt Cobain, John Lennon, Jim Morrison, anche Patti era e per fortuna, al contrario degli altri, lo è ancora, un personaggio impregnato dal morbo della genialità.</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Iron Maiden: l&#8217;Heavy Metal sono loro</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 19:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Iron Maiden sono stati senza dubbio il gruppo più popolare dell’Heavy Metal anni ’80, quello che ha determinato l’espansione del genere, trasformandolo da musica di nicchia a fenomeno internazionale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-1199" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/iron-maiden-lheavy-metal-sono-loro/attachment/iron-maiden/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1199" src="http://www.musicparade.it/files/2010/10/IRON-MAIDEN-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Mi spiace ma sarò lungo. Primo, perché <strong>la storia degli Iron Maiden </strong>è ampia e variegata. Secondo, è questo il gruppo che mi ha aperto tutti gli orizzonti dell’Heavy Metal. La prima volta che li ho ascoltati, precisamente con l’album <em>The Number Of The Beast</em>, è stata una folgorazione. Da lì, per quanto mi riguarda, è partito tutto.</p>
<p>Le origini degli Iron Maiden risalgono al 1975, quando il bassista <strong>Steve Harris</strong>, ex membro degli Smiler, dopo i rituali cambi di formazione ha radunato attorno a se il cantante <strong>Paul Di Anno</strong>, il chitarrista <strong>Dave Murray</strong> e il batterista Dough Samson, e con essi ha iniziato ad esibirsi  al <em>Ruskin Arms</em>, e in altri pochi locali di Londra aperti al Heavy Metal, con il nome del noto strumento di tortura medievale. Inciso un demo tape, grazie al DJ Neal Kay che l’ha lanciato per radio, il gruppo ha ottenuto un insperato successo. La conseguenza è stata la registrazione dell’EP <strong>The Soundhouse Tapes</strong>, che in breve tempo ha esaurito le 5000 copie di tiratura.</p>
<p>Risale a quel periodo anche la nascita della mascotte del gruppo, il mostruoso <strong>Edward the Head</strong>, meglio conosciuto come <strong>Eddie</strong>, che da allora comparirà in tutte le copertine dei dischi e farà anche le sue apparizioni sul palco durante le esibizioni live.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1208" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/iron-maiden-lheavy-metal-sono-loro/attachment/iron-maiden-eddie-2/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1208" src="http://www.musicparade.it/files/2010/10/iron-maiden-eddie1-249x300.jpg" alt="" width="249" height="300" /></a></p>
<p>Nel 1979 la cosiddetta <em>New Wave Of British Invasion</em> ha trovato negli Iron Maiden il proprio punto di forza, così, a dicembre il gruppo è stato messo sotto contratto dalla EMI. Nell’aprile dell’anno seguente, con <strong>Clive Burr </strong>al posto di Samson e <strong>Dennis Stratton </strong>ad affiancare Murray come secondo chitarrista, è stato pubblicato <strong>l’omonimo Iron Maiden</strong>, LP d’esordio che ha raggiunto senza difficoltà il quarto posto nella classifica inglese nonostante si fosse nel pieno boom dell’era Punk. I brani, grezzi e diretti, hanno dato vitalità al rock duro di matrice anglosassone, enfatizzando il ruolo della sezione ritmica e delle combinazioni fra le due chitarre: <em>Iron Maiden</em>, <em>Prowler</em>, <em>Charlotte The Harlot</em>, storia di una prostituta che forse è esistita veramente, l’orecchiabile <em>Runnig Free</em>, la strumentale <em>Transylvania</em> e, soprattutto, <em>Phantom Of The Opera</em>, che da il via alla lunga serie di brani tratti da opere letterarie, storiche e teatrali, che hanno caratterizzato tutta la discografia del gruppo sino ad oggi.</p>
<p>A ottobre, dopo un tour con Judas Priest e Kiss e dopo l’acclamazione al Festival di Reading, Stratton ha lasciato, sostituito dall’ottimo <strong>Adrian Smith</strong>.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1200" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/iron-maiden-lheavy-metal-sono-loro/attachment/iron-maiden-killers/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1200" src="http://www.musicparade.it/files/2010/10/iron-maiden-killers-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" /></a></p>
<p><strong>Killers</strong> è uscito a febbraio 1981, confermando quanto di buono si era fatto con il disco precedente. È stato allora che gli Iron hanno iniziato la collaborazione con Martin “Headmaster” Birch, già produttore di Black Sabbath e Deep Purple. Sarà lui l’uomo che farà compiere alla band il definitivo salto verso il successo internazionale.<br />
L’intro del disco è la strumentale <em>The Ides Of March</em>, la quale da il via alla feroce <em>Wrathchild</em>. La title track e la biblica <em>Prodigal Son</em> sono stupende, anche se il pezzo forte rimane l’omaggio a Edgar Allan Poe <em>Murders In The Rue Morgue</em>. Come in Iron Maiden, anche qui è presente un brano strumentale, nella fattispecie <em>Genghis Khan</em>.</p>
<p>Terminato l’imponente tour in terra nipponica, dal quale è stato tratto l’EP live <strong>Maiden Japan</strong>, Paul Di’Anno è stato allontanato per problemi legati alla droga. Il nuovo singer del gruppo è diventato a quel punto <strong>Bruce Dickinson</strong>, ex Samson, dotato di voce potente e notevole carisma, il quale ha debuttato proprio su un palco in Italia.</p>
<p>Nel 1982 ecco il masterpiece degli Iron Maiden, <strong>The Number Of The Beast</strong>. L’album, più maturo e duro rispetto ai precedenti, ha esordito al primo posto in Inghilterra, mentre negli USA ha guadagnato addirittura il Disco di Platino.<br />
Nella track list è presente il mio brano preferito del gruppo, quella <strong>Halloweed Be Thy Name </strong>che descrive le ultime ore di un condannato a morte. Tutto il disco comunque è bellissimo: la title track, con la famosa citazione del brano dell’Apocalisse di San Giovanni dove si parla del 666 quale numero di Satana, <em>Run To The Hills</em>, che narra della guerra fra indiani d’America e coloni, la semi-ballad <em>Children Of The Damned, 22 Acacia Avenue,</em> dove si prosegue la saga di <em>Charlotte the Harlot, The Prisoners</em> e la descrizione dell’invasione vichinga dell’Inghilterra di <em>Invaders</em>.<br />
C’è anche da dire che The Number Of The Beast è l’album che ha aperto la strada al metal del futuro, quello che ha tracciato la rotta alle band che da quel momento in poi hanno deciso di suonare quel genere di musica.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1201" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/iron-maiden-lheavy-metal-sono-loro/attachment/iron-maiden-the-number-of-the-beast-f/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1201" src="http://www.musicparade.it/files/2010/10/iron-maiden-the-number-of-the-beast-f-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Con l’ingresso di <strong>Nicko McBrian</strong> al posto di Burr la formazione del gruppo ha assunto a quel punto il suo assetto definitivo. L’esordio per quella che è considerata la line up classica dei Maiden, è arrivato con l&#8217;album <strong>Piece Of Mind</strong>, datato 1983. Si tratta di un lavoro di transizione, più melodico rispetto a The Number Of The Beast, sicuramente inferiore, che trova i suoi punti di forza in brani quali <em>Where Eagles Dare</em> ispirata dall’omonimo libro di Alistair Maclean, <em>Revelations</em>, <em>To Tame A Land</em>, basata su un romanzo di Frank Herbert, <em>The Trooper</em>, che parla di un soldato della prima guerra mondiale durante la guerra di Crimea, e l’orecchiabile <em>Flight Of Icarus</em>.</p>
<p>Decisamente migliore è stato il disco dell’anno seguente: <strong>Powerslave</strong>. Esso è incentrato sul tema dell’antico Egitto, anche se l’unico brano che parla di questo è la title track. <em>Aces High</em>, infatti, è dedicata ai piloti inglesi della Seconda Guerra Mondiale, mentre <em>Two Minutes To Midnigh</em>t descrive gli ultimi attimi prima dell’inizio della guerra atomica. L’eletrizzante <em>Flash Of The Blade</em>, finita nella colonna sonora di <em>Phenomena</em> di Dario Argento, parla di un ragazzo che crescendo diventa un guerriero e <em>The Duellist</em> è tratta da un vecchio film di Ridley Scott.  Il top, però, è raggiunto con i 14 minuti della magnifica <em>Rime Of The Ancient Mariner</em>, liberamente tratta dal poema di Samuel Taylor Coleridge. Ricordo ancora quando all’esame di maturità ho stupito la commissione citando a memoria brani della ballata imparati ascoltando la canzone (grazie Iron).</p>
<p>Al disco è seguita la più grande tournée mai sostenuta da un gruppo rock, il <strong>World Slavery Tour</strong>, degnamente rappresentato dal doppio <strong>Live After Death</strong>. Il disco si apre con un discorso di Winston Churchill, poi spara tutte le sue cartucce. In esso sono presenti anche alcune battute di Bruce Dickinson passate alla storia, come “<em>Scream for me Long Beach”</em> prima dell’assolo di <em>Halloweed Be Thy Name</em>. Da allora, in ogni concerto, in quel punto del brano il cantante urla “<em>Scream for me…</em>” e il nome della città in cui si trova. Durante il Monster Of Rock a Modena del 1988, ad esempio, Bruce ha gridato “<em>Scream for Me Milano</em>” beccandosi qualche fischio di scherno.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1202" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/iron-maiden-lheavy-metal-sono-loro/attachment/ironmaidenliveafterdeath/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1202" src="http://www.musicparade.it/files/2010/10/IronMaidenLiveAfterDeath-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Con il lavoro successivo, <strong>Somewhere In Time,</strong> troviamo in copertina Eddie che si muove in una città del futuro. Anche il suono è più moderno; si è allontanato dal grezzo HM degli inizi per promuovere le chitarre synth, fatto questo che ha fatto storcere il naso a parecchi fan.<br />
L’opening track è <em>Caught Somewhere in Time</em>, seguita dall’orecchiabile <em>Wasted Years,</em> scritta da Adrian Smith. Molto belle sono <em>The Loneliness Of The Long Distance Runner,</em> che descrive la solitudine di un maratoneta durante la corsa, <em>Stranger In A Strange Land</em> e, soprattutto, la lunga suite storica <em>Alexander The Great</em>, la quale ripercorre la saga di Alessandro Magno.</p>
<p>Nel 1988 è uscito <strong>Seventh Son Of The Seventh Son </strong>l’ennesimo disco tecnicamente ineccepibile. Esso è l’unico concept-album scritto dal gruppo londinese, un lavoro permeato di temi fantastici, visioni mistiche e profezie che, musicalmente, fa un ulteriore passo avanti verso la modernizzazione del sound con l’aggiunta delle tastiere, usate non tanto per fare armonia (alla Deep Purple, per intenderci) ma piuttosto come sottofondo, per creare atmosfera. Fra tutte le canzoni scelgo la dura <em>Moonchild,</em> la progressiva <em>Infinite Dreams</em>, che parte lenta per poi aumentare di ritmo, il singolo orecchiabile <em>Can I Play With Madness,</em> i 10 minuti della variegata <em>Seventh Son Of A Seventh Son</em> e la Shakesperiana <em>The Evil That Man Do.</em></p>
<p>L’anno successivo è uscito il live <strong>Maiden England</strong>, registrato a Birmingham.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1203" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/iron-maiden-lheavy-metal-sono-loro/attachment/iron-maiden-anni-80/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1203" src="http://www.musicparade.it/files/2010/10/iron-maiden-anni-80-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a></p>
<p>Il nuovo decennio è aperto dagli Iron con l’uscita di scena di Adrian Smith e l’arrivo di <strong>Janick Gears</strong>, ex guitarist di Ian Gillan, al quale mancava l’intesa con Dave Murray. Il binomio Murray-Smith, infatti, ha sempre avuto qualche cosa di magico. Il cambio ha influito negativamente anche sul nuovo lavoro, <strong>No Prayer For The Dying</strong>, che si è rivelato un mezzo passo falso. Il disco, infatti, ha tentato di riportare il suono ai tempi precedenti Somewhere In Time, in altre parole senza tastiere e chitarre synth, ma con brani che non erano all’altezza, esso è risultato privo di mordente. Il migliore è senza dubbio quello che gli da il nome, seguito da <em>Holy Smoke </em>e <em>Hooks In You,</em> la quale presenta il lieto ritorno di Charlotte The Harlot dopo 8 anni di assenza. <em>Mother Russia</em>, che chiude la track list, è uno scialbo tentativo di salutare la caduta del muro di Berlino e l’avvento di una nuova era nella terra degli Zar.</p>
<p>Harris e soci si sono riscattati prontamente con <strong>Fear Of The Dark,</strong> pubblicato nel maggio del 1992. Lavoro aggressivo e potente, si apre con la veloce <em>Be Quick Or Be Dead</em>, che ci riporta ai tempi di Aces High, per proseguire con <em>From Here To Eternity</em>, la quale chiude in modo definitivo la storia di Charlotte. Quindi la mia preferita, <em>Afraid Of Shoot Strangers,</em> che offre tre cambi di ritmo e parla di un soldato in partenza per la Guerra Del Golfo. Per finire con <em>Wasting Love</em>, l’unica ballad che parla d’amore degli Iron Maiden e, naturalmente, la splendida <em>Fear Of The Dark</em>.</p>
<p>A quel punto il gruppo ha intrapreso l’ennesimo, lunghissimo tour, il <strong>Real Live Tour,</strong> sfociato nei due dischi, venduti separati, <strong>A Real Dead One</strong> e<strong> A Real Live One,</strong> in seguito uniti nel doppio <strong>A Real Live Dead One</strong>.</p>
<p>Purtroppo, a quel punto Bruce Dickinson ha abbandonato i compagni per intraprendere la carriera solista, e le fortune della band hanno subito una leggera deflessione. Il nuovo cantante, <strong>Blaze Bayley</strong>, era dotato di una voce più cupa rispetto a Bruce e ha dato ai due dischi cui ha partecipato un’impronta vicina al dark metal.<br />
Il primo di questi, <strong>The X Factor</strong>, uscito nel 1995, si apre con un canto gregoriano in stile Black Sabbath, il quale fa da intro alla bella <em>The Sign Of The Cross</em>, ispirata al romanzo di Umberto Eco Il nome della rosa. Gli altri brani si muovono su livelli più o meno mediocri: l’orecchiabile <em>Lord Of The Flies, Man Of The Edge, The Aftermath</em> e <em>The Unbeliever</em>.</p>
<p>L’altro lavoro con Bayley è uscito tre anni più tardi e s’intitola <strong>Virtual VI.</strong>, un album sperimentale che ha deluso fan e critica ed è unanimemente considerato il peggiore della band inglese. Il brano più bello è senza dubbio <em>The Clansman</em>, che descrive la battaglia dei guerrieri scozzesi contro l’esercito inglese. Non male anche l’epica <em>Don&#8217;t Look to the Eyes of a Stranger</em> e <em>Lightning Strikes,</em> uno dei pochi pezzi che ricordano i vecchi Maiden.</p>
<p>Notevolmente migliore è <strong>Brave New World</strong>, l’album che apre il nuovo millennio e che vede il ritorno alla base sia di Bruce Dickinson sia di Adrian Smith, i quali hanno portato nuova linfa al gruppo, o meglio, hanno riportato il vecchio vigore.  A quel punto, non intendendo licenziare Gears per lasciare spazio al figliol prodigo, Harris ha deciso di lavorare con tre chitarristi e gli Iron Maiden sono diventati un sestetto. Il disco è stupendo, con un suono potente e i brani tornati ad essere all’altezza della fama della band. Vi si trovano quelli lunghi e articolati, come la title track, la splendida <em>Blood Brothers</em>, <em>The Nomad </em>(di grande atmosfera il pezzo centrale), <em>Ghost Of  The Navigator </em>e la spigliata <em>Out Of The Silent Planet</em>, e altri più veloci ed immediati, come <em>The Wicker Man, The Fallen Angel</em> e <em>The Mercenary</em>.</p>
<p>Seguente alla partecipazione del gruppo all’evento Rock In Rio, naturalmente a Rio De Janeiro, è stato pubblicato il doppio omonimo <strong>Rock In Rio.</strong> Da notare la versione proposta da Dickinson di brani quali <em>The Clansman</em> e <em>The Sign Of The Cross </em>che furono di Bayley.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1206" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/iron-maiden-lheavy-metal-sono-loro/attachment/harris-e-gears/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1206" src="http://www.musicparade.it/files/2010/10/Harris-e-Gears-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a></p>
<p>Nel 2003 è stato rilasciato il tredicesimo album da studio degli Iron: <strong>Dance Of Death</strong>. Si tratta di un disco più vario rispetto a Brave New World, con le canzoni più veloci e orecchiabili a prevalere su quelle lunghe. Le mie preferite sono <em>No More Lies,</em> che presenta una bella cavalcata a tre chitarre, e la splendida suite <em>Paschendale.</em> Quindi le veloci <em>Wildest Dreams,</em> <em>Rainmaker </em>e <em>Montségur,</em> l’articolata title track e <em>Journeyman</em>, il secondo brano acustico della band dopo <em>Prodigal Son</em> del 1980. In <em>Face Of The Sand</em>, brano dall’andamento solenne, in crescendo, Nicko si è cimentato per la prima volta con la doppia pedaliera.</p>
<p>Due anni più tardi è uscito un altro doppio live, <strong>Dead On The Road,</strong> che racconta il concerto tenuto a Dortmund durante il tour per promuovere Dance Of Death.<br />
In quel periodo l’ex batterista del gruppo, Clive Burr, ha scoperto di essere affetto da sclerosi multipla. Essendo le cure mediche molto dispendiose, gli Iron Maiden hanno eseguito una serie di concerti per beneficienza chiamati <strong>Clive Aid,</strong> ai quali hanno partecipato molte altre star del metal.<br />
<strong><br />
A Matter Of Life And Death </strong>è datato 2006 e presenta brani molto lunghi, con numerosi cambi di tempo e ritmo tipici del progressive metal. <em>The Longest Day</em>, che racconta lo sbarco in Normandia, la suite <em>For The Greater Good Of God,</em> la semi-ballad <em>Out Of The Shadows,</em> l’orientale <em>The Pilgrim</em> e <em>The Reincarnation of Benjamin Breeg </em>sono i pezzi più belli.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1207" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/iron-maiden-lheavy-metal-sono-loro/attachment/ironmaideneddie8/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1207" src="http://www.musicparade.it/files/2010/10/IronMaidenEddie8-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p>Dopo un tour mondiale durato 13 mesi, il <strong>Somewhere Back In Time World Tour</strong>, gli Iron sono tornati in studio e hanno registrato quello che fino ad ora è il loro ultimo lavoro:<strong> The Final Frontier</strong>, arrivato nei negozi nell’agosto di quest’anno con tanto di esordio direttamente in cima alle hit parade britanniche. L’album presenta ancora una volta una serie di ottime canzoni, quali la title track, che parla di un astronauta irrimediabilmente perso nello spazio, <em>El Dorado</em>, l’epica <em>Isle Of Avalon, The Talisman </em>e gli 11 minuti di <em>When The Wild Wind Blows</em>.</p>
<p>Dopo 35 anni questi ragazzi inossidabili non sono cambiati di una virgola. È difficile trovare una carriera che in un arco così lungo di tempo ha ottenuto così poche battute d’arresto. Dopo tutti questi anni, i milioni di dischi venduti e altrettante città toccate dal loro palco, la musica della “Vergine di ferro” continua a raccogliere consensi e continuerà a farlo ancora per molto, molto tempo.</p>
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		<title>Motörhead, i padri del Thrash metal</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 16:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Wurzel]]></category>
		<category><![CDATA[“Fast” Eddie Clarke]]></category>

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		<description><![CDATA[Cattivi, sporchi, violenti, politicamente scorretti, senza compromessi, i Motorhead sono stati la band che ha creato il genere conosciuto come Thrash metal. E ancora oggi, dopo 35 anni di carriera, vivono sulla cresta dell’onda, dando filo da torcere a gruppi ben più giovani di loro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-1185" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/motorhead-i-padri-del-thrash-metal/attachment/motorhead-200883248787/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1185" src="http://www.musicparade.it/files/2010/10/motorhead-200883248787-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><br />
Non molto tempo fa su questo sito si è scritto che i <strong><a title="I metallica, i più amati dai metallari" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/metallica-i-piu-amati-dai-metallari/">Metallica</a> </strong>sono la band che ha portato la musica <strong>Thrash </strong>a livelli elevati. Ma chi ha inventato il genere? O meglio, chi è stato il primo che ha suonato in quel modo, mescolando la potenza dell’heavy metal alla ruvidezza del punk? La risposta è questa: i <strong>Motörhead</strong>. Attenzione però! Essi non sono mai stati d’accordo nel definire il loro sound Thrash, ma piuttosto un Rock’n’Roll suonato in maniera veloce e rumorosa.</p>
<p>Il creatore del gruppo è il chitarrista <strong>Ian “Lemmy “ Kilmister</strong>, un tostissimo biker che ha ispirato gran parte del rock underground inglese di fine anni ’60 e ’70. La sua carriera era iniziata con i Vckers, tra 1965 e 1967, quindi è stato al fianco di Sam Gopal, negli Opal Butterfly e dal 1971 ha fatto parte dei leggendari Hawkinds. Con questi ultimi, nel 1975 ha intrapreso una tournée in Canada, al ritorno della quale è stato fermato alla frontiera per possesso di sostanze illegali e arrestato. Per tale motivo il leader Dave Brock l’ha espulso dalla band.</p>
<p>Rimasto solo, il bassista ha reclutato Larry Wallis e Lucas Fox e ha formato un gruppo tutto suo chiamato prima Bastard e in seguito Motörhead, dal titolo dell’ultimo brano da lui composto per gli Hawkinds. La musica proposta era un R&amp;B violento e grezzo.</p>
<p>Poco dopo il debutto, datato 20 luglio 1975, sia Wallis sia Fox hanno deciso di cambiare strada, sostituiti prontamente da <strong>Phil “Animal” Taylor</strong> e <strong>“Fast” Eddie Clarke</strong>. Alla fine dello stesso anno il trio si è ritrovato presso i Rockfield Studios e ha registrato <strong>On Parole</strong>, rimasto per anni nel cassetto poiché rifiutato dalla casa discografica.</p>
<p>Il primo album ufficiale è quindi <strong>l’omonimo Motörhead</strong>, dato alle stampe nel 1977 dopo solo due giorni in sala di registrazione. Esso presenta uno stile ruvido dai ritmi velocissimi, che raccoglie in se gli stili dell’hard rock e del punk, dove spicca la voce rauca di Lemmy e il suo basso rumoroso, la ritmica accelerata della batteria con uso della doppia cassa e gli incisivi assoli di chitarra, che in seguito saranno ripresi da tutte le Thrash band del pianeta. Sulla copertina compare per la prima volta quella che sarebbe diventata la mascotte del gruppo, <strong>Snuggletooth</strong>, un misto tra un cane, un gorilla e un cinghiale con elmetto e catena, pensato dallo stesso Lemmy e disegnato dall’artista Joe Petagno.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-1188" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/motorhead-i-padri-del-thrash-metal/attachment/motorhead1/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1188" src="http://www.musicparade.it/files/2010/10/motorhead1-295x300.jpg" alt="" width="295" height="300" /></a><br />
Nel 1979 sono state rilasciate nel giro di poco tempo due pietre miliari del rock duro: gli aggressivi<strong> Overkill</strong> e <strong>Bomber</strong>.<br />
Il primo presenta una title track che in seguito sarebbe diventata il simbolo non solo dei Motörhead, ma di un intero genere. <em>Overkill</em>, il brano, è uno dei capisaldi del rock duro, di quelli che non moriranno mai e che hanno influenzato non poche generazioni di metallari. Separate da pochi secondi di pausa si succede una serie di canzoni dal ritmo martellante e deflagrante: <em>Capricorn, Stay Clean, Damage Case, I&#8217;ll Be Your Sister, No Class, </em>impossibile fermarsi un attimo a riflettere.</p>
<p>Lo stesso discorso vale per<strong> Bomber</strong>. D’altronde lo stile del gruppo rimarrà invariato nel tempo; l’evoluzione musicale non è stata proprio il punto forte di Lemmy. Anche qui si trovano canzoni che hanno fatto la storia del metal, dalla stessa <em>Bomber </em>a <em>Dead Men Tell No Tales</em>, da <em>Stone Dead Forever</em> a <em>Sweet Revenge</em>.</p>
<p>A quel punto i Motörhead erano diventati l’ala più oltranzista dell’Heavy Metal, tanto che oggi sono considerati <strong>i veri padri del Thrash e dello Speed</strong>.</p>
<p>Nel 1980, dopo l’EP live <strong>The Golden Years</strong>, ecco quello che è universalmente considerato il masterpiece di Lemmy &amp; Co, <strong>Ace Of Spades</strong>, il quale ha lanciato la band verso la fama mondiale. Il suono è diventato più corposo, merito anche di un missaggio notevolmente migliore. I brani sono l’ormai nota sequenza di lava e metallo pesante, un terremoto sonoro che non lascia scampo: la mitica <em>Ace Of Spades, (We Are) The Road Crew, Love Me Like a Reptile, Shoot You in the Back</em> e la splendida <em>The Hammer</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-1186" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/motorhead-i-padri-del-thrash-metal/attachment/motorhead-ace_of_spades-frontal/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1186" src="http://www.musicparade.it/files/2010/10/motorhead-ace_of_spades-frontal-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><br />
Sulla scia di Ace Of Spades il gruppo è diventato l’attrazione principale al festival “<em>Heavy Metal Barndance</em>” di Stafford, dove ha ottenuto grande successo. E proprio le mirabolanti e potenti esibizioni sul palco, ancora più dei dischi, hanno reso famosi i Motörhead. Non per niente uno dei loro lavori meglio riusciti è il monolitico live <strong>No Sleep‘Til Hammersmith</strong>, che riprende i concerti di Leeds e Newcastle.</p>
<p>L’anno seguente i Motörhead hanno aggiunto un nuovo capitolo alla saga del loro virulento Rock’N’Roll con l’ottimo <strong>Iron Fist</strong>. La title track è ancora una volta il brano di punta. A seguire <em>Loser, Speedfreak, America, Go To Hell</em> e <em>Heart Of Stone</em>.</p>
<p>Non molto tempo dopo Fast Eddie ha lasciato il trio. Al suo posto è arrivato <strong>Brian “Robbo” Roberston</strong>, ex membro degli irlandesi Thin Lizzy. Il nuovo chitarrista ha tentato di allargare gli orizzonti musicali del gruppo, ma lo sperimentale <strong>Another Perfect Day</strong> ha riportato tiepidi consensi e Robbo se ne andato alla fine dell’anno seguente. Al suo posto due chitarristi, <strong>Wurzel </strong>e <strong>Phil Campbell</strong>, che hanno reso il suono dei Motörhead più corposo e potente. A quel punto, però, anche Taylor ha abdicato, sostituito dall’ex Saxon <strong>Pete Gill.</strong></p>
<p><strong>I Motörhead, si sono presentati per la prima volta come quartetto </strong>nel 1984 con il singolo <em>Killed By Dead </em>e l’antologia <strong>No Remorse</strong>, contenente quattro inediti.</p>
<p>Un altro exploit del gruppo londinese è arrivato nel 1986 grazie a <strong>Orgasmatron,</strong> che ha ripristinato il vecchio sound dei Motörhead dopo il “troppo melodico” Another Perfect Day. Con il disco è stata anche inaugurata la nuova etichetta GWR.<em> Deaf Forever, Built for Speed, Doctor Rock, Mean Machine</em> e, naturalmente, <em>Orgasmatron</em> sono le tracce migliori.<br />
Lo stesso anno i Motörhead hanno partecipato con successo al famoso <strong>Monster Of Rock</strong> a Donington, insieme a gente del calibro di Ozzy Osbourne, Scorpions e Def Leppard.</p>
<p>Dopo una breve parentesi nei GMT, nel 1987 è tornato alla base “Animal” Taylor, ri-esordendo nella band con l’album <strong>Rock’N Roll</strong>. I potenti brani cardine di questo nuovo LP sono <em>Rock’n’Roll, Stone Deaf In The USA, The Wolf </em>(con tanto di preghiera recitata), <em>Eat The Rich </em>e<em> Dog</em>.</p>
<p>Quindi, ecco un altro bellissimo disco dal vivo, <strong>No Sleep At All</strong>, che riproduce un concerto tenutosi in Finlandia.</p>
<p>Gli anni ’90 sono iniziati con l’LP <strong>1916,</strong> un altro capolavoro che ha consolidato la posizione dei Motörhead ai vertici del rock mondiale. La title track, che racconta le stragi della prima guerra mondiale, è la canzone più melodica mai scritta da Lemmy, dove compare addirittura la tastiera. Molto belle anche la ballad <em>Love Me Forever</em> e le poderose <em>Shut You Down</em> e <em>Angel City</em>. Da segnalare anche<em> R.A.M.O.N.E.S.,</em> omaggio ai Ramones, dei quali il leader dei Motörhead è sempre stato un fan sfegatato.</p>
<p><strong>March ör Die,</strong> del 1992, è l’ultimo disco in cui ha suonato Philty Taylor. Il nuovo batterista del gruppo a quel punto è diventato lo svedese <strong>Mikkey Dee</strong>, anche se la maggior parte dei brani di questo disco sono stati registrati da Tommy Aldridge. I migliori sono <em>Hellraiser, You Better Run, Bad Religion, Jack The Ripper</em> e <em>I Ain&#8217;t No Nice Guy.</em> Quest’ultimo vede la presenza di Ozzy Osbourne alla voce e di Slash dei Guns’n’Roses alla chitarra, quali ospiti d’onore.</p>
<p>Nel 1993, dopo essere stati licenziati dall’ennesima casa discografica, che allora era la Sony, i Motörhead hanno prodotto da soli <strong>Bastards</strong>, un disco ricco e maturo, che presenta canzoni quali <em>Burner, Born To Raise Hell</em>, i 6 minuti di <em>Devils </em>e <em>Don’t Let Daddy Kiss Me,</em> che parla dell’abuso sui minori. Purtroppo, il lavoro ha avuto uno scarso lancio pubblicitario proprio a causa dell’autoproduzione.</p>
<p>Nel 1995 è uscito <strong>Sacrifice</strong>, disco che ha festeggiato i 20 anni della band e i 50 di Lemmy, e che ha ottenuto un esito sicuramente migliore del predecessore a livello di vendite. Ottime la title track, la veloce <em>Sex And Death, Don&#8217;t Waste Your Time</em> e la coinvolgente <em>Over Your Shoulder</em>.<br />
Contemporaneamente all’uscita del disco Würzel ha lasciato la band, poiché stanco della vita on the road cui era sottoposto. <strong>I Motörhead sono così tornati a essere un trio</strong>.</p>
<p>I dischi seguenti hanno confermato che, nonostante l’età, i Motorhead non avevano niente da invidiare a gruppi più giovani in quanto a grinta e potenza esecutiva. L’orecchiabile <strong>Overnight Sensation</strong>, del 1996, il potente <strong>Snake Bite Love,</strong> di due anni più tardi, e il live <strong>Every Louder Than Everyone Else</strong>, hanno traghettato Lemmy e la sua band nel nuovo millennio senza problemi.</p>
<p>Nel 2000 il gruppo ha realizzato <strong>We Are Motörhead,</strong> tanto per dire che di loro non ci si può liberare troppo facilmente. Oltre alla cover di <em>God Save The Queen </em>dei Sex Pistols, ci sono<em> Out Of Lunch</em>, la devastante title track e <em>Slow Dance</em>.<br />
Lo stesso anno, a Londra, è stato tenuto un megaconcerto ricco di ospiti illustri per celebrare i 25 anni di attività dei Motörhead.</p>
<p>24 mesi più tardi è stato registrato il blando <strong>Hammered.</strong> Quindi, nel 2003 il quarto disco dal vivo <strong>Live At Brixton Academy</strong>, nel 2004 l’ottimo <strong>Inferno </strong>e nel 2006 <strong>Kiss Of Death.</strong> Lavori che non aggiungono più di tanto alla storia dei Motörhead per quanto riguarda sound e liriche. Solita dose di potenza e medesimi testi disimpegnati.</p>
<p>Nel 2005 la band si è aggiudicata un <strong>Grammy Awards </strong>per la sessione “miglior performance metal”, grazie alla cover dei Metallica <em>Whiplash</em>.<br />
Sono dello stesso anno il nuovo live <strong>Better Motörhead Than Dead,</strong> registrato all’Hammersmith Odeon di Londra, e <strong>Stage Fright</strong>, il primo HD DVD musicale del mondo.</p>
<p>L’LP <strong>Motörizer</strong>, del 2008, presenta ancora la stessa sequela di brani dall’alto contenuto sismico: i migliori, a mio giudizio, sono <em>Rock Out, Runaround Man, One Short Life </em>e <em>The Thousand Names of God</em>.<br />
Per la prima volta il logo della band, lo Snuggletooth, non è presente sul disco, poiché un paio di anni prima Joe Petagno aveva deciso di non disegnarlo più e si è rifiutato di concedere i diritti d’uso a Lemmy e soci.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-1187" href="http://www.musicparade.it/metal-e-hardcore/motorhead-i-padri-del-thrash-metal/attachment/lemmy-motorhead/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1187" src="http://www.musicparade.it/files/2010/10/lemmy-motorhead-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><br />
Nei primi mesi dell’anno in corso è invece uscito l’ultimo lavoro della band di Kilmister, intitolato <strong>The World Is Yours</strong>.</p>
<p>Insomma, un gruppo inossidabile, che da anni propone più o meno lo stesso sound senza subire contraccolpi e senza perdere un solo fan. E Lemmy? Rocker dalla pellaccia dura, a 65 anni questo forte fumatore, alcolista, erotomane, sta sfidando tutte le leggi della natura con una salute che, nonostante gli eccessi, non vuole saperne di cedere.</p>
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		<title>I Clash, l&#8217;unica band che conta</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 08:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Vanazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rock e Punk]]></category>
		<category><![CDATA[Big Audio Dynamite]]></category>
		<category><![CDATA[biografia dei Clash]]></category>
		<category><![CDATA[Clash]]></category>
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		<category><![CDATA[storia del gruppo]]></category>
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		<description><![CDATA[Conosciuti anche come "l'unica band che conti", i Clash sono stati uno dei gruppi più importanti della scena punk e non, tanto da essere inseriti nell'elenco degli immortali della musica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-519 aligncenter" title="Clash" src="http://www.musicparade.it/files/2010/01/Clash.jpg" alt="Clash" width="442" height="328" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Clash sono nati in Inghilterra nel 1975</strong>, dalla fusione di due band underground: i London SS e i 101’ers. Questi ultimi erano capitanati da John Mellor, alias <strong>Joe Strummer</strong>, figlio dell’ambasciatore britannico in Turchia, e godevano di un discreto seguito nel neonato mondo del punk, tant’è che un paio di volte hanno suonato dal vivo come headliners, facendo aprire i loro concerti dai meno noti Sex Pistols.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i London SS all’epoca erano conosciuti e sono diventati famosi, più che altro, perchè nella loro line up hanno sfilato i più bei nomi della nuova scena musicale inglese, fra i quali il chitarrista e cantante <strong>Mick Jones</strong>,, il bassista <strong>Paul Simonon</strong> e il batterista <strong>Tory Crimes</strong>.<span id="more-513"></span><br />
Questi tre si sono uniti a Strummer e al chitarrista Keith Levine, il quale però, dopo soli cinque concerti, ha lasciato i compagni per unirsi ai P.I.L. dell&#8217;ex Pistols, Johnny Rotten.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo avere cambiato il nome da Heartdrops in Clash, <strong>il 29 agosto 1976 il nuovo gruppo è salito per la prima volta sul palco</strong> per l’inaugurazione del Punk Rock Festival, insieme a Siouxsie and the Banshees, Subway Sect e Sex Pistols, seguendo poi questi ultimi nelle poche date effettuate per l’Anarchy In The U.K. Tour, prima che fosse cancellato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel marzo del 1977 è stato dato alle stampe <strong>il primo singolo</strong> dal titolo <em>White Riot</em>, un brano ispirato agli scontri dell’anno precedente fra la polizia inglese e i giovani coloured di Notting Hill.<br />
<strong>Fin dall’esordio</strong> <strong>i Clash hanno dimostrato di essere la band decisamente più conforme all’anima politica del punk</strong>, di certo meglio del caotico anarchismo dei Pistols e dell’indolente menefreghismo di atri gruppi.<img class="alignright size-full wp-image-520" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="clash1" src="http://www.musicparade.it/files/2010/01/clash1.jpg" alt="clash1" width="251" height="251" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un mese più tardi è uscito <strong>il loro primo album omonimo</strong>, che si è posizionato al numero 12 della classifica d’oltremanica, spinto da brani rabbiosi e politicizzati quali la stessa <em>White Riot</em>, <em>Remote Control</em>,<em> </em><em>Clash City Rockers</em>, <em>Janie Jones</em>,<em> London Burning</em><em></em><em> </em>e la splendida <em>I Fought The Law</em> (quest&#8217;ultima, però, solo nell&#8217;edizione americana)<br />
La rivista inglese <em>Sound </em>ha eletto Clash “<strong>miglior disco della storia del rock</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Immediatamente dopo Crimes ha lasciato il gruppo, sostituito da <strong>Nicky “Topper” Headon</strong>, anch’egli, a suo tempo, membro dei London SS.</p>
<p style="text-align: justify;">A maggio, durante l’ultima data del White Riot Tour, al Rainbow di Londra, il pubblico in delirio ha distrutto completamente il locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1978, nonostante alcune incomprensioni fra il gruppo ed il loro produttore Sandy Pearlman, è arrivato sugli scaffali <strong>Give ‘Em Enough Rope</strong>.<br />
L’album, che presenta un suono meno d’impatto rispetto al predecessore, ma molto più curato, in madre patria è arrivato al secondo posto delle classifiche, forte di canzoni come <em>English Civil War</em>,  <em>Safe European Home</em>, <em>Last Gang In Town</em> e, soprattutto,<em> Tommy Gun</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Viste le scarse vendite negli States però, i Clash hanno lanciato il Pearl Harbor Tour. A quel punto, anche al di là dell’Atlantico l’immagine della band ha iniziato a decollare.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-521" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="clash2" src="http://www.musicparade.it/files/2010/01/clash2.jpg" alt="clash2" width="214" height="300" />Il secondo tour in terra americana, il Take The Fifth Tour, del 1979, ha segnato invece <strong>il punto di partenza per il periodo più maturo dei Clash</strong>, i quali, in meno di un anno, hanno registrato materiale per ben cinque album.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre nel ’79 è stato dato alle stampe il doppio <strong>London Calling</strong>, un disco che mostra un gruppo più consapevole dei propri mezzi e che<strong> ha rotto la struttura prettamente punk</strong> dei primi lavori con l’introduzione di nuovi generi quali il reggae e il rockabilly.<br />
La title track è stupenda, ma a ruota seguono <em>Brand New Cadillac</em>, <em>Spanish Bomb</em>, <em>Death Or Glory</em>, <em>Lover’s Rock</em>, <em>Train Vain</em>, <em>Clampdown</em> e la reaggeggiante <em>Revolution Rock</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello stesso periodo il gruppo ha suonato per la prima volta nel nostro Paese, tenendo un concerto gratuito a Bologna.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo decennio è iniziato addirittura con un triplo LP, <strong>Sandinista</strong>, infarcito da un sound tutto nuovo, <strong>che ha portato loro popolarità anche al di fuori del punk</strong>. Infatti, grazie ad una lunga permanenza negli Stati Uniti, i quattro erano venuti a contatto con ritmi funky, ballabili e sintetizzati, che fanno bella mostra nei due nuovi singoli, <em>The Magnificent Seven</em> e <em>This Is Radio Clash</em>, con i quali il gruppo è riuscito ad entrare anche nelle discoteche di tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di Sandinista le mie preferite sono la frizzante <em>Police On My Back</em>, <em>Somebody Got Murdered</em>, <em>The Washington Bullets</em> e l’immediata <em>The Leader</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 1982 è stato l’anno di <strong>Combat Rock</strong>, diventato famoso per <em>Should I Stay Or Should I Go </em>e <em>Rock The Casbah</em>. Il lavoro, che è stato certificato di Platino negli States, <strong>ha visto un ritorno ad un suono più orecchiabile</strong>, con una miscela di funky, rock’n’roll, reggae e, naturalmente, punk.<br />
Altri brani cardine, oltre ai due di cui sopra, sono senza dubbio<em> Know Your Right</em>, <em>Red Angel Dragnet</em>, con tanto di citazioni tratte dal film Taxi Driver, e <em>Car Jamming</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo Combat Rock <strong>ha portato in seno al gruppo anche alcuni dissapori</strong>. Prima è stato Strummer a sparire dalla circolazione per alcuni mesi, poi, una volta che il cantante è tornato alla base, se n’è andato Headon, ufficialmente per dissidi con lo stesso Strummer, in realtà per problemi di droga. Al suo posto è tornato dietro le pelli il primo batterista del gruppo, Tory Crimes.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 1983 Strummer e Jones sono venuti ai ferri corti e si sono separati,</strong> lanciandosi accuse reciproche. Così, mentre Jones formava i <strong>Big Audio Dynamite</strong>, Strummer e Simonon hanno allestito una formazione d’emergenza con due nuovi chitarristi, Nick Sheppard e Vince White, per affrontare gli impegni presi.<img class="alignright size-full wp-image-522" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="Clash3" src="http://www.musicparade.it/files/2010/01/Clash3.jpg" alt="Clash3" width="280" height="272" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un paio di anni più tardi i nuovi Clash hanno registrato <strong>Cut The Crap</strong>, un lavoro fallimentare, del quale lo stesso Strummer ha rifiutato la paternità.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni successivi Joe Strummer si è dato da fare come autore di<strong> colonne sonore</strong>, una delle quali è presente in “Sid &amp; Nancy”, film che racconta la tragica storia di Sid Vicious e Nancy Spungen, e anche come attore, recitando in un paio di pellicole.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo i Big Audio Dynamite raccoglievano discreti successi e Jones, in seguito, ha avuto modo di riallacciare i rapporti anche con i suoi vecchi compagni, compreso lo stesso Strummer, che ha co-prodotto il loro secondo LP, alimentando le voci di una <strong>possibile reunion dei Clash</strong>, che non c’è mai stata.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1991 Strummer ha sostituito Shane McGowan come cantante dei Pogues in alcune date della loro tournée.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, dopo avere creato un gruppo chiamato Mescaleros e avere registrato un paio di buoni album, <strong>il 22 dicembre del 2002, Joe è deceduto per un attacco cardiaco, all’età di 50 anni</strong>.</p>
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